FMI risponde a Striscia la Notizia: “I veri enduristi amano la natura”

A seguito del servizio “Motocross illegale nei boschi lombardi” trasmesso da Striscia La Notizia, la Federazione Motociclistica Italiana fa il punto della situazione a tutela dei veri appassionati e sportivi di Enduro, che da sempre praticano questo sport nel rispetto della natura e delle regole. Ecco le parole del Presidente Paolo Sesti

Il polverone sollevato da Striscia

1/13 Orobie Bergamasche
È la sera del 26 febbraio 2016 e alla trasmissione Striscia la Notizia (Canale 5) va in onda un servizio di Max Laudadio titolato “Motocross illegale nei boschi lombardi”. Tralasciando il titolo – a dir poco inadatto e impreciso, infatti il “Motocross nei boschi” si chiama Enduro –, la cosa importante da sottolineare è la denuncia da parte di Laudadio e di Striscia di comportamenti illegali da parte degli enduristi lombardi, che – a detta loro – percorrono km e km per boschi fregandosene delle regole vigenti nel territorio italiano. Il discorso regge finché ci si limita a parlare delle cosiddette “aree protette”. E su questo niente da dire: è severamente vietato transitare con mezzi a motore in zone protette. Peccato che il discorso fatto dall’inviato si riferisce ad ogni percorso su strada sterrata: e qui l’errore (gravissimo, anche per l’immagine di questo sport), perché l’Enduro esiste ed è una pratica legale, in quanto le strade sterrate non rientranti in aree protette sono strade a tutti gli effetti (paradossalmente, percorribili anche da auto, ma ovviamente i mezzi migliori per percorrere questi percorsi sono le moto da Enduro, o le bici MTB, o il cavallo, o i... piedi). Laudadio divaga, evidenzia solo ed esclusivamente i comportamenti negativi di alcuni (pochi) enduristi, i quali tolgono anche la targa pur di girare illegalmente nei boschi. Tutto vero, ma a detta sua tutti gli enduristi fanno così; e invece è solamente una cerchia ristretta, che anche la FMI sta cercando di “combattere”. E poi ancora: le immagini scorrono e si notano segni di veicoli che, transitando, modificano il terreno. E anche qui la colpa ricade sugli enduristi e sui loro solchi tracciati con le moto. Peccato che si tratti in modo plateale di segni da Jeep, quindi auto a 4 ruote motrici e non moto. Insomma, è scoppiato il putiferio, con Striscia che denuncia l’illegalità di questo sport e con gli appassionati di off-road che si difendono con il coltello fra i denti per poter continuare a praticare uno sport legale. Proprio per mettere ordine e fare un po’ di chiarezza, riportiamo per intero il comunicato della FMI a tutela degli enduristi.

Noi ci permettiamo solo di ricordare a Laudadio e a Striscia che già gli enduristi sono fatti oggetto di attacchi omicidi da parte di persone che usano mezzi a dir poco criminali per "difendersi" dai motociclisti (ci sono stati dei morti e l'ultimo episodio è di un paio di mesi fa...), quindi forse non è il caso di esasperare ancor di più gli animi con servizi tendenziosi, parziali, imprecisi e generalizzanti. Invece di fare di tutta l'erba un fascio e poi incendiarla, non sarebbe meglio dire le cose come stanno veramente, e cioè che fare enduro è legale e che la stragrande maggioranza degli enduristi sono gente per bene, che rispetta le regole e - tra l'altro - rispetta la natura e la accudisce moto più e meglio di altri che tanto si riempiono la bocca con "l'ecologismo" ma poi, dopo le loro scampagnate, lasciano il territorio in condizioni da discarica abusiva? Lo sanno a Striscia che è solo grazie all'azione degli anduristi se molte strade e sentieri sono ancora percorribili da chiunque?
Il passo successivo è ovviamente individuare le mele marce e agire contro di loro. Ma questo è semplicemente buon senso, non un'ingegnosa soluzione trovata ad un problema che è molto, ma molto diverso da come l'ha dipinto Striscia.

Parola di Paolo Sesti, Presidente FMI

Il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana dichiara: “I veri appassionati di Enduro e fuoristrada amano la natura! Purtroppo, nel servizio trasmesso l’immagine di tutti gli appassionati viene accomunata a pochi ed isolati comportamenti che noi per primi cerchiamo di contrastare. Abbiamo fatto del dialogo e del rispetto delle regole le nostre colonne portanti di una azione su tutti i territori che ha portato risultati lusinghieri proprio sotto il profilo ambientale e di gestione corretta del territorio. I comportamenti denunciati da Striscia la Notizia sono gli stessi che noi cerchiamo di contrastare con una vera cultura del fuoristrada, che da sempre ci contraddistingue sia sotto il profilo sportivo che sociale. Lo testimoniano il Protocollo d’intesa con il Corpo Forestale dello Stato, che ci assiste e supporta in tutte le nostre manifestazioni, e realtà territoriali, come il Comitato Escursionisti su ruote dell’Emilia Romagna, che sono di esempio nei rapporti con le Istituzioni e le Autorità nella gestione del territorio. Infine, sottolineo il grande successo dei nostri corsi IGAST (Istruttori di Guida per Attività Sportiva Territoriale) per la creazione e formazione di guide autorizzate per le escursioni in fuoristrada; questo progetto è nato proprio per regolamentare le escursioni e contrastare comportamenti abusivi. Peccato quindi che tutta questa realtà, il vero aspetto dell’Enduro, non sia venuta fuori dal servizio trasmesso da Striscia la Notizia, con evidenti danni di immagine e di ritorno nei confronti dei veri appassionati. Auspico che ci possa essere l’occasione di far emergere tutto il lavoro e la vera e sana passione degli enduristi italiani”.

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