05 February 2008

Test KTM 690 Duke

Non chiamatemi naked, non chiamatemi motard. Sorprendente alla guida.

Com' è fatta




Al primo colpo d’occhio la 690 Duke, nuova arrivata di Casa KTM che va ad aggiungersi alla gamma dei modelli 2008, si presenta come un valido incrocio tra una naked ed una motard. Il design è aggressivo, la linea sportiva e spigolosa, un classico del designer austriaco Kiska. Il cupolino ha un profilo anteriore di forma triangolare, con il vertice rivolto verso il basso, ed ingloba due fari sovrapposti con lampade alogene. Una soluzione che ricorda la prima Duke. La 690 Duke adotta il telaio a traliccio e lo stesso motore LC4 della Supermoto 690. A differenza della 690 Enduro sulla quale è collocato sotto la sella, la 690 Duke ha il serbatoio del carburante in posizione tradizionale. Alcune parti, tra cui i fianchetti, sono identiche alla Supermoto 690. Anche il codino ed i convogliatori sono simili.  La centralina dà al pilota la possibilità di selezionare quattro diverse mappature come per le sorelle Enduro ed SMC: standard, soft, hard e benzine a basso numero di ottani.

Onboard camera






IN MOTO CON IL TESTER


Come va





La seduta è molto bassa e l’imbottitura di sostegno è rigida. La buona ergonomia rende la posizione in sella confortevole per il pilota, grazie al manubrio alto, i fianchi stretti e la triangolazione sella-manubrio-pedane con le distanze corrette. Il motore spinge forte con i 65,3 cv dichiarati, ma bisogna tenerlo un po’ su di giri per avere una risposta pronta. Si avverte qualche vibrazione in più rispetto alle sensazioni che si hanno guidando la Supermoto, quando si tirano le marce, ma minori in confronto a quelle delle fuoristradiste. Per gli ammortizzatori si annota una risposta secca del mono, ma anche il vantaggio della taratura standard che limita i trasferimenti di carico. La maneggevolezza è molto buona e lo sterzo piuttosto abbondante. I freni sono della Brembo: la pompa è radiale e la pinza ad attacco radiale. L’azione è di grande potenza e non manca la modulabilità. La frizione è idraulica della Magura con pompante radiale, ma è po’ meno morbida rispetto a quella della Supermoto. Piccola nota negativa: la protezione aerodinamica è inesistente. La 690 Duke è divertentissima. Il passeggero avverte qualche vibrazione, ma non fastidiosissima. Non regale la porzione di sella, ma la postura è discretamente comoda.

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