di Alberto Motti - 12 maggio 2019

Nuova Vespa: troppo diversa o troppo uguale alla precedente?

In occasione della presentazione della nuova Vespa GTS 300 abbiamo intervistato Marco Lambri, Responsabile Design del Gruppo Piaggio. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande
1/9 Gamma Vespa GTS 300 2019: le foto

Marco Lambri ci attende al rinnovato museo Piaggio di Pontedera (PI). È seduto sulla pedana del gigantesco Vespone (sfoggiata al Salone di Parigi del 1977) che replica la PX. Il responsabile del design del Gruppo Piaggio è circondato da oltre 70 anni del meglio della produzione del veicolo nato qui a Pontedera. Il museo è stato recentemente ingrandito e rinnovato e nelle luminose sale adiacenti oggi ospita degnamente gli altri Marchi del Gruppo: l’epopea della Gilera, la storia di Aprilia, molte significative Guzzi, una per tutte la straordinaria GP 500 otto cilindri dell’ingegner Giulio Cesare Carcano.

Qui sotto trovate alcune immagini del Museo Piaggio.

Lambri passa dal Vespone alla nuova GTS e ci illustra le modifiche che hanno caratterizzato la nuova Vespa.

“Abbiamo conservato la stessa linea ad eccezione dello scudo che è totalmente nuovo. L’intervento principale è stato quello di riportare alle origini il frontale aggiungendo la “cravattina”, cioè quell’elemento in rilievo che attraversa tutto lo scudo dall’alto in basso. Poi i gruppi ottici che sono full led, oltre alle modifiche al manubrio per ospitare il nuovo quadro di bordo. Altra variante è la forma e la imbottitura della sella, cambiata per migliorare l’ergonomia”.

Sono modifiche, tutto sommato, di dettaglio. Perché non osare di più?
“La Vespa è un veicolo molto longevo e sa evolversi con l’età. La sua capacità di stare sul mercato è superiore a quella dei concorrenti. Questo grazie a continui miglioramenti e mai a pesanti stravolgimenti. Sicuramente si vedrà nel futuro una nuova Vespa GTS. Se vi dicessi che non ci stiamo lavorando mentirei. Però, rifare la Vespa è un'assunzione di responsabilità molto importante per tutta l’azienda. Dal punto di vista dello stile si tratta di camminare su una linea sottile, un limite che divide la tradizione del passato da quella dell’innovazione del futuro”.

È una linea che si può trasformare in un affilato rasoio, e se ci cadi sopra ti puoi fare del gran male. L’esperienza della Cosa insegna.
“Assolutamente sì. La storia di Vespa non è solo coronata da successi proprio perché questa linea è tagliente e pure pericolosa. Però, qui a Pontedera abbiamo la cultura della Vespa e non solo in termine di veicolo e di stile, ma anche in fatto di valori. Riusciremo a proteggerla e a tramandarla, evitando errori come la Cosa”.

Come sarà la Vespa del futuro?
“Il centro stile non sta certo fermo. C'è da dire che ogni volta che presentiamo un nuovo modello, assistiamo a una netta divisione tra chi dice <è troppo diverso> e altri che affermano sempre <è troppo uguale al precedente>. E questo la dice lunga sulla percezione che la gente ha della Vespa. La nostra bravura deve essere quella di cambiarla senza stravolgerla. È una grande responsabilità”

Riesci a trovare qualche similitudine che accomuni la GTS alle Vespa del passato?
“Quando vado indietro nella storia vedo modelli composti da troppi pezzi, troppo duri nella linea. E credo che siano sbagliati. La vera forza di Vespa è quella della semplicità, ma è la condizione più difficile da ottenere perché è facilissimo fare cose nuove complicandole”.

Quale sarà la parte più facile da disegnare nella nuova Vespa? E quale la più difficile?
“Di facile non c’è niente, la più difficile sarà quella di mantenere le proporzioni della Vespa inserendo tutti i particolari che stanno diventando obbligatori dal punto di vista della sicurezza, oltre aa quello che serve per essere in regola con i vari regolamenti anti inquinamento. Dobbiamo inserire tutta la tecnologia, che è tanta, senza che sia ostentata. Diventa quindi molto difficile mantenere le dimensioni semplici e leggere della Vespa. Per esempio, se fosse possibile disegnare lo scudo anteriore sottile, sottile come nel passato sarebbe bellissimo, peccato che ci devo mettere come minimo il raffreddamento e le frecce di direzione. Comunque la Vespa del futuro sarà sempre rispettosa della sua tradizione, ma dovrà tenere in considerazione il cliente oltre l’utilizzo alla quale è destinata. Dovrà essere connessa e offrire una serie di servizi per cablarsi al mondo esterno. E tutto questo senza far correre rischi nella guida. Ma la Vespa è così da sempre: quando l’ingegner Corradino d’Ascanio decise di mettere il comando del cambio al manubrio aveva visto lungo, e pensava proprio alla sicurezza della guida. Comunque, il nuovo modello sarà più dinamico, leggero e confortevole”.

Nuovi materiali per la sua costruzione?
“Sì, con la straordinaria 946 abbiamo visto che è possibile realizzare la scocca in lega leggera e non è escluso che per la nuova generazione di Vespa possano essere introdotti materiali come l’alluminio. Comunque con meno plastica possibile. Il mercato è più conservatore di quello che sembra e a volte va stimolato. La forza di Vespa sta pure nel coraggio di un’azienda capace di terminare dei cicli e di iniziarne di nuovi. Piaggio è una azienda dinamica, assolutamente in grado di innovare”.

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