Torna The Bike Field, in formato totalmente digitale

The Bike Field è il nostro contest dedicato alle special "fatte in casa". Quest'anno si terrà online, in formato digitale. Ecco le info per partecipare
1/30 La café racer di Elvis Brunetti su base Triumph è una delle 30 special selezionate per The Bike Field 2017
Le moto vintage, heritage, custom in genere sono in voga ora più che mani. Tante officine si sono affermate, molte di più sono spuntate dal nulla. Ma a noi di Motociclismo continuano a piacere le elaborazioni nate in garage, frutto di lunghe notti insonni, idee brillanti e manualità sopraffina. Così, nel 2016, ci siamo inventati The Bike Field. Abbiamo aperto le porte della nostra redazione e ospitato, nel parco accanto al centro prove, decine di special realizzate in casa da voi lettori.

Per la terza edizione cambiamo un po’ il format, trasformando l’evento in un contest digitale, per abbattere le frontiere e le distanze. Rimangono invece inalterati i punti chiave, a partire dalle modalità di partecipazione. Totalmente gratuita. Se avete costruito una special – voi, non un’officina specializzata! – vi sarà sufficiente inviare alcune foto (max 10 scatti, a 200 dpi, formato 10x15 cm; se le fate con il cellulare, impostate la risoluzione di più alta qualità) e una descrizione delle modifiche effettuate all’indirizzo thebikefield@edisport.it entro e non oltre domenica 8 aprile 2018. Le fotografie che invierete, per rendere omaggio a The Bike Field, andranno scattate in ambiente campagnolo, rurale, arboreo, vegetale: insomma, con del verde (prato, piante, cespugli) sullo sfondo, non in garage o in un nudo cortile. Anche la qualità dello scatto sarà giudicata. Ogni genere di moto e cilindrata sono ammessi: naked, cruiser, sportive, scrambler, enduro, scooter…
1/29 The Bike Field 2017: il parco con i gazebo che hanno ospitato le 24 moto in gara
La special più bella, a insindacabile giudizio della redazione di Motociclismo, sarà pubblicata sulle pagine della rivista, con un articolo dedicato di 8 pagine.
Il metro di giudizio non sarà solo la bellezza oggettiva della moto, la sua linea, l’equilibrio, la coerenza tecnica e storica, ma si terrà in massima considerazione l’artigianalità dell’esecuzione, la fantasia utilizzata, il guizzo creativo. Per spiegarci meglio: ad una moto ricoperta di parti aftermarket daremo meno attenzione rispetto ad una costruita con rottami recuperati. Ad un componente in ergal anodizzato comprato su qualche catalogo preferiremo un faro ricavato da una scatoletta di tonno. Cose così.
1/27 The Bike Field 2017: la proclamazione delle moto vincitrici della categoria "Best in show". Trionfa la Triumph di Elvis Brunetti (a sinistra, nella foto), seguita dalla Honda di Davide Gallon (al centro) e dalla... finta Indian di Max Raimondi

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