Il test delle Ninja SBK di Sykes e Salom: gemelle (molto) diverse

Al Motorland Aragon abbiamo provato le ZX-10R del Kawasaki Racing Team, la campionessa del mondo SBK EVO con David salom e la vicecampionessa del mondo SBK, con Tom Sykes. Da ferme sono quasi uguali, ma in sella…

Il test delle ninja sbk di sykes e salom: gemelle (molto) diverse

Per tutti noi amanti delle moto, delle corse, e inevitabilmente delle moto da corsa, l'autunno e l'inverno sono le stagioni più lunghe, noiose e snervanti. Nessuno dei nostri Idoli ci fa sognare con traversi e sorpassi al limite né ci emoziona con dichiarazioni borderline, vicine all'inverosimile. Ci dobbiamo limitare ad attendere quei brevi sprazzi di primavera (motociclistica) che sono i test invernali (qui gli ultimi a Jerez) e nutrirci di quel poco che accade. Lorenzo sembra pronto per una stagione da protagonista. Rossi magari si gioca un asso. Marquez sorride sornione. E nella SBK: Rea pare vada bene. Le Ducati pure meglio. C'è chi è contento del nuovo regolamento e chi no. C'è chi rimane beffato dopo aver toccato il cielo con un dito - lo sfortunato Fabrizio.

 

Gas aperto con le verdone del mondiale

Insomma, tutto fa brodo. Qualunque cosa pur di parlare di moto. Anche un'occasione come questa, che non riguarda da vicino i Campioni, ma che serve pur sempre a riempirci i polmoni di una sana boccata di cordoli, CV, urla di pistoni arrabbiati. Kawasaki ci ha scelti, unica rivista italiana e una delle poche al Mondo, per farci fare qualche giro sulle Ninja di Tom Sykes - la moto vicecampione del Mondo nella SBK - e su quella di David Salom - la campionessa della EVO SBK (i piloti li avevamo intervistati ad Eicma). Niente tempi né pronostici quindi, da parte del pilota che ha avuto questa fortuna. Ma una cosa in più di quanto facciano... quelli "veri": un racconto, per tutti, di come vanno Quelle Moto. Magari lo avete già letto, si trova sul numero di Motociclismo di dicembre, quello che trovate in edicola. È ricco di dettagli e di curiosità. Magari invece non sapete ancora nulla. Ecco allora un breve giro sulle due verdone, esattamente nell'ordine in cui il vostro tester ha avuto l'onore di guidarle. Allacciamoci il casco, controlliamo che i guanti siano ben chiusi e inseriamo la prima. Lì davanti, oltre la corsia box, placidamente adagiato sugli aspri saliscendi andalusi, c'è il Motorland Aragon (guardate la gallery).

 

La evo sbk campione del mondo: una "stradale" all'ennesima potenza

Quello che ti aspetti è una bestia che ti prende e scaraventa per la pista senza darti il tempo di pensare - ehi, è la vincitrice di un titolo del Mondo, non una innovativa tourer per neopatentati da 67 km/l. Invece è una moto bellissima, forse la più bella che hai (ho) mai guidato. Ovvio che è un giudizio soggettivo, probabilmente Sykes non la penserebbe così, tutt'altro. Ma se volete sapere com'è, per una persona normale, Quella moto verde che tante volte ci ha emozionato in TV la domenica, la risposta è questa e nessun'altra: bellissima. Il motivo è che ha un invidiabile equilibrio tra quanto va e come va. Fortissimo, ma non troppo. Benissimo, ma in un modo convenzionale, che ricorda una supersportiva "normale". Ecco perché piace tanto. Non spaventa, è semplicemente perfetta. Pensa una cosa, lei la farà. Frena fortissimo e rimane composta. Punta la corda velocissima. Cambia direzione con grande leggerezza. E accelera, sissignore, accelera con la forza di un jet - ma riesce, comunque, a farti sentire di avere la situazione sotto controllo. Va dove vuoi tu, non si ribalta sospinta da poderose entrate in coppia. Semplicemente divora i metri che la separano dalla curva successiva. Li divora come nessuna supersportiva può fare. Ma con la stessa facilità. 

 

La "vera" sbk: la ninja di sykes è sovrumana

Invece la moto di Sykes è oltre. Oltre la capacità di un signor nessuno. Oltre la possibilità di godere della sua velocità. In questo senso è molto affascinante; c'è un che di deludente (non è la parola giusta, ma ha a che fare con il vedere ridimensionato un sogno) nel salire su una SBK, anche se EVO, e nel non farsela addosso. Elegantemente parlando, si intende. Nessun problema che questo accada, con Lei. La maggior parte della difficoltà nel guidarla gira attorno al motore - in particolare, ai circa 250 CV del motore, per essere precisi. È vero che l'erogazione, gestita elettronicamente con il funzionamento a due o a quattro cilindri in base all'apertura del gas, è gestibile. Non è che sei su una bestia impazzita che appena tocchi il gas ruggisce. Se vuoi, hai un motore molto dolce. Il problema è che per andare forte, o per cercare di farlo, quel gas lo devi girare per bene… Insomma, va bene la dolcezza, ma qui mica si è a un concorso di gala. E quando acceleri, il mondo esplode attorno a te. Ti ritrovi tra le gambe un cavallo imbizzarrito che punta la curva successiva scuotendosi e sollevandosi su una ruota sola. E che in poco spazio raggiunge delle velocità che non sei preparato a gestire. Oltretutto, la ciclistica non ti dà una grossa mano, perché è calibrata attorno a questo portento;  anche lei per funzionare ha bisogno di una decisione fuori dal comune. Freni che paiono non funzionare finché non li strizzi, per esempio. Ma soprattutto, uno strano modo di affrontare le curve. Pare che voglia sempre allargare, che non “chiuda” le traiettorie. “Come mai?” ci chiediamo. E alla fine del giro giostra, il capotecnico di Sykes, ce lo dice, come mai. Ma forse non avremmo voluto saperlo. “Sai”, spiega, “lui è uno che spigola molto. Si ferma a centra curva e poi gira la moto col gas, facendo derapare il posteriore”. Ah, ecco. 

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