di Nicolo' Codognola - 01 luglio 2015

Suzuki GSX-S1000F: sportiva a tutti gli effetti

Non semplicemente sport-touring. Il concetto è chiaro. La Suzuki GSX-S1000F ha giusto il manubrio alto ed è appena meno performante della sorella GSX-R1000. Ma neanche tanto meno, ci viene da dire dopo averla provata sul folle tracciato del Tourist Trophy, sull’Isola di Man. Ecco come va e quanto costa

Suzuki gsx-s1000f: sportiva a tutti gli effetti

Ci ricordiamo bene quanto clamore suscitò nei commenti nostri lettori la presentazione delle sorelle Suzuki GSX-S1000 a Colonia. La nuda era attesissima (la prova è su Motociclismo di luglio, in comparativa con la Tuono V4 Factory), ma fu soprattutto la GSX-S1000F ad attirare l’attenzione, anche perché veniva presentata insieme alla “pari categoria” BMW R 1200 RS. Un mare di post sulla nostra pagina Facebook arrivarono, a testimoniare la voglia di moto poliedriche diverse dalle “solite” endurone. Oggi la Casa di Hamamatsu ha finalmente presentato dinamicamente alla stampa la nuova moto e lo ha fatto - non a caso - in un posto mitico, sia come meta turistica sia per l’alone sportivo che emana: il tracciato del Tourist Trophy sull’Isola di Man (leggete qui i report sul TT 2015). Insomma, un modo nemmeno troppo velato per dire che la GSX-S1000F ha un ben preciso DNA racing. Un po’ come la Kawasaki Z 1000 SX (e forse anche più).

Delle caratteristiche tecniche della nuova Suzuki vi abbiamo già detto, ora non resta che guardare le foto della gallery (i dettagli alla presentazione e del nostro test) e leggere le impressioni di guida del nostro inviato sull’Isola di Man, Nicolò Codognola. Il servizio completo sarà pubblicato su Motociclismo di agosto.

 

146 cv di derivazione gsx-r1000: sul mountain ce li siamo goduti

Con Richard “Milky” Quayle (isolano e 4 volte vincitore nella sua categoria proprio al TT) come apripista, abbiamo percorso le oltre 37 miglia del Mountain Course in sella alla carenata di Hamamatsu a ritmi non da gara, ma piuttosto sostenuti. Sull’isola infatti, se nei centri urbani il limite di velocità è rigorosamente rispettato da tutti, fuori non esistono divieti e l’andatura è dettata solamente dal buonsenso. Ma il buonsenso, con 146 CV sotto il sedere, viene presto meno. Così, appena il nostro apripista si invola sulla parte alta del percorso, la più veloce, cerchiamo di stargli dietro arrivando a vedere sul display 120 miglia/orarie (190 e rotti km/h…). Il motore ha un leggero effetto on/off alla prima apertura del gas, ma è capace di riprendere dal regime di minimo senza un sussulto. E poi prende giri alla svelta, mostrando la sua ascendenza sportiva (è quello della GSX-R1000 K5) spingendo furibondo fino al limitatore. Per tenere sotto controllo tanta esuberanza, c’è di serie il Traction Control, selezionabile su tre livelli oppure escludibile. Sul tortuoso tracciato del TT partiamo con il TC al livello 3, il più conservativo, che entra in azione sulle curve più lente come la Hairpin e la Gooseneck. Sulla parte alta del circuito, che corre in mezzo a colline e brughiera, passiamo a settaggi più “liberi” per tenere il ritmo (o almeno provarci) dello scatenato Milky: lui apre il gruppo su una GSX-S1000 (la nuda di cui la carenata riprende il motore e la ciclistica) ma con il TC disinserito: aprire tutto il gas sul viscido asfalto del Mountain con il Traction Control in posizione 3 significa per noi vedere la spia TC sul cruscotto lampeggiare furiosamente, mentre Milky prende metri e si allontana. Dai, ‘stavolta diamo la “colpa” della nostra lentezza all’elettronica invasiva, e non al nostro status di piloti di quarta categoria…

 

Suzuki gsx-s1000f: divertente e sicura, sacrificando un po’ il comfort

La ciclistica ci entusiasma per il suo rigore ed equilibrio. Difficile arrivare a scomporsi. Le sospensioni hanno una taratura leggermente più sostenuta di quella della “quasi gemella” GSX-S1000 (che pesa solo 5 kg in meno della carenata): su fondo non perfetto trasmettono le irregolarità ai polsi e al fondoschiena del pilota, ma quando c’è da alzare il ritmo su strada sono perfette. Eccellente anche il comparto freni: le pinze Brembo monoblocco, abbinate a dischi da 310 mm, non lesinano in quanto a potenza. E poi c’è un ABS di serie praticamente perfetto, poco invasivo.

Zero difetti, dunque? Pur accettando il fatto che si tratti di una sportiva, gradiremmo un po’ più di protezione aerodinamica: con il manubrio alto e le pedane avanzate, il busto rimane più esposto all’aria e, in caso di trasferimenti autostradali e gite un po’ più lunghe della classica fuoriporta, non guasterebbe un plexiglas più alto e regolabile.

 

La GSX-S1000F è già in vendita al prezzo lancio, valido fino al 30 settembre, di 12.840 c.i.m. (il prezzo “chiavi in mano” si intende comprensivo di spese di messa su strada, che Motociclismo quantifica in 250 euro). In seguito verrà applicato il prezzo pieno di 13.140 c.i.m.

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