di Alberto Motti - 02 aprile 2019

Il commissario Halibut rinuncia alla revisione dei caschi

Non verrà introdotto l’obbligo di revisione dei caschi insieme alla moto e neppure sarà necessario sostituirlo dopo sei anni (anche se andrebbe fatto). Anche perché… era un pesce d’aprile!
1/7 Gli operatori della Motorizzazione controlleranno l’integrità della calotta, del cinturino e del dispositivo di chiusura, il corretto funzionamento della visiera e la data di produzione impressa sulla faccia interna del guscio, all’altezza della nuca.
Abbiamo suscitato talmente tanto clamore con la notizia in anteprima della revisione obbligatoria dei caschi, che il Commissario Frank I. S. Halibut ha subito fatto marcia indietro, ritirando la direttiva 0401-2019 e scusandosi coi cittadini europei.

Ebbene sì, era un pesce d’aprile. Protagonista il solito commissario europeo cattivo, questa volta il britannico Frank I. S. Halibut (l’halibut è un grande pesce piatto simile al rombo) che introduceva la direttiva 0401-2019 poco prima che il Regno Unito lasciasse l’Unione europea.

Facili bersagli i commissari europei, difficilmente noti al grande pubblico. Negli anni scorsi altri due esponenti della Commissione - il tedesco Stenka Prilskerz e il finlandese Kala Huhtikuu (pesce d’aprile in tedesco e in finlandese, appunto) – avevano tentato di dar corpo ai nostri peggiori incubi, desiderosi rispettivamente di farci ripetere l’esame pratico della patente e di sostituire tutti gli scarichi delle moto per adeguarsi alla normativa Euro 4.

Tra i protagonisti dei nostri “pesci” anche l’inesistente (ma realistico) candidato ministro dei Trasporti Lepide Scerpa (anagramma di pesce d’aprile), che nel 2018 proponeva di rilevare le infrazioni di eccesso di velocità attraverso lo smartphone e di comminare le multe via SMS. Sarà un caso che non sia riuscito ad ottenere la poltrona?

Infine, nel 2017 avevamo pubblicato alcune foto dell’imminente scooter ibrido di Ducati, il Cucciolone, “sofisticato” riferimento al Cucciolo, il piccolo motore Ducati da applicare alle biciclette, con tanto di caratteristiche tecniche e versione gemella marchiata Audi guidabile con patente B. Scatenando una guerra virtuale tra ducatisti possibilisti e integralisti del no allo scooter.
1/7 Ducati Cucciolo: micromotore ausiliario nato nel 1945 con marchio SIATA e dal 1946 ottimizzato e prodotto da Ducati. Mezzo importantissimo per la rinascita dell'Italia nel secondo Dopoguerra, il Cucciolo diventò in seguito una vera e propria Motoleggera, arrivando perfino a gareggiare nelle corse

Qualcuno ha abboccato...

Ieri, appena uscita la notizia, c'è stato chi ha capito subito che si trattatava di un pesce d'aprile, ma c'è stato anche chi ci è cascato in pieno. Cliccate sul pulsante blu qui sotto per rileggere i commenti più divertenti apparsi sulla nostra pagina Facebook.
© RIPRODUZIONE RISERVATA