SBK: l’autista del tir Kawasaki sconterà 18 anni per droga

L’episodio risale al 2011, quando nel bilico della Kawasaki impegnata nel Mondiale Superbike, di ritorno nel Regno Unito dopo la gara di Assen, furono trovatii un grosso quantitativo di droga, una pistola e delle munizioni

Sbk: l’autista del tir kawasaki sconterà 18 anni per droga

È finita male per Philip Roe, ex autista del bilico Kawasaki nel Mondiale Superbike. Nel 2011, infatti, di ritorno dalla tappa di Assen, i funzionari doganali di Dover, in Inghilterra, trovarono nel camion 6 chilogrammi di cocaina, 30 chili di pasticche di ecstasy, 35 chili di cannabis e 68 di resina di cannabis, oltre ad una pistola calibro 22, 35 munizioni e alcune pasticche di MDMA.

 

LO SCANDALO SI ABBATTE SU KAWASAKI

A dire il vero il tir in quel momento non era guidato da Roe, che era invece su un altro camion, e tre altri membri del team furono arrestati. Gli accertamenti degli investigatori, però, evidenziarono le impronte dell'uomo sui sacchetti contenenti la droga. Le e-mail ed i messaggi trovati sul suo portatile, insieme con chiari riferimenti ad un pagamento da effettuare una volta rientrato nel Regno Unito, non fecero che consolidare le sue responsabilità. Gli altri tre uomini del team Kawasaki furono scagionati, mentre a Roe furono imputati tutti i capi d'accusa.

 

UNA BELLA FACCIA TOSTA

Dopo due settimane di processo, il 12 dicembre il giudice ha decretato Philip Roe colpevole di tutte le accuse, condannandolo a 18 anni di carcere. Come ha dichiarato Malcolm Bragg, dell’Agenzia Anti Crimine Nazionale della Polizia di Frontiera “Si tratta di un tentativo sfacciato di contrabbandare una grande quantità di droghe illegali, più una pistola e munizioni, nel Regno Unito. Queste droghe, una volta arrivate sulle strade, avrebbero fruttato circa 2.500.000 sterline. Fin dall'inizio della nostra indagine Roe ha negato di essere a conoscenza del traffico ed era felice di dare la colpa ai suoi compagni e alla squadra. Tuttavia, grazie alla stretta collaborazione tra Agenzia Anti Crimine Nazionale e Polizia di Frontiera, è stato consegnato alla giustizia ed ora è dietro le sbarre”.

Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Come ha poi aggiunto Paul Morgan, Direttore della Polizia di Confine nel Sud Est e Europa, “Il traffico di droga è un grave reato e i condannati devono fare i conti con lunghi periodi di detenzione. Il nostro messaggio verso coloro che prendono in considerazione ciò è semplicemente che non ne vale la pena”.

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