Trasformare una Jawa 350 in un’essenziale steampunk è… “Easy”!

Special straordinaria, quella presentata da Urban Motor presentata in Germania, in occasione di Glemseck 101. È una steampunk semplice, come suggerisce il nome con cui è stata battezzata la bellissima moto  motorizzata Jawa 350

Inversione di rotta

“Easy (…like Sunday morning)”. Non c’entra la celebre canzone di Lionel Richie, ma certo è un richiamo ai suoi toni rilassati. Si chiama infatti così la special essenziale -e proprio per questo splendida: guardate le foto- di Urban Motor, presentata in occasione di Glemseck 101 (www.glemseck101.de), il meeting tedesco del calendario europeo Sprint Race. Nel weekend del 3-4 settembre, in una competizione parallela alle gare di accelerazione, che ha messo in disputa tra loro moto elaborate con l’unico vincolo di avere un motore due cilindri e cubatura massima di 1200 cc, è stata lei la regina. A noi piace moltissimo perché diversa e magnificamente costruita, con cura maniacale per i dettagli e senza inutili orpelli. Se la moda del momento vuole scrambler, i ragazzi della Urban Motor di Berlino cambiano violentemente rotta, attingono dalla cultura steampunk e la reinterpretano con un tocco contemporaneo.

Tradizione boxer, ma non solo

Di Urban Motor (www. urban-motor.de) abbiamo già sentito parlare tre anni fa, alla presentazione della BMW R nineT: furono infatti Peter Dannenberg -boss dell’officina tedesca- e compagni i primi a realizzare una interpretazione custom sulla base della roadster di Monaco (la vedete qui). Da allora, la Urban Motor si è fatta conoscere per le sue boxer in stile scrambler e brat, urban tracker e  café racer. Hanno proposto anche una Moto Guzzi. Tutta roba grossa e “tradizionale” però. Ora, con la Easy (…like Sunday morning), sperimentano un nuovo stile, una nuova base, un nuovo concetto. E lo fanno partendo da un motore vecchio di cinquant’anni.

Dalla (ex) Cecoslovacchia

Il bicilindrico in linea Jawa 350 del 1964 è già di per sé una opera d’arte meccanica. Due cilindri alettati e carter ovali. Linee tonde e morbide, come usava nei Sixties, caratterizzano il poco potente due tempi cecoslovacco (all’epoca: oggi è Repubblica Ceca…). Alimentato da un singolo carburatore e con due corti scarichi cromati, è “messo in cornice” dalla matita del designer Henry Schulze, che ha tracciato le linee basiche di un vestito d’alluminio realizzato da Marvin Diehl di KRT Frameworks. Sottile come uno spillo, liscio come una vela, questo insolito mezzo a due ruote (i cerchi sono SM Pro con canali da 23”) è tenuto insieme da un telaio in tubi di acciaio che fa capolino solo al retrotreno (rigido) e davanti, dove l’originale sospensione integra i manubri. A proposito: al posto delle manopole ci sono strisce di cuoio ricavate da scarpe da lavoro Red Wing…

Sottile e leggera

Così realizzata, la Easy (…like Sunday morning) pesa solo 90 kg e per fermarla c’è soltanto il freno a tamburo posteriore. In pieno stile steampunk, la verniciatura è sobria e poco appariscente: telaio oro opaco e alluminio naturale per le sovrastrutture, con elementi in pelle, come le già citate manopole e la sella, ovviamente realizzata su misura. Bella, bella, bella. Ci auguriamo che sia di ispirazione anche per altri, perché se è vero che il mondo delle special è sempre dinamico e prolifico, sono poche le moto che realmente ci strappano un inchino per fantasia, cura e qualità costruttiva.

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