Statistiche web

Prova - Harley-Davidson V-Rod Muscle: il motore spinge forte, ma nel traffico scalda

Abbiamo provato la nuova Harley negli Stati Uniti, portandola sulla striscia di asfalto per le gare di accelerazione, le drag-strip, del circuito di Irwindale, nella periferia di Los Angeles, nel traffico della metropoli americana e sui tratti misto-veloci fuori città. Ha rivelato un motore pieno di energia, in grado di produrre accelerazioni brucianti. Va bene sul veloce. Soffre in città.

Caratteristiche




CARATTERISTICHE
Prima di girarci in città e sugli stradoni americani, proviamo la V-Rod Muscle sulla drag-strip, la striscia di asfalto per le gare di accelerazione, di Irwindale, nella periferia Est di Los Angeles. Nel paddock, sono parcheggiate alcune Harley-Davidson V-Rod Muscle pronte ad essere strapazzate sull’ottavo di miglio: un rettilineo di 201,12 metri da percorrere senza mai mollare il gas. Si nota una vaga somiglianza con le sorelle V-Rod e Night Rod Special. Tra queste c’è un evidente family feeling: stesso telaio e medesimo motore accomunano le moto, ma per il resto poco o nulla è condiviso. A cominciare dall’estetica, la parte più evidente e rinnovata. Le linee sono squadrate, decise. E il maxi pneumatico posteriore da 240/40-18” è contornato da un parafango avvolgente che termina in una coda tronca e un gruppo ottico che ne disegna il profilo: originale e piacevole.

Drag-strip




DRAG-STRIP La Muscle, lunga come un treno, non è propensa alle impennate. Al massimo qualche pattinamento della ruota posteriore, ma niente paura. Ok, siamo pronti. L’ingresso nella strip vera e propria ha un preludio: prima si bagna il pneumatico posteriore per facilitare il successivo burn-out, per scaldare la gomma. Da qui saranno le luci dell’albero di Natale (il semaforo che dà il via alle partenze) a scandire i tempi della gara. Si accendono le luci di stage: tutto è pronto e, frizione in mano, si porta la lancetta del contagiri tra i 3.000 e i 4.000 giri, pronti a partire mollando di colpo la frizione e sfruttando un buon range di coppia del motore. Le luci gialle danno il via, subito seguite da quella verde. Un respiro. La partenza è il momento cruciale: in gara, se si aspetta il verde per partire, si ha già perso. Il motore Revolution sale di giri rapidamente e ingraniamo seconda e terza marcia pizzicando appena la leva della frizione e senza mollare il gas. Sfioriamo il fuorigiri ad ogni cambiata. Lo sguardo fisso in fondo al rettilineo, per non perdere la traiettoria, braccia appese al largo manubrio e gambe protese in avanti per trovare i comandi a pedale. La Muscle corre dritta come un fuso, senza sbandate o pericolose oscillazioni. Un’occhiata rapida al contagiri e siamo già in fondo alla strip. Non ci siamo neppure resi conto se abbiamo trattenuto il fiato oppure no. È già tempo di frenare e lo spazio, prima che la pista termini contro un basso muretto, non è molto. Strizziamo i freni con decisione: la decelerazione è potente e solo con un lieve ritardo interviene l’ABS. La nostra prova è finita.

Troppi muscoli in città




TROPPI MUSCOLI IN CITTÀ Proviamo la Muscle anche nel traffico californiano. Subito ci rendiamo conto di quanto scaldi il motore: soprattutto in città e a basse andature. Con la Muscle, anche su strada, ci rimane addosso un po’ del fremito delle competizioni provato sulla strip di accelerazione: ai primi semafori ci ritroviamo a partire a razzo: questa Harley scarica a terra tutta la sua potenza firmando l’asfalto con lunghe sgommate. Meglio abbandonare la città, dove la V-Rod obbliga a lavorare di braccia per contrastare lo sterzo che tende a chiudersi nelle curve strette e nelle inversioni di marcia. Inoltre il peso elevato non aiuta nelle manovre da fermo.

Bene nel misto veloce




BENE NEL MISTO VELOCE Sui tratti misto-veloci la Muscle entusiasma per l’erogazione del motore e la stabilità esemplare. Anzi, più si alza il ritmo, più i difetti emersi in città si attenuano fino a scomparire. A 130 km/h si viaggia con un filo di gas, con il motore che sfiora appena i 5.000 giri in quinta e vibrazioni praticamente assenti. Le sospensioni lavorano poco, trasmettendo ogni imperfezione alla schiena e ai polsi del pilota. Ma se l’asfalto è liscio si corre via come su un binario, pennellando traiettorie precise, a patto di adottare una guida “rotonda” e pulita: staccate al limite (nonostante la buona resa dei freni e la frizione antisaltellamento) e ingressi fulminei sono termini sconosciuti alla Muscle. Ultima nota: il comfort del passeggero. Le pedane sono ben distanziate dal piano di seduta, ma la sella corta, priva di appigli (tranne l’inutile cinghietto) e spiovente all’indietro suggerisce di godersi la Muscle da soli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA