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Test Ducati Monster 796: grande maneggevolezza, motore che conquista, qualche vibrazione

Abbiamo testato la nuova Monster 796 e ci è piaciuta molto per diverse qualità, fra cui la maneggevolezza ed il motore con erogazione fluida e ottimo allungo.

CARATTERISTICHE MONSTER 796

Borgo Panigale (BOLOGNA) 20 aprile 2010CARATTERISTICHE MONSTER 796 Abbiamo testato la nuova Ducati Monster 796, che è equipaggiata con il propulsore Desmodue di 803 cc, montato per la prima volta sulla gamma delle naked bolognesi. Insieme con la 796, rimarranno nei listini delle Casa bolognese anche la più sportiva 1100 e la  696, enrty level Ducati più venduta di sempre (12.000 esemplari in soli due anni). LA 796 si distingue dalla versione base 696 per lo splendido forcellone monobraccio e i cerchi con razze a “Y” (gli stessi della 1100), la tinta rossa del telaio e il kit cupolino - coprisella monoposto in tinta di serie. Cambia anche anche il telaietto posteriore, predisposto per l’attacco delle maniglie del passeggero (optional). Il motore è lo stesso della Hypermotard 796 ma, secondo i dati dichiarati, quello della Monster eroga una potenza massima di 87 CV, sei in più del propulsore della motard. L’incremento è ottenuto grazie alla diversa configurazione dell’impianto di scarico e alla maggior capienza dell’airbox, oltre che alla differente mappatura dell’iniezione. Il peso a secco è di 167 kg.

CICLISTICA

CICLISTICA Una volta in sella si ritrovano subito le caratteristiche tipiche della Monster: la seduta è bassa (800 mm), il manubrio larghissimo e il busto caricato in avanti. Grazie ai riser più alti di 20 mm e alla diversa ergonomia della sella (meno inclinata verso il serbatoio), è migliorato sensibilmente il comfort. La 796 ha una maneggevolezza paragonabile a quella della 696, pur montando un pneumatico posteriore (Pirelli Diablo Rosso) più largo di 30 mm, cui si aggiunge una buona stabilità sul veloce, a patto di viaggiare su strade perfettamente lisce. La forcella Showa (non regolabile), ha infatti corsa piuttosto corta e una taratura rigida che non consentono di assorbire in modo adeguato le sconnessioni. Va bene invece il posteriore che, pur sostenuto, non teme i fondi sconnessi. L’impianto frenante utilizza un doppio disco anteriore da 320 mm, su cui agiscono pinze radiali Brembo, e un disco posteriore da 245 mm stretto da una pinza a due pistoncini. Questa scelta fornisce un’ottima potenza e una buona modulabilità. Noi abbiamo testato la versione con ABS. Si può avere come optional e ci è piaciuto per le buone sensazioni che dà alla leva, la prontezza di intervento e l’efficacia dell’azione.

MOTORE

MOTORE Il propulsore ci ha conquistati: oltre all’erogazione fluida e alla scarsa tendenza a strappare ai bassi, rivela anche un ottimo allungo fino agli 8.500 giri, quota a cui interviene il limitatore. Inoltre, sottolineiamo la morbidezza della leva della frizione (APTC antisaltellamento) e quella del cambio, che ha pure corsa corta della leva ed è preciso negli innesti. Abbiamo trovato anche qualche piccolo difetto: il calore emanato dallo scarico (che si fa sentire nelle soste ai semafori) e le vibrazioni, limitate sulle pedane, più sostenute sul manubrio e sulla sella.

PREZZI E DISPONIBILITÀ

PREZZI E DISPONIBILITÀ La Monster 796 sarà disponibile da fine aprile a 8.990 euro chiavi in mano nella versione base, 9.660 euro c.i.m. equipaggiata con l’ABS. I colori disponibili sono il bianco il rosso e il nero, tutti con telaio rosso. Con 90 euro in più, si ha diritto alla scelta di uno dei 10 colori della collezione Monster Art oppure, con un sovrapprezzo che varia dai 190 ai 290 euro rispetto alla moto di serie, si può ordinare il proprio Monster personalizzato con le plastiche della collezione Logomania.        

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