Abolire il bollo ma su di 15 centesimi le accise sui carburanti

L’idea di abolire il bollo auto sostituendolo con una tassa sui consumi torna ciclicamente, stavolta con una proposta di legge presentata da “Fare!”. Secondo il primo firmatario, Roberto Caon, "semplificherebbe la vita dei cittadini e semplificherebbe la vita dello Stato". Finora non si è mai concretizzato nulla, vedremo se stavolta…

A volte ritorna

Allargare la base imponibile, combattere l’evasione, semplificare la vita dei cittadini, generare al tempo stesso risparmi per lo Stato e maggiori entrate fiscali… I principi alla base dell’idea di abolire il bollo auto sostituendolo con una tassa sui consumi sono questi. Tutti ottimi e condivisibili, infatti ogni tanto c’è qualcuno che avanza la proposta di trasformare l’imposta di possesso sui veicoli a motore in una da applicarsi ai costi dei carburanti sotto forma di aumento delle accise. L’ultimo tentativo è quello fatto tramite la proposta di legge di “Fare!”, il partito fondato il 21 luglio 2015 da Flavio Tosi, ex Lega Nord e sindaco di Verona, formazione rappresentata con 6 parlamentari nel Gruppo Misto alla Camera e al Senato.
 
Il primo firmatario della proposta di legge è Roberto Caon, che l’ha depositata alla Camera e presentata in conferenza stampa insieme a Tosi. La ratio è semplice: con l’abolizione del bollo, i cittadini non avranno più l’assillo di dimenticarsi di pagarlo, mentre le minori entrate per l’erario sarebbero compensate da quelle generate dall’aumento di 15 centesimi sulle accise dei carburanti. Ma la conseguenza ultima sarebbe addirittura migliore, di molto. Il bollo auto, infatti, porta nelle Casse dello Stato circa 6,5 miliardi all'anno, ma l'evasione ammonta a circa 500 milioni. Riassorbendo il bollo nel prezzo dei carburanti, a pagare non sarebbero solo i proprietari di auto immatricolate in Italia, ma anche chiunque faccia rifornimento durante un transito nel nostro paese. I turisti, ad esempio, ma anche gli autotrasportatori che movimentano merci da e per il nostro Paese, nonché i 3,5 milioni di auto circolanti in Italia ma immatricolate all’estero 8come quelle con targa della Bulgaria o della Romania, Paesi dove non esiste il bollo auto. Risultato? Si allargherebbe la base imponibile, gli incassi sarebbero automatici e non bisognerebbe più andare a cercare gli evasori. I risparmi per lo Stato sarebbero evidenti, così come le altre valenze di questa soluzione: pagherebbe di più chi usa di più il mezzo di trasporto, con conseguente “risarcimento” allo stato e alla società per la maggiore quota di inquinamento e “consumo” di strada; pagherebbe di meno chi usa meno l’auto, come le fasce a basso reddito o i pensionati, che in genere percorrono pochi km per “fare la spesa o andare al cimitero”, come dice Caon. "Il principio di fondo - ha sottolineato Tosi - è di far risparmiare il sistema Italia, cancellando l'evasione e facendo pagare a chi più inquina. È una proposta che pensiamo il Governo possa far propria, perché è una proposta di buon senso, intuitiva, semplice".
 
Il risparmio sarebbe cospicuo soprattutto per chi dovesse possedere mezzi appartenenti a “classi d’inquinamento” basse, tipo Euro-2, 3; così come abbatterebbero i costi coloro che guidano mezzi particolarmente poco potenti e assetati. Certo, chi usa le due o quattro (o più) ruote per lavoro vedrà probabilmente i costi lievitare. Chissà poi cosa ne pensa l’ACI…

Noi, dal canto nostro, ne avevamo già parlato qui, dando i pro e i contro.

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