a cura della redazione - 20 maggio 2016

BMW Special: la R 5 Hommage

Al Concorso d’Eleganza di Villa D’Este, BMW presenta da anni un prototipo che prefigura una futura moto di produzione. Nel 2016 tocca alla R 5 Hommage: realizzata dagli svedesi di Unique Custom Cycles, interpreta in chiave moderna la mitica R 5 del 1936. Stile minimalista ed elegante, motore sovralimentato

Il concorso e la tradizione delle concept

L’edizione 2016 del famoso “Concorso d’Eleganza Villa d’Este” sta per aprire i battenti e, come ormai da anni, sono di casa anche le moto (qui tutte le info e le moto che partecipano allo speciale “Concorso di Motociclette”). L’evento è organizzato in collaborazione con BMW e la Casa bavarese ne approfitta ogni volta per presentare concept a due e quattro ruote che anticipano le linee e le filosofie dei modelli di futura produzione. Quest’anno a maggior ragione, dato che si festeggia il centenario del Marchio dell’Elica.
Per quanto riguarda le moto, sono tre anni che a Villa d’Este arriva una concept BMW e che questa si trasforma presto in un nuovo modello stradale che dalla special trae ispirazione. È successo tre anni fa con la Ninety di Roland Sands (progenitrice della R nineT), poi è stata la volta della Concept Roadster (da cui ha preso ispirazione la R 1200 R), infine nel 2015 arriva il Concept 101 (che prefigura la grossa bagger 6 cilindri di prossima presentazione).

Omaggio alla bellezza

Ma veniamo al pezzo forte: la concept del 2016. Si chiama R 5 Hommage e a prima vista sembra più una special, che una concept. Realizzata dai fratelli svedesi Ronna e Benna Noren di Unique Custom Cycles, nasce per celebrare la R 5, a 80 anni dalla sua presentazione a Berlino (nella gallery la foto della moto d’epoca). Il disegno è opera del team dei designer di BMW e si prefigge di reinterpretare in chiave moderna il look di una moto che faceva della purezza e dell’eleganza del design un punto di forza assoluto: qui le immagini.

La progenitrice

Prodotta fino agli anni 50, la R 5 era ispirata alle BMW da corsa ufficiali e, secondo Edgar Heinrich (capo del design di BMW Motorrad) “è uno dei modelli più attraenti esteticamente della storia delle moto BMW”. Gli fa eco Ola Stenegard (capo del design veicolo e direttore creativo delle moto BMW heritage): “La sua bellezza sta nella semplicità. Oggigiorno è facile fare cose complicate, ma difficile fare cose semplici. La BMW R 5 racchiude in sé l’essenza della motocicletta, il nostro obbiettivo era di trasferire il suo fascino estetico nell’epoca moderna, con una combinazione rispettosa tra old-school e high-tech”.

Cuore antico con look e muscoli nuovi

Il cuore di questa special è sempre il boxer di 500 cc, un motore fornito dal collezionista tedesco Sebastian Gutsch, uno dei massimi esperti delle BMW d’epoca. Il propulsore è stato preso da una moto che gareggiava (una serie speciale di R 5 con motore da 28 CV, 4 in più dell’originale venne costruita nel 1937 proprio per correre: era talmente leggera da avere le stesse prestazioni della R 17 da 750 cc e 33 CV…) e intorno a questo motore, danneggiato in gara, è stato costruito tutto il concept. Il bicilindrico è stato completamente rifatto, con molte parti costruite dal pieno, come i coperchi delle valvole. Addirittura è stato aggiunto un compressore volumetrico sopra il carter monoblocco (ancora un richiamo storico perché la R 5 deriva dalla Kompressor, la veloce moto da competizione del 1935 che vinse anche al TT) per avere prestazioni ben superiori alle originali. Inedito è anche l’impianto di scarico in acciaio, che assicura un incremento di prestazioni e una sonorità… adeguata.

Intorno al boxer, tutto è fatto ex novo

I fratelli svedesi hanno costruito praticamente tutta la moto, pure il telaio dai tubi a sezione ovale (come era quello della R5 originale) dove il serbatoio si inserisce perfettamente: ritroviamo intatta, ma moderna, quella continuità di linee che caratterizzava proprio la forma della boxer del 1936. In più c’è la sospensione posteriore: guardando lateralmente la moto sembra che il telaio si prolunghi completamente sino a dietro, diventando una struttura rigida (come il modello originale che non aveva sospensione posteriore), ma in realtà la parte posteriore è un vero forcellone che si innesta sopra con un monoammortizzatore.
E poi una quantità di dettagli che reinterpretano particolari tipici della R 5 storica, come la forcella carenata, le leve al manubrio infulcrate “al contrario”ma con tutte le regolazioni moderne, la bellissima sella monoposto, la colorazione che si rifà al classico schema BMW “nero con filetti”…

Ora siamo curiosi…

Se da questo tributo alla R 5 verrà ricavata una classica “rivisitata” non è assolutamente sicuro, decisamente è difficile portarla su una linea di montaggio senza snaturarla. Però, per BMW si potrebbe aprire un’altra via da seguire, quella delle moto dichiaratamente ispirate al passato, come Bonneville e Thruxton sono per Triumph, e sono decisamente un successo di vendite. Oppure potrebbe tornare una boxer “custom”, che manca dai tempi della R 1200 C. Aspettiamo i prossimi Saloni, magari ci sarà una sorpresa. 
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