Prezzi benzina: da domani aumenti in vista

Dal primo dicembre cresce il prezzo alla pompa per benzina e diesel, visto che il taglio delle accise previsto dal Governo per contenere i prezzi passerà da 25 a 15 centesimi/litro. Ecco quali saranno in media i nuovi costi dei carburanti a partire da domani

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Entrato in vigore a marzo 2022 e prorogato svariate volte fino a novembre, il decreto Aiuti-Bis arrivato dal Governo per contenere la crescita esponenziale dei prezzi dei carburanti al distributore vede, a partire dal 1° dicembre 2022, un taglio quasi dimezzato sulle accise di benzina e diesel. Si passerà dagli attuali 25 centesimi/litro (30,5 centesimi considerata l'Iva) a 15, con un conseguente aumento dei prezzi che ricade direttamente sui consumatori.

Sempre comprensivo di Iva, lo sconto effettivo al distributore per dicembre sarà quindi pari a 18,1 centesimi/litro. Facendo un rapido conto al giorno d'oggi, la verde arriverà a costare alla modalità self-service 1,893 euro/litro, mentre il gasolio rischierebbe di sfiorare i 2 euro/litro.

Ecco le parole di Massimiliano Dona, Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori:

"Un atto da kamikaze. Un suicidio politico. Il Governo ha poche idee, ma confuse. Non ha ancora capito che bisogna far scendere l'inflazione e che per farlo si devono ridurre i prezzi dei beni energetici, ossia luce, gas e carburanti, senza i quali l'inflazione a ottobre sarebbe stata pari, secondo i dati Istat, al 5,9% invece che all'11.8%, ossia esattamente la metà" ha. E' vero che ora i prezzi sono a livelli ragionevoli, peccato che lo siano grazie ai 30,5 cent in meno decretati da Draghi. Con la riduzione del taglio da 30,5 a 18,3 cent, 15 cent di accise e 3,3 cent di Iva, il prezzo della benzina in modalità self service, considerando gli ultimi dati settimanali del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), supererebbe quota 1,8 euro, arrivando vicino a 1,9 euro al litro, esattamente a 1,893 euro al litro, mentre il gasolio sfonderebbe addirittura la soglia dei 2 euro, raggiungendo i 2,035 euro al litro. Tutto questo - ha concluso Dona - senza considerare che ci attendiamo per fine mese dei rialzi per via del calo della produzione di 2 milioni di barili di petrolio al giorno dei Paesi Opec+ scattato dal 1° novembre e che non ha ancora prodotto i suoi effetti nefasti".

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