Team Go Eleven: "Le gare della SBK sono palesemente taroccate"

Un durissimo sfogo di Gianni Ramello, titolare del Team Go Eleven, a proposito delle nuove regole del Mondiale Superbike
Continuano a far discutere le regole pensate per la stagione 2018 del Mondiale Superbike. Il “livellamento” delle prestazioni voluto da Dorna non ha convinto la maggior parte degli appassionati e ne ha allontanati altrettanti da uno sport che sembra sempre più in declino. Purtroppo, a quanto pare, a farne le spese sono ancora una volta i più piccoli, team privati in primis. Fra le realtà in affanno troviamo quella del Team Go Eleven di Gianni Ramello. Abbiamo deciso di riportarvi un post scritto da quest’ultimo sui social network. Lo trovate integralmente qui sotto.

“Ecco il grande livellamento voluto da Dorna in Superbike. Come avevo previsto quattro mesi or sono siamo messi sempre peggio. Dopo due gare la prima Kawasaki privata è a ben 51 punti dal vertice e il distacco ridicolo e imbarazzante patito a Buriram è stato lo stesso del 2017. Ci hanno spremuti e finanziariamente penalizzati per fare schifo…Tutto questo è denigrante per i piloti, che rischiano la vita senza venire mai inquadrati durante tutta la gara e vedono sempre piu lontani gli ufficiali. Ditelo subito che dovevate tagliarci fuori dai giochi, almeno ci si metteva il cuore in pace. Così è un inferno a ogni gara…Era sicuramente meglio prima. Questo è il frutto di un’incapacità generale di gestire la situazione, cercando di risolverla con 340 pagine di regolamenti inutili e assurdi e pensando che con il motore a disposizione e qualche altro componente si sarebbe ridotto il gap. La situazione è peggiorata: siamo in grossa difficoltà e dipendiamo da una elettronica a cui abbiamo accesso parziale e che quindi non ci aiuta. Bastavano due righe ben fatte, che la Dorna e la FIM non hanno avuto il coraggio di scrivere, per fare un regolamento semplice e per niente penalizzante. Ma nessuno lo ha fatto. Nessuno ha dato senso e peso alle richieste e proteste dei privati. Ora, continuando con questa ridicola farsa non degna di un Campionato Mondiale, si arriverà ai sensori di pressione sulle gomme per nascondere le magagne Pirelli, sensori inutili perché dettati dalla presunzione di onnipotenza e senza prendere atto delle nostre giuste proteste “tecnicamente ineccepibili”, ma sicuramente a carico dei team…E io pago!! È tutto talmente vergognoso che la gente deve sapere la verità. Non credete alle favole, le gare di Superbike di quest’anno sono palesemente taroccate e fatte a tavolino, costruite da regolamenti talmente assurdi che a leggerli ti viene la nausea. Il ruolo dei privati è quello di tappabuchi per avere la griglia piena. Noi team della Kawasaki siamo destinati al peggio (se fatica il team ufficiale, figuratevi noi…), perché siamo figli di una casa vincente e pertanto colpevoli a prescindere da tutto. Il pilota psicologicamente abbattuto, la squadra in crisi totale e dipendente da aggiustamenti di elettronica della casa madre e Marelli, la televisione come sempre o peggio (inesistente per noi)…Grandi prospettive per un team privato! Grazie di cuore. Avete pensato bene di farci fuori e di relegarci a burattini senza un futuro. Avete premeditato tutto questo, perché se ci sono arrivato io quattro mesi fa voi lo avete sicuramente immaginato, altrimenti sareste stati degli ingenui totali. Grazie ancora di tutto. Onoreremo il nostro compito tra mille sacrifici e vedremo il capofila allontanarsi sempre di più”.

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