Test Gilera 124 5V Regolarità Casa

Semplice e indistruttibile.

Storia




Una stirpe di motociclette da Regolarità “all’italiana” con il loro solido motore a 4 tempi di piccola cilindrata e di cui fanno parte pochi e celebri altri esempi tra cui la Moto Guzzi Stornello, la Moto Morini Corsaro e la rara MV Agusta. La 124 5V Regolarità Casa viene messa in vendita nel 1966 e rappresenta l’evoluzione della Regolarità 125 del 1965, a sua volta derivata dalla Giubileo Regolarità 98/124 del 1961. La prova riportata sul numero 9 di Motociciclismo del 1966 diceva così: "Le modifiche più importanti rispetto al modello dell’anno scorso sono il cambio a cinque marce e le sospensioni Ceriani tipo competizione".

Fatta per correre





Le 5 marce sono l’asso nella manica della Regolarità Casa
. Sia lo Stornello che il Corsaro hanno infatti un rapporto in meno, e questo pone la Gilera in netto vantaggio. Sul motore della Casa in più il carter è tagliato in corrispondenza del pignone per la catena così che anche se si dovessero impigliare rovi o impastare di fango, la trasmissione può continuare a girare liberamente. Uno dei segni distintivi è la cassetta porta attrezzi ricavata nel serbatoio e chiusa da un coperchietto assicurato da elastici. Altro “segno particolare” è il filtro dell’aria contenuto in una scatola cilindrica alloggiata in un’apposita incavatura della sella. La Regolarità Casa era acquistata ai suoi tempi anche per le sue qualità di semplicità e robustezza. Inoltre era in grado di raggiungere notevoli “quote” motoalpinistiche. La potenza non era molta, poco più di 10 CV, il che si traduceva in prestazioni sempre controllabili, ma il brio non mancava perchè il motore frullava fino ad 8.500 giri, la ripresa era vivace, la velocità massima su strada qualcosa meno di 100 km/h ed i consumi da ciclomotore. Se poi capitava di bloccarsi su qualche mulattiera, bastava “zampettare” ed il buon tiro del motore faceva il resto.

Pregi e difetti



IERI
PREGI
La posizione in sella è comoda e naturale, abbassata rispetto al modello precedente, tutti i comandi sono al posto giusto e facili da azionare. Il motore parte subito e gira fluido. “Ha un passaggio perfetto, un minimo sorprendentemente basso e regolare, non accusa vibrazioni eccessive, notevoli trafilaggi d’olio o rifiuti dal carburatore- così diceva la prova di Motociclismo". Il cambio a 5 marce soddisfa pienamente: di funzionamento morbido, si può cambiare senza frizione, che comunque è dolce da azionare, e non è facile sfollare. Maneggevolissima, “la Regolarità Casa è una macchina che invita nel modo più seducente ai piaceri del fuoristrada sia turistico che agonistico”.
DIFETTI
"Lascia percepire una certa rumorosità meccanica, particolare di secondaria importanza su una macchina di questo genere”. Con l’arrivo nel 1968 della 124 Regolarità Competizione la Regolarità Casa passa in second’ordine.





 
OGGI
PREGI
I ricambi del motore sono relativamente facili a trovarsi perchè in comune con i diffusi Giubileo stradali. Se veramente a posto, il motore non trasuda olio né fuma ed è meccanicamente silenzioso. Si tratta di un modello ricercato, anche se non raro. Meccanica essenziale, robusta e di facile manutenzione.
DIFETTI
SOSPENSIONI Il forcellone monta i famosi ammortizzatori Ceriani Competizione a molla grigia regolabili nel precarico su 3 posizioni. Corsa utile 70 mm. Sono difficili e costosi da trovare come ricambio intero, ma sono disponibili guarnizioni e paraolio per rigenerarli se mal messi.

CARBURATORE
Diversi problemi al buon funzionamento del motore (minimo irregolare, mancata accensione, spegnimento accelerando, starnuti e rifiuti) possono derivare dall’usura dello spillo conico e del polverizzatore, oppure dalla farfalla consumata dallo scorrimento.

COSTI
Manutenzione, ricambi e restauro hanno prezzi molto elevati.



Consigli dal meccanico





Con il passare del tempo l'Albino, come è ormai affettuosamente detto da chi lo conosce più o meno bene, è diventato un cattedratico delle moto arcorensi. D’altronde quarant’anni e più di lavoro in reparti specializzati della Gilera significano molto, e l’Albino è davvero una importante memoria storica soprattutto delle Gilera dagli anni Cinquanta ai Settanta. Lavora in un’ariosa officina ben attrezzata in quel di Oreno, vicino al vecchio stabilimento Gilera. Uomo previdente ed appassionato, quando tutti buttavano i vecchi ricambi, lui li conservava e ritirava, così oggi possiede un invidiato magazzino ben fornito ricambi nuovi originali dell’epoca, ma provvede anche a far rifare ex-novo molti di quelli che sono esauriti. Ricordiamo che contattandolo in orario di lavoro al numero 039/6081429, spedisce i ricambi richiesti in contrassegno in ogni parte d’Italia. Lo abbiamo intervistato.

Quali sono i punti deboli del motore su cui è obbligatorio agire, e come siamo messi con i ricambi?

“Trovo spesso rovinato l’ingranaggio della primaria sul tamburo frizione. Questo perchè sui tipi più vecchi è in ghisa morbida, mentre il pignone sull’albero motore è in ghisa dura. Così il primo si consuma di più. In seguito è stata adottata la ghisa temperata e il problema si è risolto. Ed è un ricambio difficile perchè ce ne sono in giro pochi. Poi le punterie nel carter che vengono consumate dallo strisciamento dell’albero a camme che invece non è mai rovinato. Da sostituire quasi sempre la bronzina della testa di biella, però per farlo bisogna scomporre l’albero motore, che va aperto e richiuso in officina. Bronzine, bielle e pistoni non scarseggiano, come anche i dischi della frizione, le valvole e le guide. Poi, già che il motore è aperto, non pensarci due volte a mettere nuove molle per il selettore del cambio e della messa in moto”.

Per chi ha già un Regolarità Casa hai qualche consiglio per una buona manutenzione?

“Soprattutto curare bene la lubrificazione senza risparmiare sulla qualità e sui cambi olio. Questo perchè l’asse di accoppiamento dell’albero nei motori Gilera di questa serie fa come un filtro centrifugo ed accumula la morchia all’interno. Se si tiene olio sporco e vecchio nel motore, alla fine si ottura completamente e viene a mancare il passaggio di olio attraverso i fori che consentono di lubrificare la bronzina della testa di biella. Se poi la moto è usata in fuoristrada o comunque sempre alta di giri, è una ragione in più per cambiare olio ogni 2.000/2.500 km. Per il resto tutto nella norma. Il Casa è robusto e bello da guidare!”

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le ultime prove