Statistiche web

Su motociclismo di luglio: in Abruzzo dopo il terremoto, fare turismo con la moto si può. Tracce GPS

Siamo stati in Abruzzo dopo il tragico terremoto che ha sconvolto la popolazione locale e devastato molte città. Nonostante la grande calamità, la vita sta riprendendo lentamente nelle località maggiormente danneggiate, mentre in altre, come sulla costa, non si è mai fermata, perché il terremoto non ha fatto alcun danno. Abbiamo scelto diverse località per il nostro percorso. Ne abbiamo visitate alcune lontane dall’epicentro, ma anche quelle dell’Aquilano, dove i danni erano importanti, ma il tu

DIRETTI IN ABRUZZO






Clicca qui per visualizzare la mappa e le foto con i punti GPS dell'itineraio

Luglio 2008
DIRETTI IN ABRUZZO L’anno scorso, con il pretesto dell’ennesimo itinerario turistico nella nostra terra abruzzese, l’ingresso a Marina di San Vito avveniva con il sole che lentamente stava scendendo dietro le colline. Le ultime foto le scattammo sul molo del porto vicino ad uno dei più bei trabocchi della costa, per poi concederci una sosta in una delle tipiche trattorie di pesce di questo piccolo grande centro della costa abruzzese. L’ora è più o meno la stessa, le luci pure, la spiaggia, per fortuna, è sempre affollata da ragazzi e famiglie. Il deja-vu lo interpretiamo come un augurio per l’Abruzzo: la vita continua, malgrado tutto, e nessuna ferita può snaturare l’immagine e i luoghi che amiamo. Non ci voleva , certo, il terremoto per scoprire quanto è bello l’Abruzzo. Ma ora c’è un motivo in più per scoprirlo o riscoprirlo, perché anche un turista in moto è un passo verso il ritorno alla normalità. Partiamo, dunque, dalle sue eccellenze, dai luoghi che continuano ad emozionarci, soprattutto se ci muoviamo in moto.

L’EX TRACCIATO FERROVIARIO




L’EX TRACCIATO FERROVIARIO
I primi 30 chilometri verso sud della SS 16 adriatica, per esempio, forse non tutti sanno, sono i più spettacolari della costa abruzzese. Lido di Casalbordino, Le Morge, Torino di Sangro Marina, Fossacesia Marina: l’ex tracciato ferroviario, proprio al limite del litorale, è diventato un circuito ecologico che permette di avere uno sguardo privilegiato sul mare. Appena un paio di km da qui, si può, poi, visitare la bella basilica romanica di San Giovanni in Venere a Fossacesia.

COMUNITÀ MONTANA ALTO VASTESE




COMUNITÀ MONTANA ALTO VASTESE
L’indomani imbocchiamo la SS 86 che quasi copia il confine con il Molise. Sinuosa ed intrigante, con traffico scarso ed un buon asfalto, la strada procede in costante ma mai monotona ascesa e permette di apprezzare splendidi scorci dai frequenti passaggi in crinale. Costeggiamo Furci, San Buono (da visitare il convento di Sant’Antonio e la sua splendida chiesa) e Torrebruna col suo antico borgo. La salita termina a Castiglione Messer Marino, poco oltre i 1.000 metri di altitudine, nel cuore della Comunità Montana dell’Alto Vastese.

ATESSA, VAL DI SANGRO, MAJELLA




ATESSA, VAL DI SANGRO, MAJELLA
Abbandoniamo la SS 86 per la statale in direzione di Atessa, e la qualità del manto stradale peggiora notevolmente. Ad Atessa ha sede l’impianto industriale del notissimo marchio giapponese Honda, in attività dal 1971, che visitiamo volentieri per un rapido controllo al mezzo ed un saluto agli amici che vi lavorano. Pochi chilometri e raggiungiamo il fiume Sangro in direzione Ovest, percorrendo la vecchia statale sangritana. Arroccato su una collina, il paese di Bomba domina l’omonimo lago, creato artificialmente, negli anni ‘50, per esigenze idroelettriche e divenuto centro di attrazione turistica. Di lì a poco raggiungiamo Villa S. Maria, grazioso paesino, noto per la sua scuola alberghiera. Ora i dolci rilievi della Val di Sangro lasciano posto al profilo maestoso delle prime pendici della Majella, la “Montagna madre” degli abruzzesi. Superato il paese di Quadri si procede rapidamente, in una serie ininterrotta di belle curve, a Pizzoferrato. L’asfalto migliora a tratti mentre ci addentriamo nel Parco, istituito nel 1991 assieme a quello del Gran Sasso - Monti della Laga. Dal Valico della Forchetta (1.270 m), solo qualche chilometro ci separa da Palena, e dal vicino santuario della Madonna dell’Altare, primo eremo di Pietro Angeleri (Pietro da Morrone, poi Papa Celestino V).

PROVINCIA DE L’AQUILA



PROVINCIA DE L’AQUILA
Lasciamo il territorio della provincia di Chieti per avventurarci negli altipiani che accolgono alcune fra le località montane più frequentate in provincia de L’Aquila. Evitando la statale 17 e il Piano delle Cinque Miglia procediamo per Campo di Giove e Passo San Leonardo e poi giù, con la vista che progressivamente si apre sulla Valle Peligna, in picchiata verso Pacentro, dove sosteremo all’ombra delle tre austere torri medioevali del castello dei Cantelmo. D’obbligo la sosta a Sulmona, città natale di Publio Ovidio Nasone e patria dei confetti. Dopo tanto girovagare in altura, percorrere la Valle Peligna in direzione Nord costituisce un brusco e afoso risveglio per i sensi. Attraversiamo con una certa calma i centri di Pratola Peligna, Corfinio (l’antica Corfinium), Vittorito. L’area abbonda di vestigia della romanità, per il vicino intersecarsi della Via Tiburtina con la Via degli Abruzzi, un crocevia storico fra Campania, Lazio e costa adriatica.

NAVELLI, CAPESTRANO, S. STEFANO DI SESSANIO




NAVELLI, CAPESTRANO, S. STEFANO DI SESSANIO
Dopo una sosta per la notte costeggiamo la riserva naturale Sorgenti del Pescara e la vicina cittadina di Popoli per poi lanciarci per i tornanti della omonima cronoscalata automobilistica fino a Navelli, affacciata sull’omonima piana e rinomata per lo zafferano, e Capestrano, patria del celebre Guerriero, cui, al VI sec. a.C., è stata dedicata una statua funebre, ora ospite del Museo Archeologico di Chieti. La strada che conduce a S. Stefano di Sessanio è transennata, ci dobbiamo fermare ma una sosta l’avremmo fatta ugualmente, poco più in basso, alla cooperativa casearia Gran Sasso. Ci accoglie la signora Giovanna, al lavoro con la figlia.

PIANA DI CAMPO IMPERATORE




PIANA DI CAMPO IMPERATORE
Proseguiamo per Castel del Monte, porta di accesso alla straordinaria piana di Campo Imperatore. Salendo verso la piana la vista che si ha dall’alto del paese è sulla torre campanaria della parrocchiale di S. Mauro Evangelista ampiamente danneggiata. Irrinunciabile per il motociclista la sosta presso i punti ristoro nei pressi del bivio che conduce alla pineta di Fonte Vètica, dove si può gustare dell’ottima carne, circondati da uno scenario da sogno. E ci attendono, come al solito, Rodolfo Mucciante e la sua famiglia, macellai di Castel del Monte che gestiscono l’omonimo “Ristoro”.

ASSERGI - CIVITELLA DEL TRONTO




ASSERGI - CIVITELLA DEL TRONTO
Muoviamo verso Assergi, punto più vicino di tutto il percorso alla zona maggiormente colpita dal terremoto: siamo a pochissimi km da L’Aquila, ma proseguiamo in direzione nordovest lungo la SS 17/bis fino a raggiungere il Lago di Campotosto, già Riserva naturale dello Stato per il suo ricco patrimonio faunistico. Imboccata la SS 80 del passo delle Capannelle, altra splendida strada, prendiamo la 81 per l’ultima tappa dell’itinerario: Civitella del Tronto, nota per la sua fortezza spagnola, la struttura più importante ed imponente di tutto il percorso, splendidamente conservata ed una delle più imponenti opere di ingegneria militare in Italia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA