Honda CB1000R 2021: come va, pregi e difetti

Il nostro test della nuova Honda CB1000R, che per il 2021 si rinnova sotto molti aspetti, senza però perdere nulla in quanto a prestazioni pur essendo omologata Euro 5. Vi diciamo come va, con pregi e difetti

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Honda CB1000R 2021

La CB1000R (qui il prezzo) è una moto poco chiacchierata. Quando all’aperitivo si parla di maxinaked, si tirano in ballo la Aprilia Tuono V4, la Yamaha MT-10, la Ducati Streetfighter V4, la KTM 1290 Super Duke R, la MV Agusta Brutale 1000 RR. “La Kappa ha solo 180 CV ma ai medi fa paura!”, dice uno. “La Tuono è sempre la Tuono!”, commenta l’altro. “La Streetfighter ha un motore che le altre se lo sognano”, ribatte il terzo; e via dicendo. Alla faccia di una certa qual indifferenza generale, però, la bellissima nuda “jap” si è ritagliata una fetta di mercato consistente. Con buona pace dei sorprendenti dati tecnici delle rivali, è stata la maxinaked ad altissime prestazioni più venduta sia nel 2018 sia nel 2019, per poi cedere le luci della ribalta alla V4 bolognese nel 2020. Evidentemente, un’altra volta ancora, la scelta di Honda di non inseguire le rivali sul terreno dei CV si è rivelata azzeccata. E, nondimeno, la Casa crede sia ancora vincente. Mentre tutte le novità del segmento muovono nella direzione delle performance, la nuova CB1000R si presenta inalterata nei numeri del motore (145 CV, 104 Nm), evoluta nel design, migliorata nella dotazione e ancora più interessante nel prezzo.

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Honda CB1000R Black Edition 2021

Quale sarà l’accoglienza del mercato, lo vedremo solo col tempo. Quel che è certo è che la CB1000R, oggi come ieri, è una maxinaked davvero molto bella da guidare. Parliamo per esempio di prestazioni. Ci sembra importante puntualizzare che i suoi non sono “solo” 145 CV: sono centoquarantacinque cavalli. Vuol dire andare da 0 a 100 km/h in tre secondi e superare i 230 km/h. Vuol dire impennare (anche) in terza. Vuol dire tirare una marcia e infrangere pressoché tutti i limiti del pianeta. Davvero c’è chi pensa serva di più, su strada? La differenza più marcata tra il suo quattro-in-linea e i propulsori più dotati della categoria è in realtà nella disponibilità di coppia ai regimi bassi e medi. In quella uscita di curva in quarta marcia dove una Kappa o una Ducati riprendono da bassa velocità con grande decisione, lei lo fa fluidamente e con più calma: ma se togliamo dal bilancio le performance dei motori più dotati, resta comunque una ripresa convincente - nientemeno di quella offerta da un quattro in linea di grossa cilindrata con rapporti corti.

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Test Honda CB1000R 2021

Non sono certo le prestazioni, l’ambito nel quale vorremmo da questo motore qualcosa in più. Ci piacerebbe trasmettesse meno vibrazioni, perché dai medi in poi sono ben avvertibili (anche se sopportabili). Vorremmo non avesse l’effetto on-off che si riscontra da metà contagiri in avanti, non fastidioso ma nemmeno trascurabile. E chiederemmo infine un cambio elettronico più efficace quando si scalano o si inseriscono più rapporti uno dopo l’altro in rapida sequenza, casi in cui capita che si impunti. Mentre funziona alla grande nel resto delle situazioni, che sono in effetti la maggior parte.

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Test Honda CB1000R 2021

Dove la CB continua a spiccare è nel rapporto tra prestazioni e facilità di guida. Difficile - forse impossibile - trovare un’altra nuda che sia così intuitiva e amichevole quando si va a passeggio e allo stesso tempo tanto credibile e convincente quando si affronta un bel misto senza risparmiarsi. Immediata e maneggevole quasi come una entry, ha una frizione che richiede poco sforzo, un motore super gentile, un raggio di sterzata ridotto e la sella a un’altezza umana. La posizione di guida è di grande controllo (il manubrio è correttamente largo e avanzato) e si gode di una piena, immediata sintonia offerta da una ciclistica che sembra avere un equilibrio innato. Lo sterzo è svelto quando serve eppure rassicurante appena la velocità sale, e avantreno e retrotreno offrono un generoso e apprezzato feedback relativo all’aderenza. Ciò detto, immaginare la CB come la classica nuda sportiva sarebbe sbagliato. La guida, qui, non ruota attorno a un “davanti” preciso e rigoroso e nemmeno il busto è proteso in modo deciso. Non ci sono un telaio super rigido, sospensioni racing (il “mono” innesca lievi pompaggi nelle uscite di curva grintose), luce a terra infinita; quelle cose che invitano a frenare tardi, forte, e ad azzardare velocità di percorrenza da 2T. Bisogna pensare a lei come una vivace ed efficace naked stradale. La sua capacità di correre su ogni percorso - facendo sudare rivali titolate, beninteso - ha a che fare con bilanciamento, abilità nel curvare, feeling offerto e capacità di improvvisazione. C’è precisione, c’è parecchia rapidità di manovra (inserimento, cambi di direzione), c’è un ottimo impianto frenante. Soprattutto, c’è spazio per la fantasia. Si può decidere di spigolare le linee o disegnarle belle tonde, e dovesse capitare un ingresso in curva imperfetto o la necessità di stringere la traiettoria, un movimento del busto e un po’ di pressione extra sul comando del freno posteriore risolvono al volo la situazione. È una guida divertente da zero a molti km/h, enfatizzata, sulla versione 2021, da gomme di primo equipaggiamento più generose in termini di grip.

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