Nude giapponesi 650/750 cc: tre bicilindriche a confronto

Prova Honda NC750S DCT vs Suzuki SV650 ABS vs Yamaha XSR700: comparativa medie naked 2016, pregi e difetti. Non servono potenze esagerate e ciclistiche da MotoGP per divertirsi tra le curve: le tre bicilindriche giapponesi ravvivano il segmento con una guida gustosa e prezzi abbordabili

tiriamo le somme

Nelle scorse settimane abbiamo riproposto a… puntate la comparativa medie naked 2016, in cui si sono sfidate le bicilindriche giapponesi Honda NC750S DCT, Suzuki SV650 ABS e Yamaha XSR700 (in origine pubblicata su Motociclismo di ottobre 2016: potete richiedere l’arretrato ad assistenzaclienti@edisport.it).
Abbiamo dato spazio alle moto prima singolarmente, registrandone le caratteristiche, i pregi e i difetti, quindi ora è il momento di raccogliere le idee e di tirare le somme del confronto. Facciamo un ripasso, ma intanto ecco le foto della prova.

ognuna spicca per qualcosa

Se dovessimo basarci solo sulle sensazioni durante la guida allegrotta, sarebbe facile: fuori dalle curve, Suzuki e Yamaha scappano, Honda insegue. Ma la cosa è un po’ più complessa.
La Honda è la più costosa ma è anche la più parca nei consumi. Con il comfort come primo obbiettivo, la bicilindrica di Tokyo è poco potente ma anche tecnologica (vedi il cambio a doppia frizione DCT, usabile in automatico o manuale), confortevole e pratica.
La Suzuki è la “veterana” del gruppo, ha un motore quasi perfetto, sfoggia un carattere sportivo ed è compatta (perfino troppo). Il V2 della SV è l’evoluzione di un bicilindrico apprezzato da 17 anni (è il più potente dei tre della prova), la ciclistica è agile e scattante: indole grintosa alla portata di tutti (meglio se non troppo alti)
La Yamaha è svelta, ha grinta e stile (ma qualche dettaglio è sottotono). Modaiola e super personalizzabile, la Yamaha bicilindrica vanta una guida estremamente facile, brillante e divertente, grazie soprattutto al motore, ereditato (come la ciclistica) dalla MT-07. Un dettaglio non secondario: monta le gomme più "cicciotte" (Pirelli Phantom Sportcomp, dall'intaglio con disegno vintage, ma tecnologia moderna. Identica alle concorrenti l'anteriore -120/70-, mentre dietro c’è una generosa 180/55 al posto della 160/60 delle altre).

Cosa desiderare di più?

In definitiva, le tre moto della nostra comparativa si meritano il primo posto, ciascuna per caratteristiche diverse. Non è un verdetto “diplomatico”: semplicemente sono molto differenti tra loro e un paragone diretto sarebbe improprio. Questo a sottolineare che, nel calderone delle medie naked, esistono tante sfumature capaci di accontentare chiunque. Honda è la compagna ideale per gli spostamenti di tutti i giorni, comoda e sicura; Suzuki strizza l’occhio agli sportivi, anche alle prime armi, con la sua guida precisa ed efficace, immediata e divertente; oltre ad avere un look trendy -infine- la Yamaha conquista perché leggera, veloce e stabile. In tutti e tre i casi, le vibrazioni sono contenutissime: si può stare in sella tutto il giorno e arrivare a fine giornata senza stancarsi. E i consumi? Anche con una guida brillante si attestano intorno ai 20 km/litro nel peggiore dei casi. Insomma, scegliete quella più vicina al vostro modo di intendere ed usare la moto.

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