Pastiglie freno. Meglio organiche o sinterizzate?

Un lettore ci scrive per conoscere meglio la differenza che corre tra pastiglie freno organiche e sinterizzate. Ecco la nostra risposta

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Caro direttore, non ho capito bene la differenza che corre tra pastiglie freno organiche e sinterizzate. So solo che queste ultime sono più costose. Alcuni amici mi spingono a spendere, ma altri sostengono che ne vale la pena solo se guida una supersportiva. Mi può aiutare a capire?

Paolo Ramaciotti – Roma

Caro Paolo, i tuoi amici semplificano, ma i concetti sono corretti. Le pastiglie sinterizzate hanno coefficienti d’attrito superiori alle pastiglie organiche, questo è indice di maggior potenza frenante. Inoltre, i valori di compressione inferiori dovuti alla composizione chimica di matrice metallica, contribuiscono a restituire un feeling migliore (minor spugnosità). Anche la fase di attacco è più efficace per le pastiglie sinterizzate, infatti avendo coefficienti d’attrito superiori presentano un “mordente” elevato e sensibile rispetto alle organiche. Inoltre, le pastiglie sinterizzate garantiscono maggior consistenza e costanza, soprattutto sono in grado di mantenere le elevate prestazioni anche sotto importanti carichi termici; cosa che le pastiglie organiche soffrono, mostrando in queste condizioni decadimenti delle prestazioni.

Le usure dipendono molto dall’uso, ci sono casi in cui le pastiglie organiche mostrano comunque ottime durate, ma generalmente sinterizzati di media gamma manifestano usure inferiori se confrontati a pari prestazioni con le cugine organiche. Il vantaggio maggiore per le pastiglie organiche è il costo. Attualmente nel panorama motociclistico europeo di media-alta gamma le pastiglie anteriori sono praticamente tutte sinterizzate, mentre al posteriore è possibile trovare delle pastiglie organiche per ovvie esigenze di performance (minori) e di costo (inferiore).

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