di Riccardo Capacchione - 05 aprile 2017

La bobberina Honda bella e accessibile

Prova della Honda CMX500 Rebel 2017: pregi, difetti e prezzo della piccola bobber giapponese col motore della CB500. L’abbiamo testata a Barcellona e dintorni, vi diciamo come va e quanto costa

Più bobber per tutti

È periodo di grande fermento nel settore delle bobber (se non sapete di che stiamo parlando, cliccate qui). Molte Case hanno presentato novità in tal senso ai saloni autunnali. In genere si tratta di moto con motori di cilindrata medio/alta (come le proposte di Triumph, Harley-Davidson - Softail Slim S e Forty-Eight, ad esempio-, Moto Guzzi, Indian).
Ma c’è una Casa che ha puntato ad un segmento più basso e accessibile, proponendo una moto di cilindrata medio/piccola. Parliamo di Honda e della CMX500 Rebel, una moto stilosa ma concreta, con un nome che riprende quello delle piccole custom dell’Ala Dorata prodotte tra gli anni ’80 e ’90 (nelle cilindrate 125, 250 e 450). Quindi ora si riprende la tradizione con una moto costruita intorno al motore della serie CB500, ottimizzato e tarato per l’utilizzo su una moto più tranquilla, guidabile anche con patente A2.

Cliccate qui ripassare la tecnica e vedere in foto e video della nuova CMX500 Rebel, disponibile in Italia da metà aprile, nelle colorazioni nero, grigio (il rosso non è disponibile in Italia), al prezzo di 6.350 euro c.i.m.*
Ma ora veniamo al sodo: ecco come va la piccola bobber di Tokyo, che abbiamo guidato a Barcellona e dintorni (qui le foto del test)

*: il prezzo c.i.m. (“chiavi in mano”) si ottiene aggiungendo al prezzo “franco concessionario” le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica forfettariamente in 250 euro.
Honda CMX500 Rebel: gamma colori (il rosso non è previsto per l'Italia)

“Sono una bobber, non sono una cruiser”

Honda CMX500 Rebel
Piccola, con la sella che più bassa di così quasi non si può, e con delle gommone cicciotte, la Honda Rebel lascia un po’ perplessi. Ma lo stile “bobber” è stato ricercato in ogni dettaglio dal Centro Design Honda, basti pensare che Kimura (il papà di questa moto lo chiamano così anche in Honda, solo con il cognome), ha la cresta ed è più hipster degli hipster di Milano centro… Il sopracciglio un po’ aggrottato infatti si rilassa quasi subito, dopo essere saliti in sella e aver provato questa japan bobber prima nelle vie del centro di Barcellona, e poi sulle strade tutte curve fuori città.
La posizione in sella è un po’ strana, il manubrio piuttosto largo porta il busto in avanti, mentre le pedane sono “sotto” alla sella, non in posizione avanzata come ci si potrebbe aspettare da una cruiser! In sostanza ci si ritrova con il piede destro che tende ad appoggiarsi sul pedale del freno, che per fortuna (o l’hanno studiata?) non reagisce al minimo tocco, evitando così di circolare arrostendo il disco posteriore inconsapevolmente.

Il motore sorprende

Il tester di Motociclismo, Riccardo Capacchione, prova la Honda CMX500 Rebel a Barcellona
Il protagonista però è il motore, un’unità imparentata con quello della CB ma che se ne discosta per molti dettagli, tanto da possedere un codice di omologazione dedicato. Molto buona la coppia ai bassi, aspetto quasi sorprendente vista la propensione naturale dei twin paralleli con manovelle a 180° a girare “alti”. Si può utilizzare con parsimonia il cambio, dagli innesti non certo difficoltosi ma nemmeno molto scorrevoli. Favolosa da portare nel traffico, la Rebel svicola veloce tra le auto (ah, non si può?), regalando al pilota un piacevole suono di scarico. Lasciandoci la periferia e i grattacieli di Barcellona alle spalle, imbocchiamo una strada molto “twisty”, dicono gli inglesi, tutta curve diciamo noi. In fondo il comportamento di questa Honda nel traffico cittadino, a velocità ridotte, non ci ha stupito molto. Ma non è una cosa negativa, anzi, dato che a 40 km/h di media o meno, oggi come oggi, non c’è moto che vada male.

Divertente tra le curve, si arriva perfino ad esagerare

Il tester di Motociclismo, Riccardo Capacchione, prova la Honda CMX500 Rebel a Barcellona
Tra le curve però ci aspettavamo che la gommona anteriore in particolare limitasse la dinamica della moto: ma in Honda certi passi falsi non li fanno e la Rebel si è dimostrata ben al di sopra delle aspettative, anche forzando l’andatura e portandola a velocità assolutamente fuori contesto per una moto di questo tipo. In inserimento e percorrenza la Rebel risponde in maniera piuttosto neutra, anche se un limite alla piega c’è: le pedane avvisano per prime toccando con coreografiche scintille l’asfalto (obbligatorio sollevare il piede dagli appoggi per evitare di alleggerire il carico sulle gomme), e poi arriva la sensazione netta, trasmessa dall’avantreno, che avvisa il pilota del fatto che “oltre non si può andare”. Ma dando un’occhiata alle velocità ci rendiamo conto che in effetti siamo noi a stressate inutilmente una moto che è nata per il passeggio e non certo per le smanettate in collina. Freni e ABS sono all’altezza delle prestazioni. Il sistema anti bloccaggio è tarato bene e rappresenta un valido elemento di sicurezza dinamica, ma non velocissimo nell’intervento.

Insomma, una ribelle (Rebel, appunto) di nome, ma dal carattere docile e amichevole: se state cercando il modello giusto per entrare nel mondo delle moto “vere” , la Rebel sicuramente è da annoverare tra le papabili per l’acquisto.
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