30 January 2018

“Non è da escludere una supersportiva Paton”

Abbiamo intervistato Roberto Pattoni, Project Director di Paton, che ci ha parlato della S1-R Lightweight, dei modelli che potrebbero arrivare in futuro, del progetto della Moto2…
Roberto Pattoni, figlio di Giuseppe "Pep" Pattoni (il fondatore di Paton), e attuale Project Director dell'Azienda
Che cosa rappresenta per voi la nuova S1-R Lightweigth?
"È un sogno che diventa realtà. Omologarla per la strada richiede sforzi enormi. Ma questa moto ci dà la possibilità di partecipare alle gare destinate a modelli derivati dalla serie e gli ottimi risultati che stiamo raccogliendo in questo campo ci stanno premiando (vittoria al Tourist Trophy 2017 nella categoria Lightweight con Michael Rutter, ndr.)".

Qui sotto trovate le foto scattate durante il nostro test della Paton S1-R Lightweight, a seguire il resto dell'intervista.
1/16 Paton S1-R Lightweight: il tester di Motociclismo in azione sul circuito di Cremona
Un bel traguardo per Paton...
"C’è ancora una cosa che sogno: un giorno vorrei trovarmi in auto, fermo al semaforo, e avere una Paton al mio fianco".

Quando è nata l’idea della S1-R?

"È nato tutto in officina, tra me e Andrea Realini (capo progetto, ndr), penso fosse il 2012. Abbiamo visto il motore Kawasaki, che per le sue caratteristiche potremmo definire il pronipote del bicilindrico progettato da mio padre negli anni 60, e ci è venuta l’idea di realizzare una moto che celebrasse la storia di Paton. Abbiamo preso una ER-6n rottamata e il telaio della riedizione della BIC 500; Andrea ci ha lavorato un anno e ha creato la prima S1".

Quella vista ad Eicma 2013?
"Esatto. Dopo averla esposta abbiamo ricevuto un gran consenso da parte del pubblico e allora abbiamo deciso di partire con il progetto definitivo. Questo nuovo modello si differenzia da quella prima versione sotto molti aspetti, ma abbiamo voluto mantenere il richiamo alla storia Paton, con un occhio alla modernità".

Che progetti avete per il futuro di Paton?
"Innanzitutto vogliamo seguire al meglio i vecchi clienti e quelli della S1-R Lightweight. Ci sono poi molti progetti, ma non posso dire di più. Quello che tutti noi vogliamo è tener vivo il Marchio, farlo crescere sempre di più, farlo conoscere... Di certo non ci fermiamo".

E riguardo al progetto della Moto2?
"Siamo ambiziosi ed entusiasti. Io sono un po’ più con i piedi per terra, sarebbe un sogno poter ritornare nel Motomondiale, però mi rendo conto che non è una passeggiata. Ma se ne parla...".

Ci state già lavorando?
"Quando arrivano le idee uno inizia a muoversi. Il motore Triumph che si userà in Moto2 dal 2019 potrebbe essere un grosso vantaggio. Non dico che si riparte tutti da zero, ma quasi. E poi noi le moto le abbiamo sempre fatte e pensiamo di essere capaci e competitivi.

Avete mai pensato ad una supersportiva?
"Anche quella è una delle idee. Come detto la carne al fuoco è tanta, ma non ci facciamo prendere dagli entusiasmi, ma nemmeno ci fermiamo. Bisogna fare la scelta giusta e una moto di cilindrata maggiore è una di quelle cose che ci piacerebbe fare. La cosa positiva è che ci sono le basi per farlo".

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