di Beppe Cucco - 24 ottobre 2018

Rischio ritardi per gli esami della patente

Con l'introduzione delle nuove prove pratiche per il conseguimento delle patenti A, A1 e A2 servono nuove strutture, più ampie, che non tutte le autoscuole e le motorizzazioni hanno…
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Il nuovo decreto ministeriale stabilisce nuovi criteri per le prove pratiche necessarie al conseguimento delle patenti A, A1 e A2. Le nuove norme riducono il numero di prove da sei a tre (come avviene per le altre tipologie di patenti) e innalzano la velocità minima alla quale deve essere effettuata la seconda delle prove di guida su "pista" (da 30 a 50 km/h). Queste nuove norme sono studiate dunque per innalzare il livello di sicurezza dei motociclisti grazie a prove a più alta velocità: "Questo esercizio" spiega Michele Moretti dell'Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori (Ancma) "se da un lato è molto più difficile, dall'altro garantisce molta più sicurezza, perché per superarlo occorre avere molta padronanza del mezzo".

Maggior velocità significa anche aver bisogno di spazi più ampi dove eseguire le prove pratiche. Spazi che attualmente non tutte le autoscuole e le motorizzazioni hanno… . "Occorrono infatti" sottolinea Emilio Patella, segretario nazionale autoscuole (Unasca) "aree lunghe 90-100 metri per 30 di larghezza, e non tutti le hanno. Il rischio è di un forte rallentamento delle prove d'esame".

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