Prova - Husqvarna TE 310: ha più schiena di una 250, al limite mette meno in crisi di una 450

Rispetto alla 250F la TE 310 non va molto più forte, ma l’incremento di centimetri cubi aggiunge al motore quel pizzico di “schiena” in più che è utile in tutte le situazioni. Va guidata di forza, frizione in mano e marcia bassa nelle curve. Mette meno in crisi il pilota rispetto a una 450. L’erogazione è buona e il motore ha una progressione regolare, per avere schiena va spremuto a fondo.

Caratteristiche




CARATTERISTICHE
Per avere la maneggevolezza di una piccola cilindrata e il tiro di una grossa tutto in una sola moto, Husqvarna ha realizzato la nuova TE 310 a 4 tempi, aumentando l’alesaggio della 250F, che già sfruttava il basamento della 450. Andare forte con una 450 è roba da professionisti, piloti capaci e preparati, tecnici che spremono le meccaniche all’osso, il tutto in funzione della massima prestazione. Ma ci sono anche gli amatori, che non si divertono a trovare il fondo dell’acceleratore di una 450. Lo stesso vale per la 250F che non concede distrazioni, vuole una guida precisa, la marcia giusta e regimi di giri corretti, pena non avere l’elasticità necessaria per superare l’ostacolo. Così, Husqvarna ha realizzato questa 310, una via di mezzo tra la 250 e la 450. È una duecentocinquanta che nei cc in più cerca corposità, elasticità, coppia ai medio bassi regimi. Vuole essere più semplice da condurre e meno stancante, divertire l’amatore, ma anche dare lucidità a chi ha più velleità. La 310 tecnicamente è identica alle sorelle minore e maggiore e anche il suo prezzo si ferma a metà fra le due: 8.784 euro.

Estetica e dotazioni




ESTETICA E DOTAZIONI
Sul fronte estetico, oltre alle nuove grafiche, spiccano la nuova mascherina che protegge una strumentazione dalle dimensioni più contenute, il paramotore in plastica, la bella stampella laterale fusa in alluminio e i cerchi anodizzati nero. La dotazione di serie si completa con le protezioni al telaio, paramani e accessori importanti come il vaso d’espansione e l’elettroventola sul radiatore destro.

Motore




MOTORE
La TE, che rispetto ai tradizionali kit di maggiorazione con tutti loro difetti, nasce sullo stesso basamento della sorella maggiore da 450 cc, ben si presta a sopportare il maggiore stress; anzi, se vogliamo, ne giustifica le generose dimensioni. La cilindrata effettiva è di 297,6 cc e si ottiene aumentando l’alesaggio (la corsa resta di 55 mm) adottando un kit sviluppato in collaborazione con Athena, che dispone di un cilindro e relativo pistone dal diametro di 83 millimetri contro i 76 della originale TE 250. Quindi stessa corsa, anche per non compromettere la propensione di girare in alto, prerogativa essenziale per una moto medio/piccola. Nessun problema neppure per la distribuzione bialbero, con bilancieri a dito e valvole di aspirazione in titanio, mentre quelle di scarico sono in acciaio per garantire maggiore affidabilità. L’alimentazione è a iniezione elettronica e sfrutta l’energia della batteria posta sotto la sella per alimentare la pompa della benzina. L’iniettore ha un corpo farfallato Mikuni da 42 mm di diametro, comandato da una centralina elettronica dalla nuova mappatura che rileva i valori di pressione e temperatura aria e motore, oltre alla posizione della farfalla per adeguare le mappe in base alle varie condizioni climatiche. L’avviamento è elettrico, ma resta anche la leva di messa in moto. Il nuovo scarico è alloggiato sul lato sinistro, perché l’ammortizzatore è disassato sulla destra per permettere al condotto del collettore che porta aria alla cassa filtro di avere un andamento più rettilineo. Il cambio è a sei rapporti. Per renderlo meno delicato e farlo funzionare meglio di prima gli elementi nel leggerissimo ergal sono stati sostituiti dall’acciaio, più pesante ma meno fragile.

Ciclistica




CICLISTICA
La ciclistica è un’evoluzione dei concetti introdotti lo scorso anno. Troviamo solo nuove forme e rinforzi e un diverso rapporto di rigidità per una migliore maneggevolezza, con un risparmio di 1 kg sul peso. La forcella è una Marzocchi Shiver da 45 mm a cartuccia aperta, mentre l’ammortizzatore è un Sachs a tripla regolazione, da quest’anno con asta da 18 mm, comandato da un leveraggio.  I freni sono Brembo con dischi Wave della Braking.

Come va




COME VA
La domanda principale è se questo aumento di cilindrata migliori il carattere della moto al punto da potersela giocare contro una 450, ma anche se l’amatore possa trarre giovamento da qualche cc in più. La risposta è sì, in entrambi i casi. Rispetto alla 250F la moto non va molto più forte, ma l’incremento di centimetri cubi aggiunge al motore quel pizzico di “schiena” in più che è utile in tutte le situazioni. Va guidata di forza, frizione in mano e marcia bassa nelle curve, ma mette molto meno in crisi il pilota rispetto a una potente 450. L’erogazione è buona, anche grazie all’iniezione elettronica, e il motore ha una regolare progressione, ma per davvero mostrare la potenza c’è bisogno di spremerlo a fondo. La ciclistica è da classica Husqvarna, ovvero molto stabile sul davanti, a scapito di una maneggevolezza migliorabile nel misto stretto, ma che aiuta nei tratti molto veloci e in percorrenza di curva. Quando si forza molto la moto tende a muoversi, ma allo stesso tempo mantiene la linea. Per andare a spasso e giocarci è perfetta, davvero molto divertente per la gita domenicale. Troppo potente il freno anteriore, troppo poco il posteriore. Nel complesso, promossa.

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