Long Test, 50.000 km con la Tracer 900: il punto dopo 35.000 km

Prova di durata e affidabilità con la Yamaha Tracer, la protagonista del nostro primo Long Test. Prosegue la marcia della tre cilindri di Iwata, ma il banco del Centro Prove registra (per la seconda volta) un piccolo calo di potenza. Più avvertibile l'affaticamento della frizione. I segni del tempo cominciano a vedersi

La tracer prosegue la marcia

Dopo esserci occupati per qualche tempo del Long Test con la Honda Africa Twin, torniamo a parlare di Yamaha Tracer 900. Già, perché il nostro “culo di pietra”, Alfredo Rota, è impegnato in un vero e proprio tour de force, con le due prove di affidabilità in corso che procedono parallelamente. E presto partirà la terza!
Con la tre cilindri di Iwata siamo quasi in dirittura d’arrivo, anche se ovviamente i resoconti sono leggermente sfasati rispetto al contakm, e dopo aver monitorato la moto a 5.00010.00020.00025.000 e 30.000 km, eccoci a raccontare com’è andata la verifica a 35.000, di cui potete leggere tutti i dettagli su Motociclismo di settembre (tutti i numeri del banco, inconvenienti, misurazione delle usure, ecc.).

Piccoli segni di cedimento

Se ricordate, a 30.000 km il banco aveva registrato un piccolo calo di potenza (-0,5%) dopo che il motore era costantemente migliorato ad ogni rilevamento, arrivando a guadagnare fino a 4,5 CV. La tendenza al… ribasso, pur molto moderato, è confermata a 35.000 km, con esattamente 1,47 CV in meno rispetto al rilevamento precedente. Ma attenzione: il motore ha pur sempre quasi 2,5 CV in più che al rilevamento dei 5.000 km. Insomma, il motore è ancora "sano" e pimpante, infatti non ha avuto bisogno di alcun rabbocco il olio motore e liquido refrigerante. Persino la catena di trasmissione finale, sostituita a 30.000 km, è stata solamente lubrificata, senza necessità di essere "tirata".

Entro normali parametri anche i freni: normale calo del livello del liquido, consumo regolare delle pastiglie, con le posteriori che sono ancora le originali. Un po' di gioco l'hanno preso le leve di cambio e freno posteriore, ma entro limiti accettabili. A 34.000 km abbiamo sostituito le gomme con un treno di Metzeler Tourance Next, che prendono il posto delle precedenti Sportec M7RR, alla frutta dopo ben 14.000 km (erano state montate a 20.000 km, in sostituzione delle Roadtec01, "durate" solo 9.500 km). La posteriore soprattutto aveva il battistrada al limite dell'usura. Il nuovo treno di pneumatici ha intagli profondi 3,8 mm davanti e 6,5 mm dietro.
 
Il deterioramento più evidente interessa invece la frizione: l'attacco è sensibilmente meno modulabile che in principio. Il nostro tester Alfredo Rota lo nota soprattutto a caldo, nel traffico. Oltre a ciò, la frizione è diventata rumorosa con il motore a freddo e quando si disinnesta in folle. Intanto alcuni componenti cominciano a presentare i segni del tempo: alcune parti metalliche si stanno ossidando, come la bulloneria dei piedini forcella una piccola porzione del telaietto portaborse, in acciaio verniciato.

COME SEGUIRE IL LONG TEST

Per tutti i dettagli, i numeri, i confronti, gli inconvenienti, non perdetevi Motociclismo di settembre. Ricordate inoltre che il nostro tester è sempre rintracciabile comodamente seduti da casa attraverso i Social. Ecco gli hashtag
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Oltre che sui canali web di Motociclismo, le foto del test sono pubblicate da Alfredo Rota anche sui propri profili:
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