di Fabio Meloni - 09 ottobre 2019

Triumph Street Triple RS 2020: una per tutti, tutto con una

Sulle strade della Spagna, e tra i cordoli della pista di Cartagena, abbiamo messo alla prova la nuova Triumph Street Triple RS 2020. Ecco le prime impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto

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Solo un paio di giorni fa Triumph ha tolto i velli alla Street Triple RS 2020. Rispetto al passato la naked media della Casa di Hinckley compie un passo in avanti in termini di prestazioni, grazie ad un significativo aggiornamento del motore sviluppato insieme al team Moto2 di Triumph Motorcycles, e cambia anche dal punto di vista del look e della dotazione tecnica.

Per tutti i dettagli tecnici relativi alla nuova Triumph Street RS 2020 vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione della moto, ora è arrivato il momento di salire in sella. L’abbiamo messa alla prova sulle strade della Spagna e tra i cordoli della pista di Cartagena; qui sotto trovate le prime impressioni di guida.

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Vista frontale della Triumph Street Triple RS 2020

Le moto che nascono per soddisfare il pilota in contesti quanto più diversi sono, per definizione, dei compromessi: le maxienduro per esempio devono, sulla carta, viaggiare cariche in autostrada e danzare sullo sterrato. La moto strada-pista è un'altra di queste chimere. Non esiste una moto che sia perfetta in circuito e altrettanto sul lago. Ci sono però varie proposte che fanno molto bene l'una e l'altra cosa. Nella categoria delle medie cilindrate, il punto di riferimento è la Triumph Street Triple in versione RS, che ci siamo goduti per una mattina su statali secondarie tutte curve e che stiamo "strapazzando" tra i saliscendi di Cartagena. Non molte in verità le modifiche di sostanza per questa versione 2020, ma l'arrosto non manca. In particolare il motore ha i primi due rapporti più corti e più schiena, e c'è di serie il cambio elettronico bidirezionale abbinato a una frizione antisaltellamento. Il resto l'avete letto nella parte tecnica.

Una superpsortiva col manubrio alto è una moto stabile nel DNA, dato che scritta nei suoi geni c'è la capacità di curvare a 200 all'ora. Difatti, la Street lo è: imposti la traiettoria e sai che lì rimarrà, bevendosi avvallamenti e sconnessioni. Su strada ciò significa tanta sicurezza e potenzialità di ritmo pressoché criminali. Senza però la maneggevolezza e la leggerezza di sterzo (nella sua accezione positiva) di nude nate solo per fare quello - tra le quali le sorelle meno estreme della RS. Il motore è super elastico - siamo partiti in terza, per sbaglio - e spinge forte ai medi, più di prima; diremmo quanto la versione R, dotata in passato di un motore meno potente ma più "coppioso". La terza va bene per il 99% delle situazioni, dal tornante al curvone - in generale, peccato solo per un effetto on-off avvertibile quando si tiene il motore dai medi in su. La posizione di guida è un po' più sportiva di quanto servirebbe, con un certo carico sui polsi e pedane altine. Ha un grandissimo pregio: va tutto sommato bene tanto su strada quanto in pista. Non è poco! In circuito di può spingere e divertirsi con reazioni sane e facendo 29 volte meno fatica di quanto si faccia con una bella supersportiva di 1.000 cc. Il motore dice la sua con un allungo deciso e prestazioni di ottimo livello, il cambio elettronico non è rapidissimissimo ma funziona bene e i freni sono davvero molto, molto, molto buoni. Avere una moto così facile, intuitiva ed efficace ti porta a poter esprimere subito un buon passo, altro punto a favore della Street; dalla quale, iniziando a spingere, si vorrebbero solo pedane un po' più alte e un ABS meno invasivo quando si "stacca" forte.

Troverete il test completo della nuova Triumph Triple RS 2020, con interviste e approfondimenti, su Motociclismo di novembre, in edicola a fine mese.

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Triumph Street Triple RS 2020

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