Kawasaki Versys-X: dopo la 300, la famiglia si amplia?

In occasione della prova della Versys-X 300, Sergio Vicarelli (resp. commerciale e marketing Italia) non ha… negato che la crossoverina Kawasaki potrebbe preludere all’arrivo di altre Versys più offroad. E poi le origini del nome e del design, l’influenza dell’Europa e i numeri dei mercati emergenti…

Conosciamo meglio la piccola crossover di Akashi

Ricordate il test anteprima della Kawasaki Versys-X 300 pubblicato qui sul sito? Come sempre, rimandavamo al giornale per ulteriori approfondimenti. Per chi si fosse perso Motociclismo di giugno 2017 (comunque richiedibile come arretrato scrivendo ad assistenza.clienti@edisport.it), riproponiamo qui l’intervista a Sergio Vicarelli (responsabile commerciale e marketing Kawasaki Italia), che fa interessanti rivelazioni sulla filosofia progettuale e commerciale della moto, senza dimenticare di lanciare uno sguardo al futuro…
Il nostro tester (Nicolò Codognola) in fuoristrada sui monti Lessini (provincia di Verona) durante la prova della piccola crossover di Akashi Modifica

La tecnica e lo sviluppo

Sergio Vicarelli – responsabile commerciale e marketing Kawasaki Italia
Intervista a Sergio Vicarelli – responsabile commerciale e marketing Kawasaki Italia

Che cosa cambia nel motore, rispetto a Ninja e Z300?
Meccanicamente è lo stesso motore, ma è stato ottimizzato per avere bassi e medi regimi più omogenei. E poi, ovviamente, è Euro 4: la Versys-X è l’unica 300 ad avere questa omologazione. Ninja e Z300 seguiranno.

E a livello di ciclistica?
Il telaio è tutto nuovo, in acciaio e rinforzato, per resistere alle sollecitazioni e alla guida a pieno carico.

Dove è stato condotto lo sviluppo di questo modello?
Le 300 in genere nascono per soddisfare le richieste dei mercati del sud-est asiatico, dove i volumi di vendita sono inimmaginabili, per noi italiani. Pensate che in tutta Europa si vendono circa 1.100.000 motociclette all’anno e nella sola Thailandia il numero sale a 5 milioni. È in quel paese che viene costruita la Versys-X. L’input è quello di realizzare una moto premium per tutti i mercati emergenti, asiatici e sudamericani. In Europa la Versys-X soddisfa le esigenze dei neopatentati in cerca di una dual purpose e offre una qualità costruttiva elevata ad un prezzo contenuto.

Vuole dire che noi europei contiamo poco?
Economicamente parlando, sì: siamo una goccia nel mare. Il gruppo Kawasaki, che realizza anche aerei, treni, navi e trivelle gigantesche, registra 450 milioni di dollari di utile. Le due ruote sono sempre state una nicchia, ma ora stanno acquistando maggiore peso, supportate da numeri importanti in Asia. L’Europa delle moto è periferica, se guardiamo solo i fatturati; ma facciamo immagine.

In che senso?
Insieme ai miei colleghi delle filiali europee vado spesso in Giappone per confrontarmi con la Casa madre su tanti dettagli delle moto, perché il nostro gusto e il nostro stile sono tenuti in alta considerazione.

Il design, il nome, il futuro

Kawasaki Versys-X 300 2017: pesa 175 kg col pieno di benzina, ma non lo senti, tutto questo peso. La butti di qua e di là come ti pare.
Anche per veicoli come la Versys-X 300?
Certo! Per questo modello, i designer giapponesi volevano sovrastrutture più importanti, una carena più imponente, ma noi abbiamo insistito perché la linea rimanesse snella e affilata. Siamo giunti ad un compromesso: la moto è protettiva, ma non grossa; e mantiene il design tipico Kawasaki, aggressivo e spigoloso.

Però si discosta dal family feeling delle Versys 650 e 1000: perché non chiamarla KLE?
Avrebbe potuto chiamarsi così, ma stiamo razionalizzando le famiglie, dividendo il brand in verticale. Le dual purpose Kawasaki sono e saranno tutte Versys.

Vedremo delle 650 e 1000 con ruote a raggi, magari con l’anteriore da 19”, come su questa Versys-X?
Può darsi (sorride, ndr). Stiamo studiando diverse soluzioni.

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