17 June 2014

Regolamento SBK: le principali novità 2015

Sembra che la Superbike Commission sia finalmente giunta ad un accordo per quanto riguarda le specifiche di motore ed elettronica in ottica 2015. Al momento, del tanto acclamato regolamento è stata diramata solamente una parte, che però è la più importante

Regolamento sbk: le principali novità 2015

Troppi galli a cantare, non fa mai giorno. Non è affatto semplice mettere d'accordo la grande quantità di Costruttori che popola la SBK (quest'anno sono ben 9!), soprattutto perché la differenza tra ogni singola moto è molto ampia. Le necessità che ha Aprilia con il suo V4 sono diverse da quelle dei quattro cilindri in linea di Bimota, BMW; Kawasaki, Honda, Suzuki e MV, e sono ancora diverse da quelle di EBR e Ducati con i loro V2. Eppure in qualche modo si è giunti ad un accordo, di cui sono stati diramati i punti salienti. Vediamoli.

 

VIVA LA STOCK, VIVA LA SBK

Il lavoro svolto da Carmelo Ezpeleta è stato quello di mediatore ma anche quello di comandante. Sicuramente Scott Smart, il nuovo direttore tecnico della SBK, ha dato la sua mano, ma la sensazione deve essere stata quella di entrare in una gabbia di leoni, e anche abbastanza arrabbiati. Il risultato però è un regolamento equilibrato e non troppo costrittivo, come invece temevano alcuni addetti ai lavori. Andiamo per ordine.

 

Motore: partendo dalla base del regolamento EVO, saranno concesse le seguenti modifiche aggiuntive

– Albero a camme libero
 
– Elaborazione della testata consentita, ma senza saldature
 
– Bielle sostituibili con componenti in diverso materiale ma egual peso
 
– Una sola rapportatura di cambio consentita per l'intera stagione
 
– I principi di compensazione (art. 2.4.2) si baseranno solo sugli air restrictor, non più sul peso
 
– Di serie: valvole e pistoni, carter
 
– Corpi farfallati: il sistema di ride-by-wire potrà essere installato su modelli che di base ne sono sprovvisti ancora per le stagioni 2015 e 2016, ma i vari sistemi devono essere messi a disposizione di qualsiasi squadra corra nel campionato SBK o altre serie organizzate dalla FIM. Il prezzo massimo del kit completo sarà di 2.500 euro, ed i kit potranno essere forniti solo dalla casa e un singolo fornitore esterno. Dal 2017 verranno consentiti solo corpi farfallati di serie, con le Case che si impegnano a sviluppare il ride-by-wire sulle moto in produzione. 
 
Durante la riunione c'è stata una richiesta da parte di una squadra di aumentare il numero di motori a disposizione per il 2014. La maggioranza dei membri della SBK Commission ha votato e rifiutato la richiesta.
 
Elettronica: Lo sviluppo software rimarrà libero, ma dovrà essere condiviso tra team ufficiali e privati in quello che si chiamerà "Superbike Kit System" (SKS), ad un prezzo calmierato di 8.000 euro.
 
– Il software sarà condiviso con i team privati in tre occasioni durante la stagione per garantire gli aggiornamenti
 
– Il SKS deve includere tutti i componenti necessari per la funzionalità che non siano già inclusi nella versione di serie (eccetto il cablaggio)
 
– L'uso di un kit alternativo Superstock può essere usato (come nel caso delle EVO attuali) per incoraggiare la partecipazione di wild-card.
 
 
Tirando le somme, calmierare i prezzi di elettronica e ride-by-wire servirà principalmente ad evitare costi troppo alti, mentre i motori che hanno bisogno di qualche modifica in più (come quello di Aprilia) per tirare fuori la potenza delle quattro in linea avranno ancora un minimo di spazio per il tuning. Ovviamente questo regolamento ha trovato sia consensi sia dissensi. In Ducati si sono detti contenti soprattutto di un altra parte del regolamento, quella che dichiara che le prestazioni tra bicilindrici e quadricilindrici non verranno più regolate tramite peso ma solo tramite Air Restrictor. Tra i "meno contenti" troviamo proprio Aprilia, che non ha visto di buon occhio concessioni come quella del ride-by-wire. Romano Albesiano, direttore del reparto corse Aprilia, ha detto: "Non ho mai avvertito la presenza di un'alleanza contro di noi, ma ognuno preme sui dettagli che lo possono avvantaggiare e negli ultimi anni sono state intaccate alcune delle caratteristiche vincenti della RSV4. La moto nasce con ride-by-wire, cambio estraibile, telaio regolabile, etc, per eccellere nel campionato delle derivate di serie. Piano piano, diversi particolari chiave sono stati proibiti, o concessi a chi non li aveva. Ti lascia un po' l'amaro in bocca. Prima fai un prodotto di serie sofisticato, ma poi i vantaggi vengono concessi anche ad altri". 

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