Sorprendente identikit del motovacanziero tracciato da voi lettori

Poco avventuriero, molto fighetto, un po’ maleducato. E quasi sempre attento alla sicurezza: ecco il profilo del motovacanziero. E la sua moto? Non è più uno status symbol, ma principalmente un mezzo per dribblare le code

Sorprendente identikit del motovacanziero tracciato da voi lettori

Evidentemente lo smanettone con maglietta svolazzante su schiena nuda e abbronzatissima, lo incrocio solo io, ad agosto. I 752 partecipanti al nostro sondaggio ferragostano lo segnalano solo in pochissimi casi (2%) come genere di motovacanziero in forte espansione. Questa è, ovviamente, una bellissima notizia (ma io continuo a essere sfortunato, e anche oggi ho beccato due fidanzatini su Yamaha R1 in costume e infradito) che purtroppo si accompagna a una nota dolente: l’avventuriero, icona del mototurismo con la sua bella tenda legata al portapacchi e la cartina sul dorso del serbatoio, viene segnalato in aumento solo dal 3% dei nostri lettori. Qual è, dunque, la specie di motovacanziero più in via di espansione?

 

IL MOTOFIGHETTO VA PER LA MAGGIORE (E TIENE ALLA SICUREZZA)

Il 52% dei nostri partecipanti ha incontrato sulla propria strada di vacanza un numero crescente di motociclisti impeccabili nella scelta della moto, degli accessori e dell’abbigliamento. Grandi viaggiatori teoricamente pronti a lunghissimi raid in coppia, salvo poi scoprire, a fine vacanza, che dopo due settimane sono ancora lì, nello stesso posto di villeggiatura, ancora lindi come quando, d’inverno, usano la moto solo per andare in ufficio… Che quadretto sconfortante! A ben vedere, però, c’è un aspetto molto positivo: la cura nella scelta dell’abbigliamento. Vuoi anche solo per questioni di moda, ma i motofighetti vestono capi tecnici - quindi sicuri - anche solo per il tragitto casa-spiaggia spiaggia-casa. Gli incoscienti in bermuda e infradito ci vengono segnalati “solo” dal 17% dei nostri lettori.

 

LA MOTO NON È PIÙ UNO STATUS SYMBOL, NEPPURE IN VACANZA

La moto come status symbol? Ma quando mai! La moto in vacanza non fa “duro e puro” (3%) né tantomeno aiuta a rimorchiare (2%). Ad agosto la moto è un oggetto che non ispira neppure grandi smanettate (4%), ma semplicemente è il mezzo che più di ogni altro sa restituire, a ritmo blando, i sapori e i colori di un viaggio (58%). Ecco il motivo principale per cui in vacanza si rinuncia alla macchina in favore della moto. C’è la crisi, è vero. E una moto ad agosto costa mediamente molto meno di una automobile (traghetto, benzina, parcheggi, ecc.). Eppure solo l’1% dei motociclisti lascia a casa l’auto solo perché è più cara della moto. Insomma, nonostante i tempi di vacche magre, non se ne fa una questione economica. Piuttosto si guarda al pratico: addirittura un motociclista su tre si affida alle due ruote per dribblare il traffico agostano.

 

NON RISPETTIAMO LE FILE E, PUR DI RADO, GUIDIAMO ALTICCI

Partiamo col dire che abbiamo grande spirito autocritico, e questo è un dato di cui andare fieri: solo un votante su cinque ritiene che in vacanza noi motociclisti teniamo un comportamento (su strada e non) irreprensibile. E quali sarebbero i nostri peggiori difetti? Il primo (verissimo, ammettiamolo) è di non rispettare le file al casello (34%), anche quando sono chilometriche e gli automobilisti in colonna si sciolgono al sole inferociti. Il secondo (21%) è che guidiamo troppo forte la moto a pieno carico (bagagli, passeggero, ecc). Stupisce ancora una volta la grande attenzione al tema della sicurezza, tanto più oggi che sono sempre più diffuse le moto con la regolazione delle sospensioni dedicata al pieno carico. In terza posizione il parcheggio selvaggio (10%) davanti ai rumori molesti in orario di riposo (6%). Fanalino di coda, per fortuna, la guida in stato di ebbrezza. Il “suo” 5% però è una percentuale ancora troppo alta.

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