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Special: Triumph Weslake di Vittorio Olivi

Olivi, concessionario Triumph fiorentino, ha realizzato la special Weslake su base Speed Triple.

UNA SPECIAL SORPRENDENTE, NON UNA MOTO STRAVOLTA

UNA SPECIAL SORPRENDENTE, NON UNA MOTO STRAVOLTA Vittorio Olivi, concessionario Triumph fiorentino, ha realizzato una special su base Speed Triple, dedicata a Harry Weslake, celebre motorista inglese, con un trascorso importante sia nelle gare automobilistiche, compresa la Formula1, sia in quelle motociclistiche, dove si distinse per aver preparato la moto di Phil Read. La Weslake special (l'abbiamo vista fra molte altre special anche al Triumph Day a Varano de' Melegari) è nata dalla volontà di realizzare una motocicletta che, prima di soddisfare le voglie di un committente, appagasse il gusto del suo creatore. Tutto è cominciato da una Speed Triple incidentata, che giaceva in un angolo dell’officina di Olivi, ed è proseguito con l’idea di costruire una moto originale ma non sconvolgente, dalle forme sinuose. Due le ipotesi che frullavano nella testa di Vittorio, un Bobber moderno e una sportiva, ma a prendere corpo è stata la seconda. A caratterizzare la special sarebbero state quelle che, a suo gusto, sono le forme più belle di Triumph, cioè il serbatoio della Speed T509 e il codone della Thruxton trofeo. Ma anche il forcellone monobraccio meritava una citazione e quindi, dopo averlo accuratamente pulito da ogni bava di fusione e dagli attacchi del paracatena, ne ha fatto l’elemento più in vista del retrotreno, grazie ad un telaietto minimalista in tubi di alluminio, realizzato ad hoc, che ricalca esattamente la curvatura della ruota e lascia in vista ammortizzatore e pedane.

SOVRASTRUTTURE

SOVRASTRUTTURE Rimanendo in ambito “vestito”, la decisione riguardo il cupolino è stata una di quelle che più ha tormentato i sonni di Vittorio. Alla fine, l’idea brillante è venuta ad uno dei suoi collaboratori: “Vitto, perché il cupolino non lo facciamo con il parafango della T509?”. E a breve ne é seguita un’altra, cioè abbinarlo a un faro disassato, realizzato montando uno dei proiettori di una Tiger 955, la cui sagoma si sposa alla perfezione con il profilo del cupolino. Come spesso accade, però, ogni idea geniale ha un prezzo da pagare e, in questo caso, sono state le molte ore di lavoro e le infinite modifiche necessarie per fissare ciò in cui la trovata si era materializzata. Un altro lavoro che ha richiesto tempo, pazienza e perizia è stato il ridimensionamento dell’impianto elettrico, indispensabile per ridurre al minimo la presenza di fili, cavi e blocchetti intorno al tre cilindri di 1050 cc. Allo scopo è stato eliminato l’air-box, sostituito da tre filtri aria a cono, e al suo posto è stata inserita una vasca che segue il disegno del telaio e ospita il nuovo impianto. “Tutti gli altri particolari sono poi venuti da sé”, dice Vittorio, come se il fatto che li abbia dovuti realizzare uno per uno, artigianalmente, fosse un aspetto trascurabile.

SCELTA DELLA LIVREA

SCELTA DELLA LIVREA Una volta definito il progetto in tutte le sue parti, si è trattato di scegliere il colore con il quale valorizzarlo. In aiuto sono arrivati il gusto femminile di chi condivide con Vittorio sentimenti e lavoro, l'abilità dell'amico che con il lavoro di grafico sazia la fame per la pista, e una mazzetta di colori della Austin da cui è saltato fuori il marrone che veste la Weslake. Il colore utilizzato per verniciare il telaio, dopo averlo ovviamente ripulito da ogni imperfezione delle saldature, è invece il grigio ufficiale Triumph, utilizzato per la carrozzeria della Street Triple.

PROVA IN PISTA

PROVA IN PISTA Il risultato è una special tra le meglio realizzate di quelle che ci siano capitate fra le mani, e il premio ricevuto in occasione del Motor Bike Expo di Verona è il meritato riconoscimento per il lavoro di Olivi & Co. Bella da vedere dunque, ma anche da guidare: abbiamo infatti provato la Weslake sul velocissimo circuito dell’Autodromo di Monza. Il motore, già eccellente sia per prestazioni, sia per sensazioni di guida, ha ricevuto le cure minime inevitabili: filtro, scarico e mappatura della centralina. Il risultato è un incremento della schiena della curva di coppia abbinato a un maggiore allungo, senza però perdere la linearità dell'erogazione tipica del tre cilindri inglese. Molto invece è stato fatto a livello di ciclistica, scegliendo sospensioni e impianto frenante di altissimo livello. La Weslake si è dimostrata precisa e rigorosa, con la forcella che trasmette sicurezza e feeling immediato. La posizione in sella è caricata sull'avantreno e il posteriore molto alleggerito rispetto alla Speed originale. Le staccate sono perfettamente gestite da un impianto frenante molto potente e anche la prima variante, in fondo al rettilineo di partenza, si affronta sempre in totale controllo, permettendosi anche di impostare la curva con la leva del freno in mano. “A quanto la venderai?” abbiamo chiesto a Vittorio. “Venderla? Quando torno a Firenze, questa finisce in camera da letto, insieme alla KTM del '76 e all'Ancillotti dell'80...”

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