di Fabio Meloni - 31 gennaio 2020

Honda CBR1000RR-R 2020: come va, pregi e difetti

Siamo a Losail, in Qatar, dove Honda ha organizzato il test della nuova Fireblade. La CBR1000RR-R è una moto completamente nuova e progettata sfruttando alcune delle tecnologie che la Casa di Tokyo utilizza anche in MotoGP. Siamo appena scesi dalla sella e vi diamo le nostre prime impressioni di guida

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Honda CBR1000RR-R SP

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Ci siamo, dopo avervi detto tutto quello che c'è da sapere sulla nuova Honda CBR1000RR-R, disponibile anche in versione "SP", è arrivato il momento di metterla sotto torchio tra i cordoli. Giusto per fare un ripasso, cliccate sui link di seguito per approfondire tutto quello che c'è da sapere su motore, telaio, aerodinamica, sospensioni e freni. Qui, invece, potete vederla in azione con in sella Marc Marquez.

295 km/h. Rilevati dal GPS. IN QUARTA. Volevamo un biglietto da visita di un certo tipo dalla CBR più rivoluzionaria di sempre e, porca miseria, eccolo. Leggendo nei numeri si capiscono due cose. La prima, una potenza notevole. Notevolissima. Sentirsi veloce in rettilineo su una pista larga come un aeroporto com'è quella di Doha non è cosa da tutti i giorni, ma con la nuova 'Blade sei un fulmine. Scordatevi la moto "bella ed equilibrata ma un po' più lenta delle migliori". Ora nella parte alta del contagiri c'è pura cattiveria, decisione, grinta. E fiato, fiato da vendere. 12.000, 13.000, 14.000, 15.000. Non molla. Dire quanto sia più veloce di una S1000RR, di una RSV4, di una Panigale, e soprattutto SE sia più veloce è difficile senza un raffronto diretto. Perché la pista è particolare. E perché, secondo punto del biglietto da visita, i rapporti sono luuuunghi. Lunghissimi. Un chilometro di rettilineo e NON SI METTE LA QUINTA - e se la metti dopo un attimo devi frenare. È possibile che questo sia un possibile punto debole su piste molto guidate. Sono anni che della Kawa si dice "potrebbe andare più forte, non avesse i rapporti così lunghi". Può essere che diremo lo stesso della CBR. Ma finché manca il confronto diretto vi diciamo che a noi, qui, non disturbano più di tanto. Perché usi una marcia in meno, hai un bello spunto e un motore la cui cattiveria viene diluita, resa sfruttabile. Si usa la prima senza problemi. Il resto è un lungo elenco di passi avanti, quando non salti. La protezione in carena è eccellente. L'effetto on-off è pressoché scomparso. Il cambio è molto, molto rapido, sia a salire sia a scendere di marcia. L'elettronica è a punto - ottimo l'antiwheelie e il controllo di trazione ci ha salvato le chiappe un paio di volte. Da guidare è molto sincera, stabile, prevedibile. Una vera jap insomma, meno vivace a livello di movimenti durante la guida rispetto alle europee e per questo amichevole. Il feeling con l'avantreno è elevato. Puoi entrare in curva forte, far correre la moto e riuscire comunque a disegnare una bella linea. Buono anche il feeling col retrotreno, anche se un paio di perdite di aderenza a centro curva, prendendo in mano il gas, ci hanno un po' stupito. Ma è anche vero che su questa pista si passano le ore in percorrenza, sulla spalla della gomma, che quindi si scalda molto - ovvero si consuma molto, ovvero perde aderenza quando "si va" sul gas con troppa decisione. In effetti, a gomma nuova, la trazione era consistente. Buonissima la frenata, per la decelerazione di cui è capace e per la precisione con la quale questa si può dosare. Per la lode, servirebbe un ABS ancora più discreto. Nelle staccate più decise si percepisce ancora qualche timida pulsazione, ma siamo anni luce avanti rispetto alla vecchia SP.

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La nuova Honda CBR1000RR-R Fireblade 2020 arriverà a fine febbraio nei concessionari e sarà in vendita a 23.240 euro nella versione “base” e a 27.240 euro nella più ricca SP.

Vi ricordiamo che i prezzi presenti in questo articolo sono da considerarsi con la formula “chiavi in mano”, comprensivi quindi di “messa in strada”, che Motociclismo quantifica in 250 euro.

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