28 February 2021

Prova Husqvarna Hard Cross 8: come va, pregi e difetti

Dalle moto alle e-bike: il marchio di origini svedesi si approccia alla pedalata assistita con prodotti di elevata qualità costruttiva ed eccellente comportamento dinamico. Nata per l’Enduro, questa bici ama le discese veloci, ma si destreggia egregiamente anche nei trail tecnici

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Quasi tutte le grandi Case moto propongono con il proprio marchio delle biciclette a pedalata assistita. Ma si tratta di mezzi prodotti da specialisti del settore e decorati con i loghi noti a noi motociclisti. Fa eccezione Husqvarna, che progetta e produce le sue e-bike in Germania nella sede della Pexco, azienda che fa capo al Gruppo Pierer Mobility. Moto e bici non escono a braccetto dagli stabilimenti di Mattighofen, ma si può dire che le due ruote a pedali siano in questo caso parenti molto strette di quelle a motore. Nella vasta proposta di modelli Husqvarna, abbiamo scelto la Hard Cross 8, Enduro specialistica che sa soddisfare l’agonista, ma che non mette in crisi chi si avvicina per la prima volta al mondo (talvolta vituperato dai motociclisti, ma comunque affascinante) delle e-MTB.

La HC8 è un mountain bike a pedalata assistita di fascia alta e il primo contatto manifesta immediatamente l’elevato livello di finiture (la verniciatura, impeccabile, utilizza una tecnica denominata Reverse, per ottenere tonalità più brillanti e durature) e la qualità della componentistica. Non traggano però in inganno la livrea sobria e le linee eleganti: questa Husqvarna è una bici aggressiva, fatta per affrontare i trail più impegnativi e, benché le sospensioni con ampia escursione (180 mm su entrambe le ruote) la inseriscano nel panorama delle Enduro, la duttilità che la contraddistingue permette di apprezzarla sui tracciati più disparati. Il telaio, che ingloba la batteria nel trave obliquo, è in alluminio ed è abbinato a sospensioni Fox pluriregolabili e sensibili ai click. In posizione firm (ovvero con compressione tutta chiusa, opzione utile quando si pedala su asfalto o in salite a fondo compatto) la forcella è ben rigida, mentre il “mono” lavora un po’, dissipando parte dell’energia della pedalata. Il peso rilevato è piuttosto elevato (26,7 kg) e quando si pedala si avverte la solidità di una bici “lunga”, capace di affrontare le discese più impegnative senza scomporsi. Tuttavia la sensazione, una volta in sella, è di discreta leggerezza e di facile manovrabilità anche nei single track più stretti. Il manubrio largo offre pieno controllo e il bilanciamento è perfetto anche quando si tratta di “curvare stretto” nei sentieri in mezzo agli alberi. A definire questo comportamento contribuiscono le ruote con pneumatici da 27,5” Plus (con sezione da 2,8”), che da un lato danno tanto appoggio e trazione, dall’altro si rivelano un po’ più agili delle ruote da 29” tanto in voga negli ultimi anni. Le gomme di serie, le ottime Schwalbe Eddy Current con mescola soft e disegno differenziato tra anteriore e posteriore, hanno un grip eccezionale su una grande varietà di terreni e restituiscono una sensazione di grande sicurezza. I tasselli sono molto pronunciati e, anche se non compromettono comfort e scorrevolezza, con spalle molto squadrate, oltre una certa inclinazione si fa fatica a “buttare in piega” la bici.

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La drive unit è fornita dalla giapponese Shimano: il motore è lo stracollaudato Steps E8000 che, in ciascuno dei tre livelli di assistenza disponibili, offre la possibilità di personalizzazione dell’erogazione utilizzando la App dedicata. I riding mode sono Eco, Trail e Boost: sono evidenziati sul display con diversi colori per un riscontro visivo immediato. I primi due sono i più utilizzati: con la rapportatura disponibile (corona da 34 denti e pacco pignoni con ampio range, da 10 a 51 denti) si fruisce al massimo dell’assistenza elettrica anche nei livelli meno invasivi. In questo modo il Boost rimane aiuto indispensabile solo nelle salite più estreme o nelle prove speciali tirate. Disponibile anche la modalità Walk, che “accompagna” la bici senza pedalare, a passo d’uomo, quando la salita è eccessiva per stare in sella sui pedali ed è necessario spingere. Il suo ingaggio non è però immediato: richiede un minimo di apprendistato. L’output, ovvero la risposta dell’assistenza elettrica alla pedalata è abbastanza fluida, naturale, nei livelli Eco e Trail; in Boost invece non ci ha entusiasmati, perché l’attacco è talvolta brusco e, nelle ripartenze da fermo, è capitato che lasciasse alle gambe del rider tutto il peso delle prime falcate, per poi arrivare a spingere con un leggero ritardo. Permane poi un minimo ronzio di fondo, quando si utilizza il motore, anche se non in maniera fastidiosa. In ogni caso, la buona capacità della batteria (630 Wh) garantisce percorrenze abbastanza elevate se si hanno le gambe allenate: è naturale che, se si sfrutta solo in modalità Boost e sempre in salita, la carica finirà presto… Definire il range di una e-bike è sempre difficile, perché intervengono molteplici fattori: il modo di utilizzo è uno, ma bisogna tenere conto anche della tipologia di terreno e del peso del biker. Buoni i freni, ben modulabili e con tanta potenza a disposizione, e il cambio, sempre preciso e rapido. In definitiva, la Husqvarna HC8 è una è-MTB davvero completa, capace di entusiasmare su una varietà di percorsi il rider esperto e, nonostante l’impronta aggressiva, non è eccessivamente impegnativa per il neofita, che troverà in lei una compagna ideale per affinare le proprie doti sui pedali. Il prezzo, infine, è in linea con la concorrenza e anzi – a guardare i livelli di finiture e componentistica – è tutt’altro che esagerato.

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