di Marco Gualdani - 16 dicembre 2018

Brayton è il re di Torino

L'americano domina il supercross davanti a Seely e Clochet. Grande spettacolo del freestyle col frontflip di Davide Rossi
1/6 Il podio del Torino Supercross: 1° Brayton, 2° Seely, 3° Clochet

Non è bastato neppur il derby della Mole, con Juventus e Torino a sfidarsi nello stadio olimpico adiacente al Pala Alpitour, per limitare l'afflusso di pubblico accorso per seguire dal vivo una grande gara indoor che ritorna in Italia dopo due anni di stop. Il palazzetto è stato allestito con un tracciato piccolo ma selettivo, sul quale si sono alternati i piloti del supercross con i funamboli del freestyle. Il tutto sotto lo sguardo di Ricky Carmichael (pluricampione SX USA e ambasciatore dell'evento), che non ha perso occasione per entrare in pista in vari momenti della serata.

Ricky Carmicheal

SX Brayton al top

Il risultato della gara si è deciso in base ai risultati di tre finali. Nella prima è stato Cole Seely (Honda) a guadagnare la vittoria, approfittando di una brutta partenza di Brayton, che ha chiuso secondo. In gara 2 i ruoli si sono invertiti, con Brayton a inseguire l'ufficiale HRC, rendendo l'ultima sfida decisiva per la vittoria. L'epilogo è stato avvincente, con Seely che ha recuperato un'altra brutta partenza fino a raggiungere Brayton in prima posizione nel finale, ma senza riuscire a passarlo, facendo anche spegnere la moto nel momento topico.
Gloria a Brayton quindi, che fa sua anche la Superpole e la sfida uno contro uno battendo in finale ancora Seely. Sembra proprio che l'aria italiana faccia bene al pilota americano, che vinse anche l'ultima edizione del Supercross di Genova nel 2016. Terzo assoluto il francese Jimmy Clochet che nega al nostro Angelo Pellegrini la gioia del podio proprio all'ultima finale, causa una pessima partenza del nostro portacolori.

Da segnalare l'assenza di Malcom Stewart, caduto durante le prove della mattina per un problema tecnico alla sua moto e trasportato in ospedale per accertamenti.

Cole Seely

Palazzetto a testa in giù

L'altra grande attrazione della serata è arrivata dal freestyle, con un elenco di riders di tutto rispetto. La pattuglia italiana formata da Davide Rossi, Leo Fini e Max Bianconcini ha sfidato i sempreverdi Mat Rebeaud (con la Alta elettrica) ed Edgar Torronteras, oltre ai supersonici Axell Hodegs e Jarryd McNeil, medagliati degli XGames. I nostri si sono battuti a suon di salti mozzafiato rubando spazio e consensi alle incredibili prodezze di Hodges e McNeil. Soprattutto quest'ultimo ha riscritto i limiti delle whip (le pieghe in aria). Ma a vincere il Best Trick è stato Leo Fini, che ha chiuso perfettamente un 'Moka Roll', facendo una capriola in aria sopra la sua moto.
E il finale della serata è stato tutto per Davide Rossi. Il pilota toscano è stato prima l'unico a eseguire backflip combo dall'impossibile rampa di 36 metri e poi ha lasciato tutto il palazzetto con il fiato sospeso annunciando di voler realizzare il Frontflip, la capriola in avanti con la moto.
Nonostante la perfetta rotazione, Davide è atterrato troppo lungo, finendo a terra dopo l'atterraggio. Ma ha meritato gli applausi e il rispetto di Torino anche solo per il coraggio dimostrato, unito a un livello tecnico mai raggiunto da un pilota italiano. Portato in ospedale, dovrà trascorrere qualche giorno in reparto per smaltire il colpo alla pancia. Ma niente di grave.

Leo Fini

In campo con Ronaldo

Il ritorno del supercross in Italia non ha deluso le aspettative dal punto di vista delle presenze e delle emozioni, pur dovendo fare i conti con spazi limitati e sfruttati all'osso. Quanto sarebbe bello essere ospitati da uno stadio capiente come quello in cui ieri sera giocava Cristiano Ronaldo. Chissà se ha saputo che, a pochi metri da lui, c'erano ragazzi in grado di saltare anche più lontano del suo tiro più potente.

Axel Hodges
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