12 September 2016

Il nuovo motore Harley è davvero altra cosa

Prova gamma Harley-Davidson Touring 2017, col nuovo motore Milwaukee Eight. Gli Harleysti le vogliono così, le Touring: più potenti, più facili, più confortevoli. E H-D li accontenta con una gamma di modelli profondamente rinnovati, anzi stravolti, nella meccanica, per un’esperienza di guida soddisfacente

Prima presa di contatto

Ormai del nuovo motore Harley-Davidson Milwaukee Eight è già stato svelato tutto. Ve ne abbiamo parlato diffusamente nelle scorse settimane, quando è stato svelato. Riassumendo: cilindrata aumentata a 107 ci (1.745 cc), coppia di 150 Nm a 3.250 giri/min, distribuzione a quattro valvole per cilindro, doppia accensione, vibrazioni ridottissime. Un taglio netto col passato che -pensavamo- avrebbe fatto storcere il naso ai puristi del Marchio americano. Invece anche dal nostro sondaggio della scorsa settimana, pare che l’innovazione sia ben accolta dal pubblico italiano, che definisce il Milwaukee Eight come il futuro della Harley-Davidson. Ed è un futuro roseo: ve lo possiamo confermare dopo sue giorni e oltre 500 km in sella alla nuova gamma Touring 2017.

Maggiore grinta, ma anche più facilità

Con il vecchio Twin Cam (sembra ingiusto chiamarlo “vecchio” dal momento che è ancora in gamma ed equipaggia molti modelli attualissimi, ma il “nuovo” Milwaukee Eight è davvero altra cosa…), con il vecchio Twin Cam, dicevamo, potevi tirare le marce e andare a cercare il fuorigiri, ma in realtà la spinta finiva un pezzo prima. Ebbene, l’otto valvole è una cornucopia di Nm fino alla zona rossa. E in basso? A 1.500 giri apri il gas, in qualunque rapporto, e dopo poche pistonate, ti ritrovi a prendere giri con decisione. La potenza erogata è dannatamente smooth, dicono gli americani: morbida, vellutata. L’incremento di prestazioni si sente -abbiamo avuto anche un M.Y. 2016 durante il test e il confronto ha messo in luce la differenza in maniera evidente- ma tutto sembra più facile. Merito anche della nuova frizione con parastrappi, che se da un lato non ci sembra abbia ridotto lo sforzo alla leva come promesso, è però precisa e assiste il pilota rendendo ancora più fluida la guida. 

Cresce il comfort

Il motore -come è ovvio aspettarsi da un così imponente big-twin- scalda, ma meno rispetto al passato: il lavoro per ridurre il fastidio a pilota e passeggero è apprezzabile. Così come la silenziosità meccanica: ora il rombo del bicilindrico non è accompagnato dal sonoro ticchettio metallico dei vari componenti di distribuzione come in passato. La cartella stampa parla anche di nuove sospensioni: al posteriore c’è un più pratico pomello di registrazione del precarico, mentre la forcella fa affidamento alla tecnologia Showa con nuove cartucce. Il risultato è: maggiore escursione (che varia da modello a modello), comfort più elevato e migliore controllo. Non ci dilunghiamo oltre: questi sono solo alcuni highlights della nostra prima presa di contatto, ma su Motociclismo di ottobre troverete il test completo con approfondimenti e interviste, oltre ad una dettagliata descrizione di tutti i modelli Touring, compresi gli esclusivi -nelle prestazioni, nella dotazione e nel prezzo- Custom Vehicle Operation.

Cambio duro e peso importante

Chiudiamo solo con i difetti più evidenti delle nuove Harley-Davidson. Il cambio, preciso, rimane duro negli innesti e rumoroso. Il peso, specie in manovra, è uno dei deficit maggiori, ma quando si parla di maxi cruiser non ci si può aspettare leggiadria. E poi: l’aspetto esteriore non cambia, sono praticamente indistinguibili (fatto salvo il motore anche esteriormente diverso) da quelle dell’anno precedente. Infine il prezzo che -come c’era da aspettarsi- sale ulteriormente. Portarsi a casa una delle Harley-Davidson Touring 2017 è un impegno non da poco per il portafoglio, ma si viene ripagati con un’esperienza di guida estremamente soddisfacente. 

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