di Beppe Cucco - 28 dicembre 2018

"Non pagherò per correre, è folle che qualcuno lo faccia"

Scott Redding ritiene che il fatto che alcuni piloti del Motomondiale paghino per correre sia "folle e ridicolo". L'ex pilota Aprilia MotoGP propone di mettere delle regole a questo fenomeno
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  • 1/23 Scott Redding

    Dopo 11 anni di Motomondiale, di cui gli ultimi cinque in MotoGP (2014-'15 con Honda, '16-'17 con Ducati e '18 con Aprilia) per il 2019 Scott Redding, tagliato fuori dal Team Gresini Aprilia, lascerà il massimo campionato motociclistico per dedicarsi al BSB, il campionato britannico superbike. Scott nella prossima stagione correrà con la Ducati del team Be Wiser gestito da Paul Bird. Ai colleghi di Motorsport.com Redding ha espresso il suo disappunto per il sistema motomondiale, a sua detta spinto ormai solo dal denaro. Ecco le parole di Redding.

    "Indipendentemente dal fatto che sia la Moto3, la Moto2 o la MotoGP anche se le squadre hanno il budget, sono sempre alla ricerca di piloti paganti. Possono, alla fine qualcuno pagherà. È per questo che non sono sceso in Moto2. Non correrò mai gratis, perché è il mio lavoro, e sicuramente non pagherò. Sicuramente non pagherò due o trecentomila, per una o due stagioni. È ridicolo, è folle, ma alla fine c'è sempre qualcuno che lo farà".

    Redding ha continuato poi suggerendo di mettere un freno a tutto ciò: "Ci dovrebbero essere limiti su quanto vengono pagati i migliori, ma ci dovrebbero essere dei limiti anche per i piloti paganti. Ci dovrebbero essere alcune linee guida da seguire. Ma alla fine i migliori prenderanno sempre dei grandi ingaggi e i più 'piccoli' nada".

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