di Nicolò Codognola - 18 settembre 2018

Ducati Scrambler Icon 2019, la scacciapensieri

Poche modifiche di dettaglio un po' difficili da distinguere con un'occhiata veloce, ma la sostanza c'è: ora la Ducati Scrambler Icon è più sicura e più comoda. L'abbiamo provata, vi raccontiamo coma va e vi diciamo quali sono i pregi e i difetti
1/6 Ducati Scrambler Icon 2019: il test di Motociclismo

La nuova Scrambler Icon

Qualche giorno fa vi abbiamo svelato la Scrambler Icon 2019, rinnovata dalla Casa di Borgo panigale nel look e nella tecnica (qui trovate cosa cambia rispetto al precedente modello e la scheda tecnica). Ora, è giunto il momento di portarvi con noi in sella e farvi scoprire come va la nuova "Icon".
1/25 Ducati Scrambler Icon 2019

Come va

Bisogna guardarla bene, per scoprire le differenze. Se metti accanto la Ducati Scrambler Icon 2019 con quella precedente, diventa un gioco da Settimana Enigmistica individuare i tanti, piccoli cambiamenti. Vedi subito le "guance" del serbatoio diverse, il motore nero anziché grigio, il silenziatore con disegno diverso e i cerchi con lavorazioni in risalto sul fondo verniciato. Anche il faro cambia: adesso la corona circolare esterna è DRL. Le leve freno e frizione, di nuovo disegno, sono regolabili e quest'ultima ha comando idraulico. Morbidezza garantita e stacco graduale e dosabile come quella a cavo. Anche la sella non è più quella di prima: ora è leggermente più alta (8 mm) e ampia nella porzione anteriore. E l'imbottitura è più soffice. Risultato: non si perde naturalezza nel toccare terra, perché rimane nel complesso bassa e ben rastremata, ma è più comoda e non si ha più la sensazione di scivolare in avanti che si aveva con la vecchia, perché è più piatta, meno inclinata. Bene. Plauso al comfort grazie anche alle sospensioni: fuori sono uguali, ma molle e taratura sono completamente riviste. Assorbono e incassano meglio che in passato, senza perdere però la capacità di lavorare senza scomporsi quando si alza il ritmo. La stabilità, molto buona, non è compromessa.

La Scrambler Icon è bella però soprattutto perché maneggevole, facile, amichevole. Leggera e svelta, senza essere nervosa, accompagna nelle gite scanzonato come nella guida più impegnata tra le curve. E frena bene. Il disco singolo anteriore grosso come una pizza è lo stesso del modello precedente, e anche dietro non cambia. L'ABS ora però è cornering: vuol dire che se pinzi forte in curva durante un panic stop, evita di far perdere aderenza e risolve cadute certe. È la prima moto del segmento heritage ad avere questo dispositivo. E il motore? Quello rimane il ben conosciuto e apprezzato due valvole ad aria 803 cc, grintoso quanto basta, fluido e progressivo ("tossisce" un po' solo se si riprende aprendo tutto il gas sotto i 2.000 giri/min) e ha una bella schiena ai medi e un discreto allungo. Non vibra in maniera fastidiosa ed è pacato nel sound. Chiude il pacchetto una nuova strumentazione, che aggiunge nel raccolto display anche il livello carburante e la marcia inserita. Oltre (con bluetooth optional) le chiamate e gli sms entranti, ma anche i brani della vostra playlist, da ascoltare con l'interfono del casco. Brava Ducati: la Scrambler ora è davvero matura.

La Icon 2019 sarà disponibile da novembre, nei colori giallo (a 9.240 euro c.i.m.*) arancione (a 9.440 euro c.i.m.*).

*:il prezzo “chiavi in mano” si ottiene aggiungendo al prezzo “franco concessionario” le spese per la messa in strada, che Motociclismo quantifica forfettariamente in 250 euro.
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