di Nicolas Patrini - 11 gennaio 2019

Yamaha YZF-R125 2019: il nostro test su strada e in pista

Yamaha ha organizzato il press test della nuova YZF-R125 a Valencia, dove abbiamo percorso 150 km in città e fuori porta prima di portarla tra i cordoli del Circuito de la Ribera. Vi diciamo come va la ottavo di litro della Casa di Iwata, con pregi e difetti
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  • 1/14 Yamaha YZF-R125 2019

    La più piccola della gamma R-Series

    La nuova YZF-R125 è la sportiva ottavo di litro più avanzata mai sviluppata da Yamaha. Per il 2019 il motore a 4 valvole raffreddato a liquido è stato completamente ridisegnato per ottenere più coppia e una banda di erogazione più ampia e lineare. Uno dei componenti tecnologici più significativi del propulsore è il sistema di attuazione variabile delle valvole (VVA). Il nuovo motore beneficia anche dell'iniezione elettronica, ridisegnata ed equipaggiata con un corpo farfallato più generoso per migliorare la gestione dell'erogazione. Il nuovo motore dispone inoltre di una nuova testa cilindro con valvole di aspirazione e scarico maggiorate. Il telaio della YZF-125 2019 (qui trovate un video che la mostra in azione) è stato ottimizzato per offrire una guida più fluida ed è abbinato a un forcellone oscillante in alluminio più corto. Il nuovo modello è equipaggiato inoltre con la frizione antisaltellamento e un nuovo manubrio che offre una posizione più aperta a favore del comfort. Infine, per il 2019, l’impianto frenante vede l’introduzione di un diverso percorso dei tubi per migliorare la fluidodinamica e una nuova pinza posteriore. Fra le novità stilistiche spiccano invece i fari a LED e il cupolino simile a quello della YZR-M1. Anche il codone sfoggia prese d'aria racing e un nuovo faro a 12 LED. Il design affilato della nuova YZF-R125 è completato da un nuovo serbatoio da 11 litri progettato per essere facilmente rimosso, facilitando l'accesso nelle operazioni di manutenzione ordinaria. La strumentazione è inoltre stata ridisegnata e si ispirata a quella delle sportive della gamma R-Series. Fra gli elementi di spicco dal punto di vista estetico ci sono anche la nuova piastra di sterzo e la protezione della leva del freno in stile MotoGP.

    La nuova Yamaha YZF-R125 sarà disponibile presso i concessionari Yamaha a partire da inizio 2019 in due colorazioni: Yamaha Blue/Tech Black e Competition White. Il prezzo è di 5.340 euro c.i.m.

    Prezzi di listino "chiavi in mano", ottenuti aggiungendo al prezzo di listino "franco concessionario" le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica in 250 euro.

    Il nostro test

    La primissima cosa da dire sulla più piccola delle R-Series riguarda il look: i designer Yamaha sono riusciti nell'intento di rendere ben visibile il family feeling della moto, pur dotandola di elementi stilistici di unici. La R125 sembra ispirata alla R1, da cui prende elementi come il codino, il serbatoio, la strumentazione, ma sa distinguersi dalla "sorellona" grazie a un muso dalle linee racing e con presa d'aria simile a quella della Yamaha MotoGP. Saliti in sella non ci si aspetta di trovare così tanto spazio. Chi scrive è alto 1 metro e 90 ma le ginocchia trovano alloggio con facilità negli incavi del serbatoio e la triangolazione di sella-pedane-semimanubri permette una posizione neutra e che alla lunga non stanca. Lo spazio a bordo è quindi più che sufficiente, non sembra quasi di trovarsi su una 125 cc. Sicuramente i tecnici della Casa di Iwata hanno ragionato in termini di comodità, dotando questa ottavo di litro del comfort necessario all'utilizzo su strada. Al di là dell'ergonomia, la novità principale del modello 2019 riguarda l'introduzione del sistema VVA. Malgrado la potenza in gioco resti quella dei 15 CV imposti dalla legge, la R125 trova nella coppia ai bassi un punto di forza nel panorama di questo segmento. L'entrata in gioco del sistema è enfatizzata da una scritta luminosa che appare sul display della strumentazione e, fatto salvo per un leggero incupimento del suono del propulsore, non ci si rende conto dello "switch" che avviene a 7.400 giri/min. Il risultato è un'erogazione più fluida che in passato e un miglioramento netto ai bassi regimi, dove di solito le 125 cc moderne pagano qualcosa in termini di prestazioni. Naturalmente, il motore dà il meglio agli alti regimi e per mantenere la moto nella seconda parte del contagiri viene utilizzato con frequenza il cambio: i rapporti delle marce sono lunghi, l'innesto è preciso e la frizione sembra essere stata studiata per aiutare chi è alle prime armi grazie a uno stacco dolce che avviene solo nell'ultima parte del rilascio della leva. L'unico appunto da fare al motore riguarda le vibrazioni, che non abbandonano mai le pedane. Nulla di problematico, sia chiaro, ma si avvertono lungo tutto l'arco dei giri. Nulla da obiettare riguardo alla ciclistica della R125: il telaio regala agilità e stabilità; le sospensioni svolgono egregiamente il proprio compito, con la forcella da 41 mm che rende l'avantreno preciso e capace di tollerare l'asfalto sconnesso. Lo stesso vale per il monoammortizzatore, tarato più per l'utilizzo cittadino che per quello racing. Promosso il reparto freni per quanto riguarda la potenza di cui dispone, anche se all'anteriore è richiesto al pilota di tirare con decisione la leva nelle staccate più impegnative.

    Nella guida in pista non cambiano i concetti espressi poco fa, soprattutto per quanto riguarda il motore, che se fatto girare in alto si dimostra all'altezza del compito. Il limitatore, posto a quota 11.500 giri/min, è anticipato da una spia luminosa sul display di bordo e questo aiuta a cambiare leggermente prima per non avvertire il calo di potenza dovuto al taglio. La ciclistica, invece, viene messa più in difficoltà quando si cerca di spingere, ma d'altronde è la naturale conseguenza di un setting pensato soprattutto per la guida in strada. Lo stesso vale per le coperture di serie, che sembrano limitare il reale potenziale della moto. Nel complesso si tratta di un'ottima 125 per chi decide di scendere tra i cordoli in tutta sicurezza e senza patemi, ma se si cerca qualcosa di più occorre rivedere il set-up. Certamente la più piccola delle sportive Tre Diapason fà della rapidità nei cambi di direzione il proprio cavallo di battaglia ed è un ottimo trampolino di lancio per i più giovani che cercano un valido strumento per imparare e divertirsi.

    Yamaha YZF-R125: Scheda tecnica

    Motore raffreddato a liquido, 4 tempi, SOHC, 4 valvole
    Cilindrata 124,7 cc
    Alesaggio x corsa 52 mm x 58,6 mm
    Rapporto di compressione 11,2 : 1
    Potenza massima 11 kW (15 CV) @ 9.000 giri/min
    Coppia massima 12,4 Nm (1,25 kgm) @ 8.000 giri/min
    Lubrificazione Carter umido
    Frizione in bagno d'olio, dischi multipli
    Accensione TCI
    Avviamento Elettrico
    Trasmissione Sempre in presa, 6 marce
    Trasmissione finale Catena
    Alimentazione Iniezione elettronica
    Telaio Deltabox acciaio
    Escursione anteriore 130 mm
    Inclinazione canotto sterzo 25º
    Avancorsa 89mm
    Sospensione anteriore Forcella a steli rovesciati, Ø41mm
    Sospensione posteriore Forcellone oscillante, (leveraggi progressivi)
    Escursione posteriore 114 mm
    Freno anteriore Disco idraulico, Ø292 mm
    Freno posteriore Disco idraulico, Ø220 mm
    Pneumatico anteriore 100/80 17 M/C
    Pneumatico posteriore 130/70 17 M/C
    Lunghezza 1.955 mm
    Larghezza 680 mm
    Altezza 1.065 mm
    Altezza sella 825 mm
    Interasse 1.355 mm
    Altezza minima da terra 155 mm
    Peso in ordine di marcia (compresi serbatoi olio e carburante pieni) 142 kg
    Capacità serbatoio carburante 11,5 Litri
    Quantità olio motore 1,15 Litri

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