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SBK 2010: A Valencia Haga vince Gara 2 con la Ducati. Haslam è primo in Gara1 con la Suzuki

Noriyuki Haga ha avuto qualche difficoltà in Gara1, ma si è rifatto con la vittoria nella seconda manche. Leon Haslam ha vinto Gara2 e guida la classifica con 123 punti.

GARA2

di Silvano Di Giovanni

 

Valencia (SPAGNA) 11 aprile 2010 - GARA2 In un finale giocato sul filo dei millesimi, Noriyuki Haga ha portato alla vittoria la Ducati 1198 ufficiale, davanti a Carlos Checa con la Ducati Althea, secondo per soli 25 millesimi. Max Biaggi (Aprilia) ha ottenuto la terza posizione a 299 millesimi. La seconda manche è stata caratterizzata dallo spettacolare incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, che ha coinvolto Andrews e Iannuzzo, e che ha costretto la direzione gara ad esporre la bandiera rossa. Dopo mezz’ora di sosta per ripulire la pista dall'olio lasciato dalla moto di Iannuzzo sul rettifilo del traguardo, la gara è ricominciata nuovamente con 20 giri programmati, rispetto ai 23 originari previsti. In realtà la classifica è stata stilata sulla somma dei tempi delle due heat, la prima di soli tre giri. Questo ha comportato per i piloti la difficoltà di girare un po’alla cieca, non potendo contare su quello che vedevano dalla pista, ma basandosi solo sulle segnalazioni dai box. Soprattutto nel terzetto di testa, i distacchi di pochi decimi dopo l’heat1, hanno costretto i piloti a dare sempre il massimo, poiché spesso la posizione in pista non rispecchiava l'effettiva classifica. Haga, comunque, ha strameritato la vittoria, sia pure sul filo di lana. Irriconoscibile rispetto alle gare precedenti, ha guidato aggressivo e veloce, come non lo avevamo ancora visto, se non nella seconda parte di Gara1. Grande prova delle Aprilia: se non fosse stato per la caduta di Camier, a due terzi di heat2, forse la classifica finale sarebbe stata diversa. L'inglese infatti ha guidato benissimo, deciso e veloce. Certo le due cadute odierne lo devono far riflettere. Comunque sia, le quattro cilindri di Noale hanno dato dimostrazione di una grande efficacia, oltre che di essere state messe molto bene a punto di ciclistica, con una progressione in uscita di curva eccellente. Oggi non erano le più veloci, o perlomeno non avevano quel vantaggio così radicale mostrato nelle altre gare, giacché le Yamaha hanno più volte passato i 300 km/h in fondo al rettifilo del traguardo, così come la Honda di Rea e la Suzuki di Haslam. Quest’ultimo, però, non è mai stato in grado di lottare per la vittoria. D’altra parte i tempi parlano chiaro. Ad eccezione di Biaggi, Camier e Checa, nessuno è riuscito a scendere sotto il muro dell’1'34" e Haslam ha fatto il suo miglior giro a quasi mezzo secondo dal terzetto. Troppo per permettergli di tenergli la scia. In ogni caso il giovane inglese ha condotto una gara accorta, che gli ha permesso di incamerare altri punti preziosi e di continuare a guidare il campionato a quota 123, davanti ai 105 di Biaggi, gli 80 di Checa (fortemente penalizzato dal ritiro di Gara 1) e i 74 di Haga. Ha guadagnato un buon quinto posto Jonathan Rea, che è stato aggressivo nei primi giri, ma poi ha dovuto lasciare il passo. Da sottolineare che è sempre più veloce del compagno Neukirchner. Fine settimana in crescita per Guintoli, sesto nella classifica per somma dei tempi. In casa Yamaha, fra Toseland e Crutchlow, questa volta ha fatto meglio il primo. Crutchlow, in gara, è andato un po’ nel pallone, mentre Toseland ha guidato con più saggezza e concretezza, tanto che ha lasciato la Spagna con un podio e 50 punti nel mondiale, 9 più del compagno di squadra. Non è stata mai competitiva la BMW. Corser è arrivato dodicesimo, dietro a Xaus, nonostante abbia fatto il suo miglior giro quasi un secondo al di sotto del tempo del compagno di squadra Ruben. Per gli italiani è stato un week end da dimenticare. Michel Fabrizio si è ritirato anche in Gara2 e ciò ha dato una bella botta alla sua ambizione verso il titolo: 70 punti da Haslam sono tanti, soprattutto perché si ritrova davanti altri otto piloti. È stata buona la prestazione di Lanzi, ma non quanto ci si aspettasse dopo il potenziale mostrato in prova. Scassa, con la Kawasaki, ha concluso quattordicesimo.

GARA1

di Silvano Di Giovanni

 

Valencia (SPAGNA) 11 aprile 2010GARA1- Haslam in sella alla Suzuki ha vinto la prima manche, dopo averla dominata dal quinto al 23esimo ed ultimo giro. Max Biaggi, con l’Aprila RSV4 è arrivato in seconda posizione, staccato di quasi due secondi. Ha guadagnato il terzo posto il ritrovato James Toseland, con la Yamaha R1 ufficiale, giunto a soli tre secondi e sei decimi. È stata una gara tiratissima nei primi cinque giri, con Checa che ha preso subito il comando, forte di un passo in prova decisamente efficace. Purtroppo, durante la terza tornata, perdeva l’anteriore e miracolosamente rimaneva in piedi, usando il ginocchio ed i carter come appoggi di fortuna. Un successivo lungo nella sabbia, lo ha messo definitivamente fuori gara. Si è trovato quindi la via libera Troy Corser, che è stato autore di una grande prestazione e ha portato la sua BMW in testa alla gara nei primi due giri. Poi ha dovuto cedere il passo ad Haslam, che era scatenato. Al quinto giro l'inglese è passato in testa e da quel momento in avanti i giochi sono finiti. Ha fatto una bella prova Biaggi. Una volta capito che non avrebbe mai potuto prendere Haslam, si è concentrato sulla gara e ha tenuto presente l’obiettivo classifica e campionato. Max è riuscito a difendersi dalle insidie di Toseland, che lo ha incalzato per oltre metà gara. In Gara 1 si è messo in luce Haslam: rapido e concreto ha saputo sfruttare le potenzialità della Suzuki, veloce e molto ben equilibrata. Il suo compagno di squadra Guintoli è rimasto in sesta posizione, sino all'ottavo giro, quando un errore gli è costato la retrocessione di otto posizioni. In questa manche la BMW è apparsa finalmente competitiva, anche se non ancora al vertice. Purtroppo con il solo Corser, perché Xaus è rimasto sempre confinato nelle retrovie. Continuano i problemi per Ducati. Haga e Fabrizio sono partiti senza prospettive. Al sesto giro è rimasto fuori Fabrizio, dopo una prova incolore. Haga nella prima metà di gara ha vivacchiato, poi ha cominciato a macinare giri veloci sempre sul passo dell'1 35" e un buon recupero lo ha portato al quinto posto dietro a Corser. non è andata bene a Crutchlow. L'autore della pole  non è mai stato in grado di contrastare i primi. Jonathan Rea si è aggiudicato il sesto posto. Va sottolineato come tutti i primi quindici piloti abbiano girato in tempi molo vicini, con il gruppetto di testa che aveva un passo dell' 1'35" basso e gli inseguitori di 1'35" alto: differenze marginali. È importante notare come, ancora una volta, si siano piazzate sei Case costruttrici diverse, nelle prime sei posizioni.

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