SWM: a Eicma 2014 torna un marchio mitico

Resuscitato da Ampelio Macchi (ingegnere ex Cagiva, Husqvarna e Aprilia) e da capitali cinesi, rinasce un nome amato dagli appassionati di offroad e lo fa con gamma di moto da enduro, motard e vintage. Sono fatte a Cassinetta di Biandronno e hanno prezzi molto interessanti. Parla Macchi

Swm: a eicma 2014 torna un marchio mitico

Dove prima c’era la Husqvarna, nascerà sul lago di Varese la nuova SWM. Artefice del ritorno di uno dei marchi più famosi della regolarità è l’ingegner Ampelio Macchi, che ha lavorato in Cagiva e Aprilia. L’amministratore delegato della nuova società che ha recuperato il marchio SWM dalla proprietà di Federico Fregnan, l’imprenditore veneto che deteneva anche Fantic Motor (ora passata di mano), ci spiega con orgoglio e passione il progetto che ha portato la Shineray, industria cinese delle due ruote, ad acquisire il Marchio, ma prima di tutto a riportare lavoro in questa fabbrica. Di seguito l’intervista, ma prima vediamo quali sono le moto che SWM porta a Eicma (pad. 2, stand R17) e commercializzerà nel 2015.

 

FATTE IN ITALIA

Si tratta di 6 modelli, a cui se ne aggiungeranno altri due. Come da tradizione del Marchio, il fuoristrada è al centro dell’attenzione, ma concretizzato in moto facili, economiche e con linee sia moderne che vintage.

Al top della gamma c’è la Gran Milano 440 Special, una bella e raffinata café racer vintage motorizzata con un monocilindrico di 440 cc raffreddato ad aria. Sulla stessa base tecnica è prevista anche una versione “base” con dotazioni meno preziose, mentre la versione scrambler è denominata Silver Vase (gomme tassellate, scarico alto, sella piatta, freno a tamburo posteriore, parafanghi cromati e tantissimi dettagli da far impazzire i nostalgici). Dovrebbe infine arrivare una versione chiamata Gran Turismo ma, come la “base”, la vedremo solo ad Eicma (ma ci sono già i dati tecnici). Per parlare invece di moto dal look e dalla tecnica più attuali, ci sono le enduro RS-R, di 300 e 500 cc, la motard SM 540 R e infine la dual di 650 cc che, non a caso, si chiama Superdual 650. Per le schede tecniche cliccate sui link qui sotto, mentre le foto sono nella gallery. Ma ora la parola all’ingegner Ampelio Macchi che, tra le altre interessanti informazioni, ci dà anche quella sulla filosofia del Marchio e sui prezzi: sotto i 6.000 euro. Per le altre novità previste per il Salone di Milano, cliccate qui.

 

 

INTERVISTA ALL’INGEGNER AMPELIO MACCHI

 

Come e quando è iniziata la trattativa con la Shineray?

Ho incontrato mr. Daxing Gong, il presidente di questa grande azienda, durante un viaggio di lavoro in Cina. Ho scoperto la sua passione per il fuoristrada e ha iniziato a girarmi in testa la possibilità di cominciare a collaborare con loro che già costruivano moto per l’off road e avevano anche sponsorizzato un team del mondiale motocross. Intanto BMW stava per vendere Husqvarna a Pierer industries. Ho contattato la nuova proprietà di Husqvarna per acquisire i progetti del motore bialbero 250-530 e il 630. Volevo costituire un reparto ricerche e sviluppo motori che dall’Italia lavorasse per la Cina. Volevo fare il tutto a casa mia a Cuggiono, ma qui a Cassinetta è andato sempre peggio e i venti di chiusura erano minacciosi. Da Pierer industries mi hanno fatto la proposta per affittare una parte di uffici in questa struttura, ormai troppo grande per le loro esigenze. Poi Pierer industries ha fatto anche una offerta per il nuovo motore 250 che era stato appena abbozzato da Husqvarna e che non si era mai visto. Poi si è aggiunto il progetto di una 125 con col motore 4 tempi Yamaha-Minarelli.

 

Oggi non c’è ancora una vera fabbrica, ma un grande centro di studi e prove...

Che si voglia fare una vera fabbrica è sicuro. Assumeremo delle persone, di nuovo il lavoro ripartirà. Attingeremo personale da questo bacino storico, professionalità che, altrimenti, andrebbero perse nei tempi e modi secondo un programma di start up. Ripartirà l’occupazione e anche l’indotto.

 

Come è composta la propriètà?

Il maggiore azionista è cinese. Tutti i soldi che ho fatto arrivare per le varie spese provengono dalla Cina. La vera difficoltà è stata quella di riuscire a portare questi capitali in Italia, far capire agli investitori esteri che in Italia si può fare. Se si vuole.

 

Perché acquisire il marchio SWM?

Abbiamo scelto tra quattro cinque nomi interessanti: SWM è legato al fuoristrada ed è stato di grande successo. Poi mi è piaciuto il fatto che dopo la sua chiusura non ci siano stati altri tentativi di rivitalizzarlo. L’abbiamo preso da Federico Fregnan che era, come posso dire, “pulito” e non inquinato da altre precedenti operazioni. Di SWM rimangono ancora in memoria moto che sono state memorabili per gli amanti del fuoristrada.

 

Perché costruire in Italia. Avreste potuto farlo in Cina?

Perché credo che solo qui si riesca a mettere insieme tutte le eccellenze che servano davvero per costruire una moto. Non ha senso che un brand come SWM sia prodotto in Cina. I Cinesi sanno come costruire, ma i pezzi devono essere fatti qua, almeno inizialmente. Il controllo deve essere sotto la nostra totale gestione. E sarà sempre così. L’obiettivo è anche quello di far crescere i loro prodotti, la loro qualità, perché diversamente non si capisce perché i signori della Shineray debbano spendere tutti questi soldi.

 

Che tipo di moto costruirete?

Il nostro target iniziale non è quello di inseguire la concorrenza del fuoristrada professionale. Non vogliamo cercare i CV e le prestazioni a tutti i costi. Vogliamo fare moto che possano essere usate con tranquillità, moto che comunque sappiano portarti in cima alla montagna, ma non siano esasperate. Per esempio, abbiamo volutamente due silenziatori nelle nostre enduro per non fare rumore e saranno anche omologate per trasportare due persone. Tanto è vero che le costruiremo nelle cilindrate di 300 e 500, e quest’ultima avrà le gomme con tasselli meno pronunciati di quelli racing, stile entro fuoristrada. Di sicuro, non vogliamo fare la moto per il campionato del mondo enduro. Però non abbiate timore arriverà anche quella. Il nuovo motore di 250 cc che presenteremo anticipa quello che faremo nelle competizioni. Lavoreremo sull’affidabilità in generale, limitando le prestazioni massime. Due o tre CV in meno non sono un problema. Minore compressione, maggiore durata dei componenti. Insomma, una moto più facile e offerta a un prezzo decisamente interessante

 

Quanto costeranno?

Andremo sul mercato tra i 5.500 e i 6.000 euro. Quindi capite che diventano davvero interessanti. Riusciamo a fare questo prezzo diminuendo inizialmente il margine di contribuzione, ma anche con una gestione rigorosa dei costi. Siamo un’azienda quasi famigliare. Abbiamo un team affiatato, con qualcuno ci conosciamo da 30 anni. Non abbiamo burocrazia, non dobbiamo rendere conto a una grande madre di quello che facciamo.

 

Perché una moto vintage nella gamma SWM?

Perché vogliamo allargare la fascia di mercato. Non si può vivere solo di off road anche perché il nostro mercato sarà il mondo. Andiamo su mercati che nemmeno sanno che cosa è una super motard. Comunque siamo partirti già da una base di 400 cc. La moto si chiama Gran Milano Speciale. Sarà affiancata da un’altra versione Silver Vase, un grande nome tra i modelli di SWM, una off road leggera e poi una moto da gran turismo. Partiamo da un motore di 400 cc per arrivare a 440 per avere più coppia, più facilità d’uso. Poi in Fiera presenteremo ancora un motore 125 per i ragazzi, previsto nella doppia versione enduro e motard con un motore che ha il family feeling dei nostri bialbero. Lo stile delle nuove moto è opera di Raffaele Zaccagnini che ha lavorato con me per tanti anni sia in Cagiva, sia in Aprilia che in Husqvarna. Gli ho dato la possibilità di rientrare nel campo della moto. Ha realizzato tutto lo stile dell’off road e sta disegnando i nuovi 125, la moto 250 e i 340 enduro e cross, modelli che saranno pronti per Eicma 2015. Però, fatemelo dire, quello che abbiamo fatto qui, in questa fabbrica, è l’esempio di come la nostra creatività, il nostro ingegno, la nostra voglia di rinnovare sia davvero l’Italia che ce la vuole fare ad uscire dalla crisi. Conoscere il team delle persone che lavorano a questo progetto è stato fondamentale per far prendere la decisione da parte del presidente. Mr. Gong ha capito che intorno a questo progetto esisteva una squadra davvero forte e decisa: stile, ufficio tecnico, reparto esperienza, tutti uniti dalla voglia di ricominciare. Una voglia incredibile di ripartire a fare le cose, un entusiasmo che è intatto. E’ come se la voglia di costruire le moto non sia mai scomparsa da questi muri. E non aspetta altro di riemergere dall’oblio. Riapre una fabbrica con l’intento di dare lavoro. Ripeto lavoro.

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