di Beppe Cucco - 06 marzo 2019

La Bandit si trasforma in una racer d'altri tempi

Utilizzando componenti Honda, Kawasaki e Triumph i customizzatori americani di Icon 1000 hanno trasformato una Suzuki Bandit 1200 in una moto da pista dal fascino vintage
1/13 Suzuki Bandit Colonel Butterscotch, la special realizzata dai customizzatori di Icon 1000

Colonel Butterscotch, questo è il nome dell'ultima realizzazione dei customizzatori americani di Icon 1000. Questa special nasce sulla base di una Suzuki Bandit 1200 degli anni '90 ed è stata creata per mettere in risalto il potenziale di questa modo, spesso relegata (forse ingiustamente) tra le naked turistiche.

La moto di partenza è una Bandit 1200 del 1999, che al momento di metterci mano era messa in pessime condizioni. Il suo motore, il quattro cilindri in linea derivato da quello della GSX-R1100, di serie eroga 98 CV, ma è facile spremerne altri 15 con dei semplici lavoretti. Per questo motivo, dopo aver completamente smontato la moto, i customizzatori hanno modificato i getti dei carburatori, installato nuovi filtri K&N e preparato un nuovo impianto di scarico 2 in 2, con terminali conici, uno sul lato destro della moto e l'altro incastonato sotto al codone.

Per quanto riguarda la ciclistica, la forcella di serie è stata sostituita con un'unità completamente regolabile con steli da 45 mm presa in prestito da una Triumph Daytona; per la sua installazione è stato necessario sostituire anche le piastre di sterzo, quelle nuove arrivano da una Honda CBR900RR Fireblade. Gli ammortizzatori posteriori invece sono delle unità Nitrox, costruite su misura e completamente regolabili; queste sono fissate ad un forcellone in lega di alluminio di una Kawasaki ZRX1200.

I cerchi sono in alluminio e arrivano da una Honda VF1000R, da 16" all'anteriore e da 17" al posteriore montano pneumatici Avon Roadrunner. L'impianto frenante è stato migliorato con l'aggiunta di nuovi dischi freno EBC, con all'anteriore pinze Triumph/Nissin a quattro pistoncini azionate da una pompa Magura.

Anche il telaietto posteriore è stato modificato e ora ospita un codino corto in stile racing anni '70. La sella è monoposto; il serbatoio è quello di serie della Bandit. Completa questa special una semicarena tozza, con ampio cupolino avvolgente e due grandi fari tondi, proprio come si usava sulle moto da endurance di un tempo. La vecchie lampadine ad incandescenza lasciano però ora il posto a nuovi proiettori a LED. Per la livrea è stato scelto un "giallo caramello" in contrasto con il cupolino e le tabelle portanumero bianche.

Il video qui sotto ci spiega la filosofia della moto e ci mostra parte della sua creazione.

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