Suzuki GSX-R 600 2011: test

Abbiamo testato sul circuito di Almeria, in Spagna, la Suzuki GSX-R 600 del 2011. È più agile della vecchia versione ed è un riferimento per stabilità.

Suzuki gsx-r 600 2011: test

Almeria (SPAGNA)COME È FATTA Esteticamente è molto simile alla precedente versione, ma la Suzuki GSX-R 600 model year 2011 è una moto completamente nuova: interamente modificata nelle sovrastrutture così come nella meccanica. Il telaio è stato alleggerito ed è abbinato ad un forcellone più lungo. Il motore ha più coppia ai medi regimi, guadagna circa 1 CV di potenza massima (che ora è di 125,8 CV) ed è dotato di una rapportatura ravvicinata. Sono nuovi anche i freni e le sospensioni, con un notevole reparto anteriore composto da pinze Brembo e forcella BPF (Big Piston Fork) di Showa. Inoltre la moto è stata oggetto di un intenso lavoro di alleggerimento. Ora, stando ai dati dichiarati, pesa 184 kg col pieno di benzina, 9 kg meno della precedente versione (del 2008). Il che secondo Suzuki la rende la supersportiva quattro cilindri di 600 cc col miglior rapporto peso-potenza.

 

COME VA In sella, sul circuito di Almeria, ritroviamo tutti gli elementi che distinguono le ultime supersportive Suzuki: carenatura abbondante, così come lo spazio a disposizione del pilota per i movimenti in sella, triangolazione pedane-sella-manubri confortevole e comandi morbidi (frizione) e precisi (cambio e freni). Soddisfa, anzi conquista, il feeling offerto dalla forcella Showa BPF, che come nessun’altra riesce ad abbinare un ottimo sostegno e una grandissima efficienza nel filtrare le sconnessioni. Piace altrettanto la frenata offerta dal rinnovato impianto, potente e perfettamente modulabile. Il motore non vibra, ha un’ottima schiena già dai 6.000 giri e spinge forte a partire dagli 8.000. La forza ai medi di cui dispone stempera un po’ la sensazione di potenza agli alti (il limitatore taglia a 15.500 giri, ma è consigliabile cambiare circa 1.000 giri prima), probabilmente la quantità di CV a disposizione è allineata alle migliori di categoria. Nei cambi di direzione i kg in meno regalano alla Suzuki quell’agilità che le serve per avvicinare le concorrenti fin’ora più svelte (Honda CBR600RR e Yamaha R6), che però non riescono ad eguagliare la sua eccellente stabilità in staccata. Ha sicuramente le carte in regola per la candidatura a regina di categoria; sarà in vendita a gennaio a un prezzo ancora da confermare, ma che si preannuncia solo di poco più elevato rispetto alla precedente versione (10.600 euro chiavi in mano).

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