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06 February 2009

Sicurezza: dall’inglese d3o la gomma intelligente che salva dalla caduta. La si indossa, ma non disturba

Un polimero sintetizzato dalla società inglese d3o, specializzata in ingegneria chimica, può risolvere il problema che affligge chi indossa le protezioni omologate: peso, ingombro e fastidio. Il polimero salva-vita è un elastometro che, in condizioni normali, è morbido e si adatta alla forma del corpo, ma, in caso di forti shock come l’impatto col terreno, si irrigidisce e assorbe l’urto.

Sicurezza: dall’inglese d3o la gomma intelligente che salva dalla caduta. la si indossa, ma non disturba




Brighton (REGNO UNITO) 6 febbraio 2009 - CHE FATICA
Per tutti gli atleti che praticano sport con forte rischio di traumi da impatto, indossare protezioni adeguate è un’esigenza irrinunciabile: nel motociclismo sono inserite in tutti i capi di abbigliamento tecnico e sono state studiate, soprattutto per l’off-road, pettorine integrali e protezioni separate per le singole articolazioni. Le protezioni alle quali siamo abituati non sono, però, scevre da difetti, legati in larga parte al materiale plastico con il quale sono realizzate: scarsa traspirabilità, difficoltà di movimento, rigidità articolare e peso eccessivo.

POLIMERI SCIOCCANTI
C’è però un’azienda inglese, d3o, specializzata nella creazione di polimeri, che sembra aver risolto il problema alla radice: ha inventato e sviluppato un materiale flessibile, leggero e totalmente traspirante, in grado all’occorrenza di assorbire efficacemente l’energia che si sviluppa in caso di impatto. Il polimero brevettato è formato da molecole “intelligenti” che, in condizione di riposo, presentano un legame chimico debole; ciò permette alla protezione di essere morbida e di adattarsi perfettamente al corpo e di seguirne tutti i movimenti. Quando, invece, il materiale viene sottoposto ad uno shock meccanico rapido, il legame chimico cambia: le molecole si bloccano istantaneamente e sono in grado di assorbire l’energia dell’impatto disperdendola su tutta l’area della protezione, ritornando immediatamente allo stato iniziale.

PRECEDENTI
L’idea di un materiale diverso per realizzare protezioni è venuta a Richard Palmer, fondatore e CEO dell’azienda di Brighton, per assecondare chi sentiva la necessità di protezioni efficaci ma non costrittive nella pratica degli sport invernali, sci e snowboard su tutti. Non a caso le prime applicazioni commerciali sono state in quel campo: ne erano provviste le tute da slalom delle squadre di sci nordico di Canada e USA, usate durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

SULLE MOTO
La gamma d3o-Stealth, studiata per il motociclismo, rispetta gli standard di omologazione CE ed è composta da quattro forme disegnate specificatamente per proteggere spalle, gomiti, anche e ginocchia. Altra caratteristica che le rende innovative rispetto ad altri prodotti sul mercato è lo spessore (max 8 mm) per cui risultano poco invasive anche dal punto di vista estetico. Questo le rende adatte anche ad equipaggiare efficacemente i capi studiati per uso urbano, dove il contenuto tecnico è spesso posto in secondo piano rispetto allo stile e alla portabilità. Risultati positivi vengono dalle prime esperienze in pista, dove d3o vanta un vittorioso esordio nella prestigiosa 8 ore di Suzuka del 2008: Ryuichi Kiyonari (primo assoluto in coppia con Carlos Checa), indossava una tuta professionale Hyod, equipaggiata con le protezioni dell’azienda di inglese.

MULTIUSO
Il polimero “intelligente” si è rivelato molto versatile, tanto da essere impiegato all’interno di prodotti molto diversi tra di loro: il pallone Puma della Nazionale di calcio Italiana, ad esempio è, in parte, fabbricato con questo materiale; altre aziende utilizzano la tecnologia d3o per realizzare punte di scarpe da ballo e suole di scarpe da corsa, parastinchi da calcio, protezioni per l’equitazione e involucri protettivi per telefoni cellulari.
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