Prova comparativa scooter 300 cc 2011

Abbiamo confrontato i quattro scooter di 300 cc più venduti del mercato: Honda SH, Kymco People, Peugeot Geopolis e Piaggio Beverly. Ecco pregi e difetti di ciascuno.

SFIDA A 300

SFIDA A 300 Tra tutti i due ruote immatricolati in Italia, uno su tre è un Beverly o un SH: l’italiano e il giapponese sono i regnanti assoluti delle vendite sul nostro mercato nazionale. Sono nati una decina d’anni fa e, mentre l’italiano è stato completamente rinnovato quest’anno, il giapponese è fedele a se stesso dal 2007, quando alle versioni 125 e 150 è stato affiancato il 300. Batterli sul campo è una sfida ardua in cui Peugeot ha deciso di cimentarsi quasi ad armi pari con Piaggio: il nuovo Geopolis è equipaggiato con lo stesso monocilindrico da 278 cc installato sul Beverly. Questa soluzione è il frutto di una collaborazione iniziata nel 2000. Il People GTi 300 gioca la carta del prezzo più basso e, tra incentivo Kymco e contributo del concessionario, arriva a costare 4.099 euro c.i.m. con bauletto incluso. Niente male, considerando che per acquistare l’italiano, il più economico tra i concorrenti, si devono spendere circa 400 euro in più. Il Beverly è cambiato tanto, in meglio. Rispetto al modello precedente, è stata rinnovata la linea, è aumentato l’interasse di 65 mm (da 1.470 mm a 1.535 mm), la corsa delle sospensioni è diminuita (meno 14 mm all’anteriore, meno 9 mm al posteriore) e il freno a disco anteriore è passato da 260 a 300 mm, raggiungendo il record di categoria. Anche il vano sottosella è da primato, grazie al cerchio posteriore da 14”. Soluzione tanto semplice quanto intelligente per aumentare lo spazio a disposizione del carico che, stranamente, non viene adottata da nessuno dei concorrenti. È lo scooter che in generale ci ha soddisfatto di più, soprattutto fuori città, nel dedalo urbano invece se la gioca, a denti stretti, con il Geostyle e l’agilissimo SH.

PIAGGIO BEVERLY PER PRECISIONE

BEVERLY PER PRECISIONE Il Beverly ci ha impressionato positivamente per la precisione nel seguire le traiettorie e per la stabilità: è l’unico che lungo i curvoni da 90-100 km/h ricorda molto da vicino il comportamento dinamico di una moto, piantato e rigoroso. La protezione aerodinamica, grazie anche al cupolino (optional a 100 euro) installato sull’esemplare in prova, è la migliore e quando si viaggia a 130 km/h indicati sia il busto sia il casco sono ben protetti dal flusso d’aria. Solo i piedi rimangono leggermente esposti, non perfettamente protetti dallo scudo perché spinti verso l’esterno dall’ampio tunnel che attraversa la pedana. Questa soluzione, obbligatoria per occultare il trave del telaio a doppia culla in tubi d’acciaio, compromette la capacità di carico e la facilità di accesso a bordo: per alcuni è più agevole montare sullo scooter scavalcando la sella piuttosto che superare la pedana con la gamba. Una volta a bordo si gode di uno spazio ampio e di una posizione molto comoda e naturale. I comandi sono ben posizionati e la seduta è in assoluto la più accogliente, grazie all’imbottitura morbida e al corretto posizionamento dello schienale che sostiene la zona lombare. È in assoluto la più lontana dal suolo (805 mm rilevati) ma, grazie alla conformazione ben rastremata, consente a tutti di appoggiare in sicurezza i piedi a terra. In città non è agile e svelto quanto l’SH, il riferimento sotto questo aspetto, ma più fluido nei rapidi cambi di direzione. Il baricentro basso (il serbatoio è posto sotto alla pedana) favorisce le manovre a bassa velocità. Gli ammortizzatori digeriscono bene le buche e il pavé: la forcella non va in crisi sotto la forza del disco anteriore, potente, molto modulabile e sicuro anche sul bagnato. Una pecca, se così si può definire, è la mancanza dell’ABS, anche come optional. Tecnologia ormai indispensabile sugli scooter con queste caratteristiche.

HONDA SH PER SICUREZZA

SH PER SICUREZZA Dal punto di vista della sicurezza l’SH è il “superdotato”: il CBS (frenata combinata) unito all’ottimo ABS, concorrono a trasmettere una sensazione di padronanza assoluta, soprattutto sul bagnato; la risposta delle leve è leggermente spugnosa. Il giapponese si trova al secondo posto per quanto riguarda le prestazioni assolute del motore: il monocilindrico da 279 cc si è dimostrato brillante e lineare, ma non prontissimo come ci aspettavamo nello spunto da fermo.

KYMCO PEOPLE PER MOTORE

PEOPLE PER MOTORE Questi quattro 300 sfoderano prestazioni più che buone in ogni frangente d’utilizzo, ma, inaspettatamente, il propulsore adottato dal People, che vanta la cilindrata maggiore (299 cc), batte i concorrenti sia in accelerazione, sia in velocità di punta. In compenso Piaggio e Peugeot, i meno forniti di cavalleria, godono di una trasmissione particolarmente fluida e l’SH è il più silenzioso sia di meccanica sia allo scarico e assolutamente scevro da vibrazioni.

ALLESTIMENTI E ABITABILITÀ

ALLESTIMENTI E ABITABILITÀ Sul SH è ottima anche la cura costruttiva: le finiture pressoché perfette e la verniciatura impeccabile. La colorazione monocroma nero lucido/opaco con cerchi neri caratterizza la versione “Sporty”, moderna e aggressiva, disponibile in Italia solo con CBS, senza ABS. Il veicolo provato, per scelte commerciali, non è destinato al nostro mercato, ma, colorazione a parte, è in tutto e per tutto sovrapponibile ad un SH300i ABS “standard”, venduto regolarmente, grigio o nero, a 5.150 euro con bauletto di serie. Particolare indispensabile viste le dimensioni striminzite del vano sottosella. Il giapponese costa 650 euro in più del Beverly e del Geopolis e 1.000 euro in più del People. Questa differenza è in parte giustificata dalla presenza del sistema di frenata più sofisticato. La sella, con cuciture a contrasto, è rivestita da un materiale antiscivolo e ha una forma tondeggiante, meno spaziosa di quella del Beverly, ma ugualmente confortevole. Lo spazio a bordo è minore, con il manubrio stretto, basso e molto vicino alla seduta. La pedana piatta permette di trasportare una borsa fissandola al gancio con sicura. Purtroppo è poco sviluppata in senso longitudinale: lo spazio è appena sufficiente per i piedi, che toccano terra comodamente. Lo scooter è molto leggero da parcheggiare sul cavalletto centrale e da manovrare in città; grazie alla limitata sezione frontale sguscia nel traffico con facilità. Gli altri tre riescono però a rimanere a ruota: il Geopolis e il Beverly restano appaiati in seconda posizione; il People, meno intuitivo, si distanzia quando gli spazi diventano troppo angusti.

PEUGEOT GEOPOLIS PER MANEGGEVOLEZZA

GEOPOLIS PER MANEGGEVOLEZZA L’SH offre una guida piacevole e sospensioni a punto. La forcella soffre leggermente l’intervento del freno anteriore, comprimendosi repentinamente nelle decelerazioni più decise. Una volta lasciate le strade cittadine, il pilota soffre per la scarsa protezione aerodinamica dedicata alla parte superiore del corpo; a 90 km/h il busto è investito dall’eccessiva pressione dell’aria. L’installazione del parabrezza, optional da 174 euro, è pressoché obbligatoria. La frenata e la maggiore potenza del motore, gli consentono di tallonare il Beverly sulle curve di montagna. Il Geopolis condivide con l’italiano il motore Piaggio e… il fastidioso tunnel centrale che occulta il telaio e ospita il bocchettone per il rifornimento. Lo scooter, in versione Geostyle, costa 4.500 euro; risparmiando 210 euro si può acquistare il modello Standard, che rinuncia solamente alla colorazione vaniglia con sella cuoio, ma, in compenso, ha il cupolino più alto. Gli assemblaggi sono precisi e la qualità generale percepita è buona, ma non a livello dell’italiano e, soprattutto, del giapponese. Rispetto agli altri ha il cupolino di serie e offre più agio per i piedi rispetto al Beverly. L’ottima abitabilità è assolutamente paragonabile al Piaggio, ma la posizione di guida e la conformazione della sella ci hanno convinto meno. Quest’ultima si è dimostrata la più dura e scomoda a causa della fastidiosa protuberanza nella parte frontale. Il manubrio è largo, con le estremità rivolte all’ingiù. Ricorda le caratteristiche dinamiche del Piaggio, ma non gode della stessa proverbiale stabilità; non raggiunge il livello del SH per qualità percepita. In compenso è il più leggero da manovrare, è un po’più maneggevole nel traffico e la trasmissione è più pronta di quella dell’italiano. I freni sono potenti e ben dosabili. In città si soffre un po’ quando l’asfalto è rovinato, a causa della taratura rigida della forcella. La capacità di carico del vano sottosella (ci sta un casco jet) è seconda al Beverly, dotato di spazio sufficiente a contenere un integrale più un jet.

ECONOMIA

ECONOMIA Il People GTi è la scelta più economica e si nota dalla qualità dei materiali; in compenso è il migliore alla voce motorizzazione, la più potente. Purtroppo trasmettere alcune vibrazioni, mai fastidiose, alla pedana e al manubrio, che scuotono leggermente gli specchietti. La posizione di guida è particolare: ricorda quella di una custom! Il manubrio è molto alto rispetto alla seduta, la più vicina al suolo (775 mm). Tra i due “pedana piatta” è quello che protegge meglio il busto e peggio le gambe: l’eccessiva distanza tra le ginocchia e lo scudo lascia passare i vortici d’aria. I comandi elettrici, affogati nella carena, sono un po’ lontani da raggiungere. Il People ci ha stupito grazie al motore appagante, ma ci ha deluso un po’ dal punto di vista ciclistico: in prossimità delle sconnessioni dell’asfalto, a velocità elevata, si innescano ondeggiamenti che obbligano ad alleggerire il gas e l’assetto un po’ seduto sul posteriore favorisce la tendenza ad allargare leggermente le traiettorie. Sia la forcella sia gli ammortizzatori digeriscono a dovere le asperità. La frenata è buona, ma la risposta delle leve è secca. Sotto la sella c’è spazio solo per un compatto completo antipioggia. La chiusura del vano è la meno pratica perché il posizionamento del bauletto, realizzato approssimativamente, impedisce l’accompagnamento del piano di seduta fino a fondo corsa.

CONCLUSIONI

CONCLUSIONI Il Piaggio Beverly 300ie, disponibile bronzo, bianco, nero, rosso e blu, rappresenta la scelta migliore per chi necessita di uno scooter ben godibile nelle gite fuoriporta installando il cupolino optional che vedete nelle immagini e rinunciando alla praticità che la pedana piatta offre nell’utilizzo quotidiano. L’Honda SH300i si presta invece perfettamente all’utilizzo opposto: in città è praticissimo (col bauletto di serie), perché intuitivo nel traffico; fuori dimostra presto il deficit della scarsa protezione aerodinamica. Peugeot ha realizzato un ottimo prodotto, che si pone in direttissima concorrenza, anche di prezzo (solo 10 euro in più) con Piaggio. Il Geostyle è a suo agio in ogni frangente d’utilizzo, senza dimostrare particolari limiti o peculiarità. Inaspettatamente il tester in sella al People GTi ci ha “sverniciato” lungo tutti i rettilinei, ma ha faticato per rimanere in gruppo fra le curve e in città. È in vendita grigio, bianco, nero e giallo.

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