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Prova comparativa enduro stradali

Abbiamo messo a confronto quattro enduro stradali con quattro caratteri differenti: Honda Transalp 700, Kawasaki Versys 650, Suzuki V-Strom 650 e Yamaha Ténéré 660.

ENDURO STRADALI GIAPPONESI

ENDURO STRADALI GIAPPONESI Spendere poco, stare comodi in sella e mettere da parte qualche pretesa sulle prestazioni (condizione che non costringa a fare il pieno ogni due per tre) sono le caratteristiche che accomunano le protagoniste di questa prova, oltre alla capacità di affrontare tratti sterrati e di portare carichi. Per carpirne, invece, pregi e difetti, e ciò che le differenzia abbiamo messo a confronto la Honda Transalp 700, la Kawasaki Versys 650, la Suzuki V-Strom 650 e Yamaha Ténéré 660.

TÉNÉRÉ PER LO STERRATO

TÉNÉRÉ PER LO STERRATO Ti consigliamo la Yamaha se hai bisogno di un mezzo in grado di fare vero fuoristrada, o se vuoi una moto che trasudi fascino di deserto, di grandi viaggi africani. In passato con lei siamo partiti da Milano per poi attraversare mezza Tunisia (Motociclismo 07/2008), carichi e comodi, quindi non è che sia poco indicata per viaggiare. Solo, bisogna avere un pizzico di calma in più che con le altre. Il suo motore, l’unico monocilindrico, vibra. Finché viaggi a 130 km/h in autostrada è sopportabile, ma basta accelerare ancora un filo perché la cosa cominci a infastidirti. Anche tra le curve: o decidi di ignorare gli altri che guadagnano terreno sulle loro Versys, Transalp, V-Strom oppure tiri le marce sapendo che a fine giornata avrai qualche formica nei guanti. E non è che tutto quel tirare alla fine sarà servito a molto; i CV disponibili sono comunque pochini ma ben distribuiti e sufficienti nel 99% dei casi. Inseguimenti esclusi. Poi c’è il discorso altezza. Per salire in sella alla Ténéré senza strappi muscolari o sei agile o sei almeno 1,80 m. Ciò è dovuto al fatto che la Yamaha è alta da terra, così da poter superare ostacoli impegnativi come grossi sassi, tronchi: roba che le altre possono giusto guardare. Questo la rende speciale, nel gruppo. In sella ti trovi seduto molto in alto, col manubrio largo e piazzato a mezzo busto. Insieme con i fianchi snelli è perfetto per la guida in piedi e inoltre la sensazione di controllo che restituisce in movimento è ottima. La ruotona da 21” lì davanti ti dà fiducia in città, in fuoristrada e tra le curve: non esagerare con le pieghe - le gomme sono molto valide, ma pur sempre un compromesso on-off - e goditi l’agilità della moto e la bontà di sospensioni e freni. Goditi soprattutto la possibilità di non fermarti dove finisce l’asfalto.

TRANSALP PER EQUILIBRIO

TRANSALP PER EQUILIBRIO La Honda è l’unica altra nel gruppo con cui puoi affrontare qualcosa di - poco - più impegnativo di una strada bianca senza rischiare il collo (e il serbatoio, le leve, il cupolino, le plastiche...), in virtù delle sue gomme lievemente tassellate. Dovesse farsi più impegnativa ricordati che i collettori sono lì, belli scoperti, e girano praticamente sotto il motore. Rovinarli è un attimo. Poi mettici il peso non proprio da “duemmezzo” e vedrai che la voglia di seguire la Ténéré in mezzo ai boschi o dove si vuole cacciare ti scappa in fretta. Meglio tornare sullo sterrato, o sull’asfalto. E allora ne apprezzi il motore che spinge subito, indipendentemente dalla marcia che hai innestato. In più ha un’erogazione dolce e vibra poco. La frizione e il cambio sono tanto morbidi che non li senti, le sospensioni ti evitano il mal di schiena sempre e comunque. La guida è davvero intuitiva e naturale. Le manca un po’ di protezione aerodinamica per la parte alta del busto e per il casco, ma il passeggero viaggia molto comodo.

V-STROM PER COMFORT E CICLISTICA

V-STROM PER COMFORT E CICLISTICA Piace tanto che una volta in sella non si vorrebbe più scendere. È comodissima, anche se chi non raggiunge 1,75 m trova che il manubrio sia un po’ troppo lontano, perché ha un cupolino che protegge dall’aria fin sopra il casco, ha una posizione di guida azzeccata e una sella che rimane un luogo piacevole dove sedere per centinaia di chilometri. E poi è tanto efficace. È una moto facile da condurre, con un motore dolce e veloce, freni modulabili e una ciclistica stabilissima. Quanto è bella da guidare. Un impianto frenante anteriore più potente non guasterebbe e servirebbero anche un po’ di “medi” in più al motore, quando si viaggia in coppia. Purtroppo l’estetica andrebbe un po’ svecchiata. Nel frattempo consigliamo la versione Traveller (500 euro in più della standard). È quella della nostra prova: ABS che funziona bene, grosso bauletto - ci stanno due caschi integrali e ha pure lo schienalino per il passeggero -, cavalletto centrale, puntale e paramani.

VERSYS SPORTIVA

VERSYS SPORTIVA La Kawasaki è un ibrido ben riuscito. Nuda sportiva, per l’assetto rigido. Enduro stradale, per la comoda posizione di guida col manubrio alto e la schiena dritta, non certo perché ci fai fuoristrada. Motardona, per l’aspetto. Viaggiatrice, perché ci macini km senza fatica quasi come faresti con la V-Strom. Se sei interessato a questa Kawa è perché ti piace il suo look originale che va bene anche all’aperitivo, perché hai intenzione di stare sempre su asfalto – o al massimo di fare lo sterrato che porta in spiaggia – e perché ti piace guidare. Passi di montagna. Statali tutte curve. È agile e reattiva più delle altre tre. La V-Strom è molto efficace ma la guidi in modo diverso, pennellando traiettorie larghe e tondeggianti, facendola correre molto. Invece, la Versys ti invita a frenare forte – anche se l’impianto anteriore della versione ABS ha un comando un po’ spugnoso -, voltare la moto in fretta e lanciarti fuori dalla curva. Piace per allungo: dopo 8.500 giri ci sono - almeno - altri 2.000 giri del tutto inutili. Il motore urla, urla, urla e… nulla. La spinta continua a scemare, nonostante la zona rossa del contagiri sia ancora lontana. È un difetto? Sì, ma piccolo, perché tolta questa caratteristica il motore è il più bello del gruppo.

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