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Suzuki: “La nuova V-Strom è più vigorosa a tutti i regimi”

Abbiamo intervistato l’ingegnere capo del progetto Suzuki V-Strom 1050, Satoru Terada, per conoscere i segreti della moto e capire il perché di alcune scelte tecniche

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Suzuki V-Strom 1050 2020

Perché non ampliare la famiglia V-Strom con una versione più fuoristradistica, con cerchio anteriore da 21” e sospensioni a lunga escursione? Alcune Case concorrenti lo fanno, per esempio BMW con la F 750 - 850 GS.

“La nuova V-Strom può essere guidata su tutti i percorsi stradali, ma noi di Suzuki ci siamo concentrati soprattutto su asfalto, dove sarà guidata principalmente. Siamo molto fiduciosi che non sarà seconda a nessuno, soprattutto su asfalto”.

L’altezza della sella della 1050 è identica a quella della 1000, ma toccare terra sembra ancora più facile. È una nostra impressione o avete modificato i volumi nella zona sella serbatoio?

“Il design del serbatoio di V-Strom 1050 è più rastremato e stretto del predecessore e consente al pilota di posizionare le ginocchia efficacemente, con i vantaggi di poter variare la distribuzione dei pesi con facilità, come il proprio stile di guida richiede. Inoltre, pur mantenendo la stessa altezza sella risulta più semplice toccare saldamente a terra”.

Il motore della V-Strom 1000 esprimeva la coppia massima a 4.000 giri/min, quello della 1050 la esprime a 6.000 giri/ min. Non temete che questo dato possa scoraggiare i clienti?

“Assolutamente no. La curva di coppia della nuova V-Strom 1050 è molto più lineare e con valori assoluti più elevati per gran parte della curva di erogazione, un intervallo più ampio e quindi più sfruttabile della versione precedente. Inoltre è più potente rispetto al modello precedente, nonostante l’adeguamento alle nuove normative Euro 5”.

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Suzuki V-Strom 1050 2020

Ci dica la cosa di cui è più orgoglioso del progetto V-Strom 1050

“Gliene dico tre, se posso. La prima è il design, chiaramente ispirato a quello della DR Big della Parigi Dakar. L’altra è il motore, con quel feeling che solo un V-Twin è in grado di trasmettere. Ma non posso certo dimenticare il telaio e il forcellone in alluminio, al tempo stesso leggeri, robusti e capaci, come noto, di restituire un equilibrio di guida straordinario, oltre a comfort e agilità”.

Non ci ha parlato di elettronica, la principale novità tecnica della moto.

“L’elettronica non fa miracoli se una moto non è sana nella sua base tecnica. Ho volutamente rimarcato le qualità del motore e del telaio perché su questo fronte la V-Strom è un’eccellenza del suo segmento di appartenenza. Su questa straordinaria base tecnica abbiamo innestato, mi lasci dire, la magia di un pacchetto elettronico che amalgama le virtù meccaniche della nostra moto e le porta a un livello superiore in ogni tipo di utilizzo: commuting, gita in solitaria o in coppia”.

Come siete riusciti a rientrare nei parametri Euro 5 aumentando la potenza della moto?

“Siamo intervenuti sulla fasatura lavorando su un nuovo profilo delle camme e aumentando di 4 mm il diametro dei corpi farfallati, ora separati per permettere di ottimizzare l’iniezione. Nel frattempo siamo riusciti a mantenere il consumo di carburante pari a quello della V-Strom 1000”.

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