Siamo tutti sulla stessa strada, con moto sempre più tecnologiche

Essere sempre connessi, anzi aggiornati, è diventato ormai obbligatorio per gestire al meglio il nostro tempo. Quando la connessione è legata alle moto, abbiamo pure un sensibile miglioramento in termini di guida e di sicurezza. E tutto questo passa per un cruscotto sempre più tecnologico

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Strumentazione Cobo 

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Giornata di pioggia battente e di scarsa visibilità, ma la strada è di quelle che invitano a proseguire, le gomme sono sincere nel ridare l’aderenza dell’asfalto, non entra un filo d’acqua dal colletto della giacca impermeabile e, tutto sommato, è pure una situazione divertente. Improvvisamente, il cruscotto s’illumina di un rosso quasi abbagliante e… Quello che succede dopo, per il momento, lo possiamo solo immaginare. Nel senso che il nostro dashboard connesso con il resto del mondo ci avvisa di un imminente pericolo sulla strada invitandoci a prestare attenzione: può essere un’auto che sta per arrivare da una via laterale, la strada che diventa sempre più scivolosa, un ostacolo che si para imprevisto o… mille altri problemi che tutti i giorni troviamo per strada.

Quando saremo realmente “connessi” con il resto del mondo nei prossimi anni? Difficile da dire; tra le auto si son fatti dei notevoli passi in avanti, ma nel campo delle motociclette siamo ancora all’inizio perché non sono dotate della quantità di sensori e telecamere che abbondano sulle vetture, anche le più economiche. Per comprendere qual è il futuro della nostra “connessione” ci siamo rivolti a Cobo, una della industrie leader in questo campo: l’azienda bresciana fornisce in primo equipaggiamento i multiforme cruscotti di moto e scooter Piaggio, Ducati, MV Agusta e Triumph. L’ingegner Carlo Linetti, vicepresidente della factory lombarda e Paolo Moreo, per Cobo responsabile della connettività, ci illustrano lo “stato dell’arte” di quello che era considerato un semplice cruscotto. “Lo sviluppo dei sistemi di infotainment sulle motociclette stradali – interviene l’ing. Linetti- sta subendo un’impennata e ciò coinvolge sia la tecnologia dei dashboards sia la loro connettività. Ma se tralasciamo gli ormai diffusi display, le moto in commercio che danno anche la sola possibilità di connettere il proprio cellulare al computer di bordo si contano sulle dita di una mano. Ciò è principalmente dovuto al fatto che sulle moto, diversamente dalle automobili, la realizzazione di un cruscotto che sia allo stesso tempo robusto, chiaro e soprattutto facilmente utilizzabile, è una sfida non certo banale. Va inoltre preso in considerazione il tema della sicurezza, parlando di moto risulta essere più critico di quello delle auto in termini di possibili distrazioni fornite proprio dal cruscotto”.

Una connessione efficiente, raggiungibile tramite l’inserimento di una classica sim internet all’interno del cruscotto, potrebbe favorire lo sviluppo di un sistema di condivisione dati real time tra diversi veicoli. Il computer di bordo dovrebbe segnalare il sopraggiungere di un altro mezzo alle proprie spalle o nei pressi di un incrocio consentendoci di frenare ed evitare un possibile impatto. Questa funzione sarebbe una manna dal cielo per noi motociclisti, se non fosse per il fatto che la comunicazione di tali informazioni risulterebbe critica e piuttosto complessa.

Moreo evidenzia che: “I limiti tecnologici non sono quindi da imputare allo sviluppo dei software installati nei computer di bordo, bensì allo sviluppo dell’hardware, ovvero schermo, supporti, comandi e quanto altro. Se paragoniamo un display dedicato a una motocicletta e uno per le automobili le differenze costruttive sono visibili a tutti… o quasi. Innanzitutto, un display per auto non deve garantire la resistenza all’acqua, a differenza di quelli per uso motociclistico che devono garantire un livello di impermeabilità IP67 (ovvero deve resistere 30 minuti sott’acqua a un metro di profondità n.d.r.) ed una luminosità in grado di sovrastare qualsiasi riflesso. Secondariamente la plancia e il volante di una vettura permettono l’installazione di numerosi pulsanti dedicati, mentre su una moto il numero di pulsanti deve essere ridotto e deve garantire un utilizzo efficiente del dispositivo senza togliere le mani dal manubrio. Ad oggi le moto dotate di questi cruscotti all’avanguardia, consentono la connessione tramite Bluetooth di uno o più dispositivi (interfoni o smartphone) e danno la possibilità di scegliere quali informazioni visualizzare sul display. Su alcuni modelli, oltre a tutti i possibili setup della moto (mappature, settaggi sospensioni, traction control etc.…) è possibile visualizzare i messaggi in ricezione sullo smartphone, le playlist da ascoltare ed il navigatore gestendo il tutto tramite comandi al manubrio e nella maniera più intuitiva possibile”.

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Strumentazione Cobo 

Ad oggi quindi tutte le possibili connessioni riguardanti la moto, sono “locali” e coinvolgono esclusivamente il cruscotto e i dispositivi ad esso connessi nel raggio di alcuni metri. Uno dei possibili e più promettenti sviluppi futuri interessa la connessione del cruscotto al mondo del web tramite rete internet 5G. Ciò darebbe vita ad una serie di possibili novità in termini di sicurezza, controllo dell’efficienza del veicolo e pure di connessione ai social network.

Già oggi alcune Case motociclistiche hanno implementato la chiamata di emergenza: in caso di incidente si allerta automaticamente il soccorso stradale tramite una sim abilitata. C’è da dire che, in caso di una banale caduta della moto da fermo, i soccorsi potrebbero comunque attivarsi, ma questi dispositivi hanno previsto un certo tempo per impedire l’invio della “emergenza”: tutto il “sistema” necessita di uno sviluppo ulteriore per poter essere efficace. Probabilmente implicherà un cruscotto dotato di interfono, in modo da poter contattare il pilota per sincerarsi delle sue condizioni fisiche.

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La nostra visita in Cobo

Con ogni probabilità vedremo uno scambio continuo di informazioni tra la moto e il suo produttore, magari per gestire la manutenzione (nelle auto la elettrica Tesla lo fa già), con un programma di tagliandi e controlli basato sullo stile di guida del pilota e sull’effettivo utilizzo della moto. Avremo la comunicazione dei malfunzionamenti direttamente alla Casa madre e magari riceveremo un automatico feedback per ovviare al problema.

Le difficoltà nel realizzare un componente elettronico complesso e raffinato come un cruscotto “intelligente” non sono poche. Prima di tutto sconfiggere le vibrazioni. “Avete ragione – afferma l’ingegner Linetti - Basti pensare che tutte le schede elettroniche che costituiscono il computer di bordo e le microsaldature su di esse presenti, devono essere in grado di resistere sempre a vibrazioni ed urti. L’unico modo per garantire la loro efficacia è l’uso di smorzatori in gomma, sia all’interno sia all’esterno del computer di bordo, come tra lo strumento ed il veicolo. Questa è una criticità che noi di Cobo abbiamo superato grazie alla nostra esperienza sul campo, su macchine da lavoro e perfino sulle spacca sassi. Pensate quanto questi dispositivi debbano essere affidabili e robusti”.

La tecnologia che arriva dal mondo automotive (quella delle quattro ruote) può portare ad un miglioramento della connettività di moto e scooter, amplificando il piacere di guida tramite l’aumento della sicurezza e la condivisione delle esperienze. Però questo passaggio non è agevole da ottenere e richiede moltissimi chilometri di collaudo, per essere sicuri che le informazioni che arrivano e vengono trasmesse siano sempre affidabili.

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