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Scott Redding sulla RGV500 di Schwantz: "fate tornare le 2T!"

Divertimento e tanto gas tra i cordoli di Spa-Francorchamps per l’attuale leader della Moto2, che ha potuto portare al limite la storica 4 cilindri 2T del campione texano

Scott redding sulla rgv500 di schwantz: "fate tornare le 2t!"

Le moto a due tempi riescono sempre ad essere al centro dell’attenzione quando tornano alla ribalta. Soprattutto se si tratta delle scorbutiche e “micidiali” moto da Gran Premio, come la Suzuki RGV500 che ha permesso a Kevin Schwantz di difendere (invano) il titolo di Campione del Mondo nella stagione 1994. A portare tra i cordoli questa “fumosa” meraviglia, in occasione del ritrovo Bikers Classic, svoltosi a Spa-Francorchamps, è stato Scott Redding.

BAGARRE VINTAGE
Giacomo Agostini, Phil Read, Wayne Gardner, Didier De Radigues, Christian Sarron… Ecco alcuni nomi dei piloti che, oltre a Redding, hanno partecipato alla parata di moto storiche sul tracciato belga. Così, quella che formalmente doveva essere un revival, è diventato presto un ingarellamento in piena regola. Ad avere la meglio è stato Steve Plater proprio davanti a Redding che ha così commentato l’esperienza: “Prendendo posizione sulla griglia di partenza, mi sentivo come se stessi davvero per prendere parte ad una gara della 500. È stata un’esperienza incredibile”.

A VOLTE RITORNANO
All’imprenditore inglese Steve Wheatman dobbiamo il ritorno in pista della straordinaria Suzuki. Infatti, proprio lui ha concesso all’attuale capoclassifica della Moto2 di salire sulla RGV500, una moto capace di grandi numeri. Con un peso di 135 kg, è capace di spremere 195 CV dal suo V4 di 70° due tempi di 498 cc, che gli permette di raggiungere una velocità massima prossima ai 320 km/h. Prestazioni di primissimo livello che hanno colpito favorevolmente Redding: “La moto si è rivelata incredibile. Certo, i freni non sono comparabili con quelli moderni, ma questo lo sapevamo già. Ma l’agilità è fenomenale, perché la moto è leggerissima ed è davvero veloce nei cambi di direzione. In accelerazione è formidabile, con l’anteriore che cerca sempre di puntare il cielo: non guardavo mai il contagiri, quando si impennava, cambiavo marcia!” Il pilota inglese ha poi continuato le sue lodi: “È molto potente ma anche abbastanza gestibile: non ho avuto a che fare con l’improvviso picco di potenza che mi aspettavo. In piega è come una 125 e in sesta ha potenza da vendere. Bisognerebbe far tornare le due tempi, sono moto incredibili da guidare!”.

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