di Beppe Cucco - 06 maggio 2020

“Oltre 200 mln di euro di perdite se non ci saranno gli incentivi sugli Euro 4”

Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA, chiede al governo forme urgenti di sostegno all’acquisto, come gli incentivi sull’acquisto di moto e scooter Euro 4 rimasti invenduti

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Paolo Magri 

Il mercato delle due ruote in Italia nel mese di aprile ha fatto registrare un crollo netto: -97% rispetto allo stesso mese del 2019. Questo era un dato prevedibile e non poteva essere diversamente, considerando che i concessionari sono rimasti chiusi a causa della pandemia di Coronavirus. Sommando i dati di mercato dei primi quattro mesi del 2020 gli effetti della serrata dei negozi sono diluiti da un andamento positivo del mercato nei primi due mesi dell’anno, ma la percentuale di perdite si attesa sempre sul -47%. Ora, i concessionari sono riaperti, ma recuperare sarà veramente dura. Vero che probabilmente moto e scooter saranno le protagoniste della mobilità in questa “Fase 2”, ma è anche vero che il settore delle due ruote è un mercato “stagionale”, che vede la metà delle vendite realizzate tra il mese di aprile e luglio. Capite bene che una buona parte delle vendite potrebbero essere andate definitivamente perdute se non si interverrà in tempo. Per questo motivo, Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA, l’associazione nazionale dei produttori di cicli e motocicli, chiede al governo forme urgenti di sostegno all’acquisto, come gli incentivi sull’acquisto di moto e scooter Euro 4 rimasti invenduti.

Ecco le parole di Paolo Magri: “Senza nessuna forma di incentivazione all’acquisto da parte del Governo per i veicoli Euro 4 rimasti invenduti, il mercato 2020 di ciclomotori, moto e scooter chiuderà con pesante – 35%, che porterà a un’ulteriore perdita di fatturato superiore a 215 milioni di euro. Per tutelare un comparto che con l’indotto dà lavoro a oltre 40mila persone e che ha contribuito nel 2019 con un gettito erariale di 5,5 miliari di euro, le caratteristiche uniche del nostro mercato ci spingono ad insistere nel richiedere forme urgenti di sostegno all’acquisto, che tengano conto anche del calo della fiducia e del potere d’acquisto delle famiglie e di una rete commerciale in pesante affanno a causa del lockdown”.

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Paolo Magri 

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