09 January 2009

Simoncelli: “Resto in 250 per vincere ancora. Ducati mi offre la MotoGP ma non mi va. Gilera: davvero onesti”

Il campione iridato della Classe 250, Marco Simoncelli, si è raccontato in un’intervista rilasciata al mensile GQ, a cui ha rivelato: “Se continuo a vincere, quello che mi offrono oggi me lo offriranno anche tra un anno”. Simoncelli ha una storia simile a quella di Valentino Rossi: messo in sella dal padre, Paolo, da bambino, è diventato un campione. Nell’intervista parla anche Paolo Simoncelli.

Simoncelli: “resto in 250 per vincere ancora. ducati mi offre la motogp ma non mi va. gilera: davvero onesti”




Milano 8 gennaio
– Gilera: un compleanno che vale cento anni, un tiolo iridato in 250 con Marco Simoncelli e valori sportivi di primo piano, come racconta il campione del mondo in un’intervista rilasciata, insieme con il padre Paolo, al mensile GQ. Dice Marco: “Quello delle corse è un mondo che parla coi risultati. Purtroppo, anche se vali, ma non li ottieni, non conti un c…. I primi due anni nella 250 non sono stati brillantissimi. Non arrivavo dietro alla safety-car, ma insomma. Alcuni però avevano dato giudizi troppo affrettati. Gli stessi che poi, quando vinci, saltano sul carro”.

Il giovane campione si riferisce al 2006 che, il padre Paolo definisce l’anno “più brutto”. Infatti Marco spiega: “Non avevo nemmeno più voglia di ridere, di scherzare. Ero così triste, avevo perso fiducia in me stesso. Per fortuna, alla fine del 2006 ho cambiato capo tecnico e squadra e sono passato all’attuale”. Conferma Paolo: “Abbiamo davvero rischiato di ritirarci” ed il figlio ribatte: “Dobbiamo ringraziare la Gilera che ci ha dato comunque la moto, probabilmente senza nemmeno credere che potessi andare così forte. Sono stati davvero molto onesti”. Ma oggi, sottolinea Paolo: “tutti lo vogliono e lo cercano. Tre mesi fa, invece, non arrivava una telefonata, ma lui era sempre lì e, soprattutto, era sempre lui”.

Insomma, Simoncelli prima non convinceva, poi è diventato un idolo. Sempre lì e sempre lui: Marco aveva dichiarato nella conferenza stampa d’inizio stagione 2008 del team Gilera: “Quest’anno vediamo di utilizzare oltre al cuore anche un po’ di cervello” ed il mix gli è riuscito bene. Prima qualche gara mandata al vento per la frenesia di vincere, poi una moto ufficiale ed una crescita morale e tecnica fino al Titolo.

Marco parla di cosa è cambiato dopo la vittoria: “Certo la vita cambia, ma una vera e propria svolta non l’ho sentita. Già da quando correvo nelle mini-moto ero convinto che un giorno avrei partecipato al campionato del mondo. È stato un processo graduale: campionato italiano, europeo ed eccomi qui”. Il padre Paolo dice che la vera svolta è stata “dal punto di vista tecnico, la fine del 2007, con la squadra nuova, quando Marco ha capito che poteva andare forte davvero”.

Correre costa e la vita nel Motomondiale pure, come spiega Marco: “Nelle 250, su 23 che eravamo quest'anno, quelli pagati saranno stati 5 o 6. Gli altri è già buona se non ci hanno rimesso”. In effetti, trovare degli sponsor è sempre più dura e la crisi economica di certo non aiuterà. Le soglie d’ingresso sono molto alte: per la 125 si parla di 250 mila euro. Mentre, aggiunge Marco: “Aprilia vende le moto ufficiali a un milione e 250 mila euro. Il pacchetto comprende due moto, i ricambi e l’assistenza. Insomma, sono un mucchio di soldi. La Gilera "LE", che ho usato per la prima parte di campionato, viene sui 300 mila”.

La famiglia Simoncelli ha messo l’anima nella moto: Paolo racconta: “Fino al 2005 facevo il gelataio. Con mia moglie, dal ’79, avevamo un negozio a Riccione. D’inverno, montavo i pavimenti. Ora siamo un'azienda di famiglia: ci mantiene lui. Ducati ci aveva offerto un sacco di soldi, ma a Marco non gliene frega niente. Gli avrei dato dei pugni in testa. In fondo, come padre sono orgoglioso di un figlio che sa quello che vuole davvero. Tutti quei soldi però non li ho mai visti neanche in foto”. Il cuore del campione saltano fuori quando Marco racconta che la sua famiglia gira il mondo sui circuiti con il camper e che fa a turni con il padre per guidare.

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