Sym Maxsym TL: come va, pregi e difetti

Si tratta di uno scooter sportivo, comodo, capiente e protettivo. Il prezzo è molto interessante, ma mancano il traction control e numerosi gadget elettronici presenti su concorrenti di segmenti inferiori. Il nostro test

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Test Sym MaxSym TL 400 2020

Il Marchio taiwanese lancia la sfida a tutti gli altri costruttori di scooter: oggi nessuno produce un 400 bicilindrico, soprattutto a un prezzo allineato a quello dei mono concorrenti. La presentazione del Maxsym TL, dove TL sta per Twin Line, bicilindrico in linea, per differenziarsi dall’altro Maxsym, sempre 400 ma mono, avviene sulle tortuose strade intorno a Caramulo, in Portogallo, nota per un festival di veicoli d’epoca. Il TL condivide l’aspetto con gli altri maxiscooter bicilindrici sportivi, Yamaha TMax e Kymco AK550, entrambi sopra il mezzo litro di cilindrata. Oltre al frazionamento, anche la sospensione posteriore multilink con monoammortizzatore asimmetrico è insolita e grazie al leveraggio progressivo assorbe piuttosto bene le asperità delle spesso disastrate strade portoghesi. Anche se ci riserviamo un test urbano sul pavè alla prima occasione. Il resto dello scooter rientra nei parametri dell’ordinario per la categoria: illuminazione full LED, con il posteriore con un curioso effetto 3D, un buon vano sottosella illuminato, un ampio plexi in grado di proteggere bene il busto anche alle velocità autostradali. Le plastiche appaiono quasi tutte di buona qualità (un po’ meno i blocchetti) e gli accoppiamenti precisi. Salta più all’occhio quello che manca: la lacuna più grave è l’assenza di traction control, ma risaltano anche la mancanza di connessione con lo smartphone, avviamento keyless e manopole riscaldate. Per quanto riguarda il TC si porrà rimedio con il debutto della versione Euro 5, alla fine del prossimo anno, per il resto dipenderà dall’accoglienza riservata allo scooter e dalle richieste dei clienti.

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Sym MaxSym TL 400 2020

Detto questo, l’ammiraglia SYM si guida che è un piacere. Andiamo con ordine, la posizione in sella è comoda: le gambe, leggermente distese, hanno finalmente uno spazio adeguato (anche se le pedane non sono larghissime), mentre il manubrio basso invita a inclinare leggermente il busto in avanti quando si guida, in un confortevole mix di posizione touring e sportiva. Il parabrezza è regolabile su due posizioni, ma va smontato. In linea di massima è operazione da compiere un paio di volte l’anno, prima e dopo la stagione fredda. La sella è comoda e accogliente, con un piccolo schienalino che sostiene il fondoschiena. La sella ben rastremata è a 795 mm, e chi scrive (180 cm) non ha problemi a piazzare entrambe le piante dei piedi a terra. I due vani nello scudo sono profondi e capienti, il destro dispone di presa USB per ricaricare i device elettronici. Gli specchietti sono abbastanza ampi e consentono una buona visibilità posteriore. Il cavalletto centrale è sorprendentemente leggero da azionare, mentre la stampella attiva un freno di stazionamento. Anche se non è la nostra soluzione preferita (muovere lo scooter da spento con la stampella aperta può trasmettere sicurezza), pochi scooter di tale cubatura montano questo utile accessorio. Dopo la posizione azzeccata, la seconda sorpresa positiva arriva al momento dell’accensione: il TL ha proprio un sound piacevole, rauco e aggressivo, ma senza sconfinare nell’invadenza. Controlliamo la pulsanteria ai blocchetti, sappiamo che non ci sono mappe né elettronica oltre all’ABS, ma un cursore c’è comunque e serve per navigare tra le schermate del computer di bordo. Oltre alle solite info su percorrenza, consumi e tempo di viaggio, è possibile cambiare il layout del cruscotto LCD e scegliere se avere tachimetro e contagiri in vari stili analogici o digitali.

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Test Sym MaxSym TL 400 2020

Partendo si può apprezzare il buon funzionamento della frizione multidisco in bagno d’olio. La progressione è buona e piuttosto dolce nella prima parte di contagiri, per poi diventare più decisa coll’aumentare del ritmo. Questa taratura, oltre a favorire i neofiti, risulta molto gradevole in città, dove ci si muove in souplesse: meglio, vista l’assenza di TC! I tre dischi (la coppia anteriore è a margherita da 275 mm con quattro pistoncini) garantiscono decelerazioni piuttosto intense, sempre con un attacco dolce per non mettere in difficoltà chi non ha molta esperienza. L’ABS è poco invasivo. Sulle brutte strade portoghesi le sospensioni (davanti c’è una forcella upside down da 41 mm) copiano bene le asperità e trasmettono sicurezza, coadiuvate da un buon telaio a traliccio. Il motore in posizione centrale contribuisce all’accentramento delle masse. Lo scooter risulta così veloce e agile nei cambi di direzione senza perdere stabilità. La riuscita accoppiata motore-telaio consente di viaggiare rapidi senza sforzo, uscendo veloci dalle curve: il bicilindrico ha circa il 15% di coppia massima in più rispetto ai mono di pari cilindrata, per di più mantenuta molto a lungo nell’arco dei giri. In autostrada si tengono medie elevate senza sforzo, grazie anche alla buona protezione aerodinamica estesa anche alle gambe e alle ridotte vibrazioni. Se ne percepiscono un po’ solo alle pedane e meno ancora al manubrio alle velocità elevate, ma siamo a un livello fisiologico. Il basso livello di vibrazioni è dovuto alla presenza di un cilindro opposto di bilanciamento. Maxxis ha progettato i pneumatici dedicati per le ruote da 15” in collaborazione con SYM. In sostanza siamo di fronte a un mezzo a 360°, adatto alla città, divertente sul misto e veloce nei trasferimenti autostradali, offerto a un prezzo concorrenziale: costa poco più della metà di un TMax DX e meno di un AK. I suoi nei sono l’assenza di elettronica e di gadget, ma il rapporto qualità/prezzo, secondo noi, resta comunque eccellente.

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